Arte
La donazione dimenticata. L'incredibile vicenda della collezione Contini Bonacossi
di Sandro Pazzi
editore: Mondadori Electa
pagine: 239
Nei primi cinquant'anni del Novecento i conti Alessandro e Vittoria Contini Bonacossi crearono dal nulla una grande fortuna, inizialmente grazie al commercio di francobolli da collezione, per diventare poi tra i più importanti mercanti d'arte antica del secolo scorso. Una vita, la loro, trascorsa a contatto con i protagonisti del collezionismo mondiale, perennemente in viaggio tra la vecchia Europa e la giovane America dei mecenati e degli industriali. I Contini Bonacossi destinarono parte delle opere d'arte acquistate alla loro personale collezione che, già nel 1939, era considerata di valore inestimabile, essendo composta da meravigliosi quadri e sculture, nonché da innumerevoli e straordinari oggetti d'arte minore. La decisione di donare questa preziosissima raccolta allo Stato diede origine a una delle vicende più discusse e tribolate del collezionismo italiano, che in queste pagine viene finalmente raccontata da chi ne fu diretto testimone. Una storia appassionante e documentata degli eventi e delle persone che trasformarono la più importante donazione novecentesca di opere d'arte allo Stato italiano in uno scandalo lungo mezzo secolo, e che ancora oggi continua a suscitare interesse.
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Signac. Una vita a filo d'acqua
di Marina Ferretti Bocquillon
editore: Skira
pagine: 184
Pittore innamorato del colore, Paul Signac ebbe una carriera artistica tanto intensa quanto varia. Composto a partire da una delle più grandi collezioni private di opere dell'artista, questo volume ne illustra il percorso creativo dai primi dipinti impressionisti agli ultimi acquerelli della serie dei Porti di Francia, passando per gli anni eroici del neoimpressionismo, il fulgore di Saint-Tropez, le immagini scintillanti di Venezia, Rotterdam e Costantinopoli. Il virtuosismo del maestro neoimpressionista si traduce ugualmente nelle tecniche più diverse. La foga impressionista degli studi realizzati dal vero si oppone alle limpide policromie dei dipinti divisionisti, il giapponismo audace degli acquerelli contrasta con la libertà dei fogli dipinti en plein air, mentre i grandi disegni preparatori a inchiostro di china acquerellato ci svelano i segreti di composizioni serene, a lungo meditate in studio. Attraverso una selezione di oltre centoquaranta opere, questo catalogo propone un'iniziazione alle armonie cromatiche di Signac, associata a un invito al viaggio.
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Lorenzo Bartolini. Nuove prospettive fra Carrara e Firenze
editore: Pacini Editore
pagine: 214
Nella recente ripresa degli studi su Lorenzo Bartolini il libro si caratterizza per l'individuazione di nuove fonti archivistiche che determinano una diversa lettura dell'attività dello scultore, dei suoi continui rapporti con il modo carrarese e dell'organizzazione del laboratorio di scultura. La documentazione raccolta ha suggerito alcune risposte a problematiche ancora irrisolte e ha fornito indicazioni per l'approfondimento delle vicende di alcune commissioni. Il testo ha privilegiato il tema del monumenti celebrativi nella memoria pubblica e privata e quello del nudo femminile.
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La pittura antica
di Ranuccio Bianchi Bandinelli
editore: Ghibli
pagine: 245
Una raccolta di tutti gli scritti del grande studioso Ranuccio Bianchi Bandinelli dedicati al mondo della pittura antica, greca e romana. Dal VI secolo a.C. alla tarda antichità, i saggi del volume rappresentano un utile compendio di tutte le problematiche e le tecniche proprie della pittura antica e degli aspetti storico-artistici fondamentali. Tra i principali archeologi del suo tempo, Bianchi Bandinelli conduce il lettore attraverso una galleria di capolavori ormai perduti dell'arte antica, per riscoprirne la grandezza e il ruolo imprescindibile nel quadro globale della storia dell'arte.
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Alberto Giacometti. Lo spazio e la forza
di Jean Soldini
editore: Mimesis
pagine: 120
Il saggio si occupa del rapporto di Giacometti con la pratica dello spazio partendo da un'intuizione attestata da un disegno del 1930 circa - un disco con un foro al centro, diviso in sezioni - dove il tempo comincia a trasformarsi in spazio: "tutto sprofonda, [...] tutto torna, niente è passato", scrive l'artista su quel foglio. È un'idea che riafferma in modo più esplicito nel 1946: "Il tempo diventava orizzontale e circolare, era simultaneamente spazio". Lo ribadirà ancora negli anni Sessanta. Nella seconda parte della sua opera, dopo le esperienze postcubiste e surrealiste, giungerà a una coincidenza di spazio e tempo. Il pittore Jean Hélion, nel 1947, diceva che la figura giacomettiana è carica come una pila. Sono tuttavia le cose stesse che per l'artista sono, in primo luogo, cariche come pile. Di fronte a una testa non si preoccupa di aspetti del tipo: è quella di un giovane, di un vecchio, di un uomo, di una donna, di una persona o di un'altra. Sono aspetti molto importanti, ma in quanto spinti in avanti dalla forza che si manifesta nell'interazione tra quella carica e l'artista. Quest'ultimo contribuisce a generare un campo di forze insieme al suo modello, una distanza che è la profondità temporale e spaziale dell'andirivieni degli esseri, del loro apparire e sparire, della loro violenza che porta lo scompiglio in uno spazio geometrico, astratto.
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L'arte e il mestiere. L'attore teatrale dall'antichità ad oggi
di Luigi Allegri
editore: Carocci
pagine: 222
Una storia dell'attore di teatro, prevalentemente nell'ambito della cultura occidentale. Una storia in cui si trovano, nella loro esemplarità, i grandi protagonisti - da Tespi a Molière, da Eleonora Duse a Dario Fo -, ma che vuole essere più una storia del ruolo dell'attore nella società e nei meccanismi dello spettacolo delle diverse epoche e culture, una storia delle poetiche d'attore, degli stili recitativi, delle estetiche, delle tecniche. Con un'impostazione didattica ma rigorosa, in grado di dar conto più delle "ragioni" che delle storie personali, più delle estetiche e del contesto sociale che dei singoli fenomeni. Il volume è diviso in due parti, un profilo storico che disegna le forme della recitazione dall'attore greco a quello contemporaneo, e una seconda parte, in cui si tracciano le linee di alcuni percorsi trasversali, di alcuni nodi che attraversano tutta la storia dell'attore.
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Principi di stratigrafia archeologica
di Edward C. Harris
editore: Carocci
pagine: 180
Smessi gli abiti variopinti dell'umanesimo genialoide, l'archeologia si eleva finalmente al rango di scienza, che ha con le altre discipline rapporti paritetici. In questa nuova fase, un contributo qualificato di idee e proposte può emergere da questo testo, che descrive un profilo professionale poco noto in Italia ma di casa negli ambienti anglosassoni: l'archeologo specialista in stratigrafie, esperto nella ricognizione dei rapporti stratigrafici e nell'individuazione delle interfacce assai più che nell'interpretazione, ad esempio, dei reperti contenuti negli strati. Sulla collocazione professionale di questa figura di operatore sul terreno, sui suoi rapporti con la figura tradizionale dell'archeologo militante storicamente sviluppatasi in Italia, è aperto un dibattito, nel quale interviene autorevolmente il saggio introduttivo di Daniele Manacorda.
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Introduzione all'archeologia medievale. Storia e ricerca in Italia
di Gelichi Sauro
editore: Carocci
pagine: 280
Soltanto negli ultimi decenni la pratica archeologica rivolta alle testimonianze post-classiche ha trovato larga applicazione
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Luce con muri. Storie da Edward Hopper
di Michele Mozzati
editore: Skira
pagine: 64
"C'è una lunga vetrata ricurva. Dentro c'è un bar. Dentro al bar c'è Glenda, perché lei si chiama Glenda. Lui è Rudy, lo si capisce dal Borsalino adagiato morbido sulle orecchie. Le sta seduto accanto, ma non è serata. L'altro, lo vediamo di spalle, ha un nome tutto suo e se lo tiene per sé. Per noi è l'Ingrugnito, anche se non ne scopriremo mai il volto. È quello abbarbicato sul secondo sgabellone da sinistra. I restanti cinque trespoli, sulla sua destra, sono vuoti, così come il primo. È il vuoto, che resta negli occhi. Vuota è la vetrata del bar, vuota è la strada, vuota la casa di fronte, le finestre. Aperte e vuote. È estate, si direbbe. Vuota, da pensare, la porticina in fondo al bar: si capisce che di là non c'è nessuno. La cucina. Troppa luce. Eccessiva per essere una notte del '42. C'è tanta luce che si vedono i particolari." Dieci quadri di Edward Hopper, il grande pittore americano, dieci brevi storie nate lasciandosi coinvolgere dai suoi dipinti pieni di luce e di silenzio. Sono storie per nulla vincolate da epoche o luoghi, ma semplici suggestioni sollecitate da un volto, un'ombra, una casa bianca o una finestra piena di mare. Dieci racconti per adulti sognatori che riportano un po' all'età infantile, quando i libri si leggevano e si sfogliavano guardando le figure.
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Immortali. Storia e gloria di oggetti leggendari
di Luca Pollini
editore: Morellini
pagine: 135
"Se Freud fosse nato ai tempi del baby-boom 'l'Interpretazione dei sogni' invece che una sequela di sfoghi onirici di isteriche signore viennesi sarebbe stata un più interessante catalogo di marchi e prodotti celebri. Quelli che trovate in questo libro. Quelli che da decenni ci mostrano sempre lo stesso volto, tanto che ormai consideriamo zie acquisite la compita signora del brodo o la più sciatta massaia dell'appretto con il manico. Quelli che tornano a visitarci anche quando dormiamo." (dalla prefazione di Tommaso Labranca)
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Io fotografo. Costruisci il tuo stile tra composizione, elaborazione e condivisione dell'immagine
di Brian Matiash
editore: Apogeo
pagine: 216
La conoscenza delle basi di composizione ed esposizione delle immagini permette di realizzare dei buoni scatti ma non è sufficiente per creare delle opere memorabili in grado di emergere dalla massa comunicando una personale visione del mondo. Sviluppare una propria voce, un "io fotografico", è la sfida più grande per ogni fotografo. Questo libro insegna tecniche e mentalità che una volta acquisite possono rendere uno scatto speciale. L'autore si concentra sull'abilità di "vedere in modo differente" quando ci si trova dietro a una macchina fotografica, si sta elaborando un'immagine o ci si prepara a condividerla. Qui si sviluppa un percorso lungo le strade della creatività e la definizione di uno stile personale. Qui si trova la particolarità del libro che considera il making of di una fotografia a 360° tra cattura, post-produzione e condivisione, per mostrare come in ogni fase il fotografo possa far emergere il proprio io. Illustrato con immagini dell'autore, il testo si rivolge a fotografi principianti o hobbisti di media esperienza ma in generale è indicato a tutti gli amanti della fotografia di paesaggi naturali o urbani e di architetture. Non mancano suggerimenti ed esercizi che spingono il lettore a sperimentare nuove tecniche e approcci che aiutano nella creazione di uno stile fotografico unico.
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