Arte
Interviste con artisti americani
di David Sylvester
editore: Castelvecchi
pagine: 320
David Sylvester è stato definito "il miglior scrittore in lingua inglese di arte moderna" ("The Daily Telegraph"). Sapeva parlare con i più influenti artisti del nostro tempo in un modo che nessuno ha saputo imitare. In questo libro ha raccolto ventuno interviste registrate nel corso degli ultimi cinquant'anni con i più importanti artisti americani. Un affresco capace di far luce sui meccanismi segreti che hanno mosso le ruote dell'arte a stelle e strisce. Ritroviamo le idee di David Smith, Richard Serra, Willem de Kooning, Barnett Newman, Franz Kline, Philip Guston, Robert Rauschenberg, Jasper Johns, Frank Stella, Claes Oldenburg, John Cage, Roy Lichtenstein, Helen Frankenthaler, Louise Nevelson e altri. Conversazioni a partire dal 1960 che evocano la scena artistica newyorkese del dopoguerra, quando gli europei appena sbarcati in America dopo il conflitto incontrarono gli americani. Fu allora che le diverse tradizioni diedero vita a una vera e propria "collisione", a una fusione che prese forma per le strade, in gallerie anonime, in locali fuori moda. Nessuno come Sylvester avrebbe potuto creare questo intricato collage, questa sorta di "libretto d'istruzioni" per conoscere una delle storie più insolite e rivelatrici dell'arte del Novecento.
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Lettere a Theo
di Vincent Van Gogh
editore: Guanda
pagine: 412
"Caro Theo": per molto tempo, dall'agosto 1872 fino al 27 luglio 1890, due giorni prima di morire dopo essersi sparato un colpo di rivoltella, Vincent Van Gogh scrisse al fratello Theo con una costanza che trova il solo termine di paragone nell'amore che egli nutriva per lui. Per molto tempo Theo fu il suo unico interlocutore; sempre fu quello privilegiato, il solo cui confidò le pene della mente e del cuore. Del resto, le lettere a Theo (qui presentate in una scelta che riprende, con qualche variante, la versione integrale apparsa in Italia nel 1959) costituiscono la gran parte dell'epistolario vangoghiano. Dalla giovinezza alla piena maturità, esse ci permettono di seguire, quasi quotidianamente, la vicenda artistica e umana del grande pittore.
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Amico museo. Per una museologia dell'accoglienza
di Claudio Rosati
editore: EDIFIR
pagine: 328
Musei di ogni scala e differente gloria: tutti ugualmente riconosciuti come luoghi di stupore, di gioia, di immaginazione, di relazione e di conoscenza. Sempre amici e dunque soprattutto accoglienti: che soddisfano richieste e pongono interrogativi attraverso testi riflettenti esperienze e teorie, norme e passioni, memorie e progetti, lesti eterogenei, prodotti per occasioni diverse ma vi unificali in una stessa narrazione autobiografica: dell'autore e delle vicende museografiche e museologiche degli ultimi decenni. Come dai migliori musei se ne esce informali e. ancor più motivati ad altre visite.
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Informale, oggetto, comportamento
di Renato Barilli
editore: Feltrinelli
pagine: 293
L'opera, in due volumi, raccoglie scritti e interventi stesi da un critico militante lungo un ventennio. Se l'impegno diretto e a caldo ha imposto un'ottica di partecipazione ravvicinata, non ha tuttavia impedito di cogliere e di seguire via via alcune grandi linee nel loro svolgimento. Emerge così, come ipotesi primaria, il carattere esistenziale-fenomenico della ricerca nella seconda metà del Novecento, come risulta da movimenti quali l'informale storico e, successivamente, il cosiddetto informale "freddo" (Arte povera, Land Art, comportamento ecc.). Un carattere che dapprima viene indagato con gli strumenti culturali tipici degli anni '50, tra cui in primo luogo la fenomenologia husserliana filtrata da Merleau-Ponty, mentre poi può essere posto in congiunzione con le teorie di McLuhan, che decretano la fine della Galassia Gutenberg e l'avvento dell'era elettronica. Contro queste successive ondate di forme "aperte", secondo la formula di Wölfflin, non mancano di disegnarsi le fasi di segno opposto volte a riaffermare le esigenze del "chiuso", dell'ordine e dei valori iconici (la Pop e la Op Art, o in genere l'attenzione all'oggetto). Quindi, questo aspetto di ritorno al "formato" e al definito si allarga in un'ipotesi generale di rivisitazione sistematica dei dati accumulati in tutte le età precedenti. Questo primo volume riporta gli studi sui grandi protagonisti dell'informale e testimonia l'avvento delle ricerche oggettuali, dal New Dada al Nouveau Réalisme alla Pop Art.
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Informale, oggetto, comportamento
di Renato Barilli
editore: Feltrinelli
pagine: 238
L'opera, in due volumi, raccoglie scritti e interventi stesi da un critico militante lungo un ventennio. Se l'impegno diretto e a caldo ha imposto un'ottica di partecipazione ravvicinata, non ha tuttavia impedito di cogliere e di seguire via via alcune grandi linee nel loro svolgimento. Emerge così, come ipotesi primaria, il carattere esistenziale-fenomenico della ricerca nella seconda metà del Novecento, come risulta da movimenti quali l'informale storico e, successivamente, il cosiddetto informale "freddo" (Arte povera, Land Art, comportamento ecc.). Un carattere che dapprima viene indagato con gli strumenti culturali tipici degli anni '50, tra cui in primo luogo la fenomenologia husserliana filtrata da Merleau-Ponty, mentre poi può essere posto in congiunzione con le teorie di McLuhan, che decretano la fine della Galassia Gutenberg e l'avvento dell'era elettronica. Contro queste successive ondate di forme "aperte", secondo la formula di Wölfflin, non mancano di disegnarsi le fasi di segno opposto volte a riaffermare le esigenze del "chiuso", dell'ordine e dei valori iconici (la Pop e la Op Art, o in genere l'attenzione all'oggetto). Quindi, questo aspetto di ritorno al "formato" e al definito si allarga in un'ipotesi generale di rivisitazione sistematica dei dati accumulati in tutte le età precedenti. Questo secondo volume esamina i vari aspetti dell'informale "freddo" subentrati nei tardi anni '60 (Minimalismo, Arte povera, comportamento, "performances").
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Hokusai
di Henri Focillon
editore: Abscondita
pagine: 150
"Non ci fu cosa o soggetto che non ebbe posto nell'immensità dell'arte di Hokusai, pari all'immensità dell'universo. Si può dire che l'artista fu inebriato dallo spettacolo della vita e dalla molteplicità delle forme e che, neppure nei periodi di intenso naturalismo, l'arte giapponese aveva conosciuto qualcosa di simile. [...] Gli uomini e gli animali, gli umili testimoni dell'esistenza quotidiana, la leggenda e la storia, le solennità mondane e i mestieri, tutti i paesaggi, il mare, la montagna, la foresta, il temporale, le tiepide piogge delle primavere solitarie, l'alacre vento agli angoli delle strade, la tramontana sull'aperta campagna, tutto questo più il mondo dei sogni e il mondo dei mostri costituisce il regno di Hokusai, se alla parola è dato di segnarne i limiti. [...] Vita e movimento, studiati nella fatica o nella gioia degli uomini, come nel brulichio del mondo animale, nel brusco scatto che fa saltare l'insetto, in un nervoso colpo di pinna, ecco il grande principio che governa la curiosità dell'artista e la tiene desta ovunque una forma organica si muove, si agita, si dimena e si contorce. La cultura di una sensibilità delicata, la meditazione dei grandi esempi ereditati dal passato, la ricerca di uno stile che risiede nella ponderazione o nell'immobilità non potevano soddisfare l'artista. Hokusai ha voluto che la sua arte fosse pari, non alla creazione di uno splendido sogno solitario, ma pari al fremito e all'energia delle forme viventi."
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La fondazione delle città. Le scelte insediative da Uruk a New York
di Giuseppe Gisotti
editore: Carocci
pagine: 559
Il libro analizza le preferenze insediative che hanno determinato le fondazioni delle città più importanti dall'antichità a og
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Giuseppe Mascarini 1877-1954
editore: Skira
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Piazza dei Miracoli a Pisa: il Battistero. Metodologie di rappresentazione e documentazione digitale 3D
di Pancani Giovanni
editore: EDIFIR
pagine: 159
L'impegno che l'Opera della Primaziale Pisana sta svolgendo nel campo della ricerca è ancora una volta testimoniato dalle pagi
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Arte e natura. Storia di una grande illusione
di Nicosia Concetto
editore: Pendragon
pagine: 217
In un saggio del 1953 Roberto Longhi definì la storia del naturalismo "storia di una grande illusione"
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Sisma Emilia 2012. Dall'evento alla gestione tecnica dell'emergenza
editore: Pendragon
pagine: 419
Il libro sisma Emilia 2012 è il risultato di un intenso e complesso lavoro di collaborazione tra il Dipartimento della Protezi
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