Classici
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Capi d'opera nei vari generi letterari latini
editore: Giuliano Ladolfi Editore
pagine: 498
Questo volume nasce da una serie di considerazioni di taglio più che storico, eminentemente letterario: naturalmente, l'idea d
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Povera gente
di Fëdor Dostoevskij
editore: Gingko Edizioni
pagine: 136
Pubblicato per la prima volta nel 1846, "Povera gente" è il primo romanzo di Fëdor Dostoevskij, scritto in soli nove mesi all'età di venticinque anni, mentre studiava ingegneria e dedicava le sue notti e tutto il suo tempo libero alla segreta passione letteraria. L'opera fu subito acclamata dal famoso critico letterario Belinskij, che definì l'autore come il nuovo Gogol'. La storia di Varvara e Makàr ci dà un resoconto vividissimo delle vite dei russi di umili condizioni nella metà del XIX secolo, ma soprattutto ci fa riflettere sugli aspetti psicologici della povertà e sulla fragilità emotiva dell'animo umano quando si ritrova privo di mezzi.
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La sonata a Kreutzer
di Lev Tolstoj
editore: Gingko Edizioni
pagine: 104
Salutato con fervente ammirazione o condannato senza mezze misure, quasi ovunque censurato o vietato come letteratura indecente, libro controverso già prima che Tolstoj lo ultimasse e frutto di numerose revisioni da parte dell'autore, "La sonata a Kreutzer" dà adito a tante possibili letture ed è stato scritto su di esso un fiume di pagine nel corso degli anni. Storia potente, angosciante, la sua pubblicazione rappresentò un significativo evento intellettuale in tutto il mondo. Infiammò un dibattito esplosivo in Europa, America e Asia su questioni che poi sono state chiamate la "questione sessuale" e il "problema donna". Oltre a mostrare l'onestà inflessibile di un grande artista, la complessità delle relazioni, il sesso, il matrimonio nei loro contesti culturali e religiosi, illumina gli ideali cristiani allora febbrili di Tolstoj, i suoi conflitti con la lussuria e le ipocrisie del matrimonio del XIX secolo.
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La morte di Ivan Il'ic
di Lev Tolstoj
editore: Gingko Edizioni
pagine: 72
"La morte di Ivan Il'ic" è probabilmente l'opera breve più famosa di Tolstoj. È anche la prima prova importante di letteratura che lo scrittore ha affrontato dopo la sua conversione. Da quando il libro è stato pubblicato, nel 1886, critica e lettori l'hanno salutato come un capolavoro assoluto. Ha inoltre acquisito fama quale uno dei più originali trattati moderni sulla morte. Narra la tragica parabola di un agiato funzionario di mezz'età, la cui vita dolorosamente ordinaria s'interrompe a causa di una malattia incurabile. Egli morirà in casa, in solitudine e dopo un'atroce e lunga agonia. Ma anziché volgersi alla religione, all'arte, o all'amore per far fronte al terribile passaggio, invano e fino alla fine farà affidamento sui medici e la scienza. È un confronto forte con il problema della morte, e, attraverso di essa, con il problema del senso della vita. Mette anche in scena una forte satira verso le vite 'false' della borghesia moderna, che Tolstoj aveva conosciuto e rinnegato.
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Il sogno di un uomo ridicolo. Racconto fantastico
di Fëdor Dostoevskij
editore: Ianieri
pagine: 144
I racconti, le lettere, i pensieri e tutte le forme brevi di scrittura dei classici della letteratura introdotti e commentati dagli scrittori italiani contemporanei. Inaugura la serie, ospitata dalla collana Bartleby, il racconto Il sogno di un uomo ridicolo di Fëdor M. Dostoevskij, commentato da Andrea Caterini. "Sono un uomo ridicolo". A chi non è capitato di sentirsi oggetto delle risa altrui per un atteggiamento goffo che ha avuto, per aver pronunciato una parola pensando però al significato di un'altra, per aver detto una menzogna troppo grande, per essersi presi troppo sul serio, per aver affermato il vero con gravità? Chi non si è sentito umiliato dalla vita a causa di se stesso? Chi non ha provato vergogna di sentirsi ridicolo per causa sua?
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Tra marginalità e integrazione. Aspetti dell'assistenza sociale nel mondo greco e romano. Atti delle Giornate di studio (Roma, 7-8 novembre 2012)
editore: LED Edizioni Universitarie
pagine: 186
Questo volume raccoglie gli interventi presentati nelle Giornate di studio tenute presso l'Università Europea di Roma nei gior
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La schiava Isaura
di Guimarães Bernardo
editore: Nova delphi libri
pagine: 240
In una fazenda non lontano da Rio de Janeiro, Isaura, una schiava bianca dal carattere nobile e orgoglioso, è vittima delle at
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Tempus fugit. Il grande libro delle sentenze latine
di Pietro Migliorini
editore: Book time
pagine: 386
Il principio ispiratore delle sentenze latine, riconosciuto ed enucleato già da Aristotele, si può collegare con tutti i segni che la lingua latina ha lasciato nella memoria di molti popoli. Questi segni che ancor oggi la ravvivano si scontrano, tuttavia, con diversi detrattori che criticano l'uso e i valori del latino nel XXI secolo: sono critici che, comunque, ammettono con sorpresa l'insolita frequenza con la quale molte espressioni latine ricorrano ormai nel linguaggio di tutti i giorni. L'Europa ha parlato latino senza interruzione fino al Novecento attraverso molte istituzioni, sia di carattere religioso, sia di carattere culturale e scientifico. E questo perché è sempre potente il fascino di una sapienza antica che ha permeato il pensiero virile di Roma e della Grecia dei secoli trascorsi, imponendosi facilmente su tutti i popoli liberi e forti che si sono abbeverati alle splendide fonti della cultura classica. Qualcuno ha giustamente affermato che il latino è "il segno dell'Europa", e la conferma la possiamo trovare nell'immane numero di latinismi che hanno germinato nelle lingue moderne, e che affiorano nelle nostre comunicazioni, senza ormai che ce ne rendiamo più conto. Ecco perché siamo obbligati a fare sempre i conti con questa splendida lingua che, senza saperlo, ci aiuta a crescere nel favoloso mondo della classicità, insieme ad autori come Cicerone, Virgilio, Catullo, Seneca e molti altri che, con le loro sentenze, mantengono vivo quel patrimonio irrinunciabile...
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