fbevnts Editoria - tutti i libri per gli amanti del genere Editoria - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 24
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Editoria

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Editori vicini e lontani

di Cesare De Michelis

editore: Italo svevo (roma)

pagine: 103

Gli editori sono, per loro stessa ammissione, degli strani personaggi. Una via di mezzo tra gli scrittori e i lettori, per vocazione, passione e un po' di incoscienza, si mettono nella condizione di fare da tramite tra gli uni e gli altri. Prima che tutto il resto, con le loro vite e le loro vicende editoriali, attraverso la storia dei libri che hanno pubblicato, ci possono raccontare un intero mondo. Ma non c'è nessuno meglio di un editore per dirci le storie di altri editori. Cesare De Michelis, che dà più di cinquant'anni fa questo mestiere, ci racconta le storie editoriali, tra gli altri, di Giuseppe Maria Galanti, Adriano Salani, Roberto Bemporad e poi Gobetti, Formiggini, Bompiani, Alberto Mondadori, Giulio Bollati, Gianni Sofri e Giovanni Gandini, fino ad arrivare a Roberto Calasso, Marco Cassini e Gian Arturo Ferrari. E così, attraverso ciò che questi hanno pubblicato negli ultimi due secoli, racconta tutta la nostra storia: i libri che abbiamo letto, quelli che avremo dovuto leggere e quelli che leggeremo.
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13,00

Gli editori del papa. Da Porta Pia ai Patti Lateranensi

di Maria Jolanda Palazzolo

editore: Viella

pagine: 162

Cosa succede alla Santa Sede quando, con la fine del potere temporale, perde le proprie case editrici più prestigiose, attraverso le quali diffondeva i contenuti del suo magistero? Quali le strategie comunicative e i nuovi strumenti editoriali che le consentono di riprendere l'iniziativa e di parlare di nuovo al mondo, sotto i difficili pontificati di Leone XIII e di Pio X? Questo volume, attraverso l'analisi di una ricca documentazione archivistica, dà una risposta a questi interrogativi ricostruendo la storia, finora sconosciuta, di alcune case editrici straniere già largamente affermate nei territori di origine - la belga Desclée, la tedesca Pustet - ed in contatto con potenti esponenti della curia, che divengono le vere protagoniste della revanche cattolica, spesso in aspro conflitto tra loro per la conquista del vasto mercato dei libri liturgici e di pietà. Dopo aver analizzato i rapporti con gli autori accusati di modernismo, da Buonaiuti a Duchesne, prima accolti nei cataloghi poi rifiutati per non offuscare la propria immagine di fedeli esecutori della politica papale, il libro ripercorre le tappe che porteranno alla nascita nel 1926 della Libreria Editrice Vaticana.
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Torchi e stampa al seguito

editore: Pendragon

pagine: 263

Stampare al seguito non significa che si trasportassero le attrezzature tipografiche in città sempre diverse per incontrare si
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Vita da editore

di Neri Pozza

editore: Neri Pozza

pagine: 311

«Lei non vorrà dirmi che io sono un editore, sic et simpliciter, che prende un autore e lo stampa. Io sono uno sfruttatore degli autori, nel senso morale, accanitissimo». Così scriveva Neri Pozza in una lettera a Eugenio Ferdinando Palmieri che gli aveva spedito una sua raccolta di poesie. E non vi è forse definizione migliore di questa - «uno sfruttatore degli autori, nel senso morale, accanitissimo» - per dare ragione della complessa e affascinante figura di Neri Pozza editore. Colui che nel 1946 fondò a Venezia la casa editrice che porta tuttora il suo nome, lo scopritore di Goffredo Parise che ebbe modo di riunire attorno alla sua creatura i maggiori scrittori, poeti e saggisti del suo tempo (da Gadda a Buzzati, da Montale a Bontempelli, da Diano a Bettini), era un editore particolare che... "cercava di sfruttare in senso morale" i suoi autori. Pozza chiarì il senso di questa sua definizione in un'altra lettera - indirizzata a Primo Mazzolari, il prete partigiano - in cui scrisse: «L'autore deve temere solo di uscire dalla verità». Il carattere morale del lavoro editoriale era, infatti, ai suoi occhi nient'altro che questo: evitare che un autore esca dalla verità, e tradisca in tal modo l'onestà, la sincerità, la «necessità della sua stessa storia di scrittore». Per tener fede a questa idea, Pozza, come dimostra questa raccolta di scritti che riassume esemplarmente la sua attività di editore, non esitò a entrare in competizione coi suoi autori, a rimproverare, stimolare, emendare, suggerire «da artista ad artista», come osò scrivere a Dino Buzzati, mentre l'autore del "Deserto dei Tartari" componeva per la casa editrice "In quel preciso momento". Divisa in tre sezioni, questa raccolta offre una ricognizione critica delle principali collane create da Pozza; mostra una galleria di venticinque ritratti, o storie di autori e collaboratori, con i quali Pozza intrattenne rapporti di lavoro e di amicizia: dall'ebreo Jacchia, suo primo modello di editore, a Antonio Barolini, suo primo autore; da Vittore Gualandi, il suo tipografo preferito, a scrittori e poeti come Bontempelli, Alvaro, Buzzati e Parise, passando per saggisti quali Camerino, Izzo, Magagnato e Baratto; e presenta, infine, un'antologia di lettere in cui compaiono più esplicitamente le idee e i gusti letterari di uno dei maggiori protagonisti della cultura del Novecento.
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Storia delle biblioteche. Dall'antichità a oggi

di Frédéric Barbier

editore: Editrice Bibliografica

pagine: 250

Oggi le biblioteche sono più importanti che mai. Conoscerne l'evoluzione e la storia è essenziale per avere ben presente quale ruolo possono giocare ancora nella moderna società dell'informazione. Partendo dalle origini nell'antichità classica, attraverso le biblioteche dei grandi monasteri, per approdare poi al Rinascimento, all'Illuminismo, fino al concetto di biblioteca pubblica e infine a quello di biblioteca digitale, Frédéric Barbier, uno dei massimi esperti al mondo della materia, delinea una storia completa e affascinante di questa fondamentale istituzione della società umana. La storia delle biblioteche è direttamente connessa alla storia del pensiero, delle idee, della politica, dell'informazione, dell'architettura e dell'urbanistica. Adottando una visione cronologica di lungo periodo e insistendo sulla prospettiva comparatista, l'autore analizza il tema in funzione delle trasformazioni del sistema generale dei media nel corso dei secoli.
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Le marche dei tipografi e degli editori europei

di Zappella Giuseppina

editore: Editrice Bibliografica

pagine: 500

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Manuale del traduttore

di Barbara Ivancic

editore: Editrice Bibliografica

pagine: 160

Quale rapporto instaura il traduttore con il testo su cui lavora? Quale atteggiamento deve tenere? Che ruolo giocano la sensibilità linguistica e la creatività in una professione così delicata? Il testo propone una riflessione sull'arte di tradurre e sulla didattica della traduzione, traendo spunto soprattutto dalla voce dei traduttori e dall'esperienza di insegnamento della traduzione letteraria e saggistica in ambito accademico. Si pone pertanto l'accento sulla persona del traduttore e sul ruolo dell'empatia e della corporeità nel processo traduttivo. Lo sfondo teorico di riferimento è costituito da un approccio ermeneutico alla traduzione e dal più recente concetto di embodiment, con cui si afferma il ruolo costitutivo che i sensi, le emozioni e il movimento hanno nei processi cognitivi. Attraverso una serie di esempi concreti tratti dall'esperienza di insegnamento, l'autrice riflette sulla traduzione come forma di ascolto, analisi e interpretazione del testo, nonché sull'importanza appunto della sensibilità linguistica intesa come capacità di sentire la lingua e di muoversi tra vari registri e sistemi linguistici.
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23,50

Il libro. Editoria e pratiche di lettura nel Settecento

editore: Storia e Letteratura

pagine: 464

Attraverso un confronto tra discipline e approcci metodologici diversi, in questo volume gli autori affrontano il tema del lib
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Archivistica. Principi e problemi

di Elio Lodolini

editore: Franco Angeli

pagine: 496

La memoria è la base dell'attività di qualsiasi individuo e di qualsiasi gruppo sociale
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48,00

Le forme del libro. Dalla tavoletta cerata all'e-book

di Marco Cursi

editore: Il mulino

pagine: 285

Il volume ripercorre la storia delle principali forme librarie dall'antichità romana fino a oggi attraverso le innovazioni che si sono succedute nei supporti (legno, papiro, membrana, carta), nelle tipologie (tabula, rotolo, codice, libro a stampa), nelle figure professionali impegnate nella produzione (copista, miniatore, compositore, tipografo), nelle pratiche di elaborazione, ricezione e circolazione del testo presso il pubblico dei lettori. La rivoluzione digitale e l'avvento dell'e-book hanno scisso il binomio finora indivisibile tra il piano del testo e quello del libro, rendendo possibile la realizzazione dell'antico sogno di una biblioteca universale capace di contenere l'intero patrimonio scritto dell'umanità.
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24,00

L'Einaudi in Europa (1943-1957)

di Tommaso Munari

editore: Einaudi

pagine: 285

Con la caduta del fascismo ma soprattutto alla fine della guerra, la casa editrice Einaudi avvia una politica di sprovincializzazione della cultura italiana che si traduce in un'attività di consolidamento delle relazioni con i paesi e gli editori europei. Se già durante gli anni dell'esilio in Svizzera Giulio Einaudi inizia a riallacciare i contatti interrotti progettando con Ernesto Rossi una collana di "Éditions européennes", è solo nel dopoguerra che riesce a stringere rapporti e contratti con case editrici come Gallimard, Albin Michel, Allen & Unwin, Lawrence & Wishart, Suhrkamp o con agenzie letterarie come la sovietica Mejdunarodnaia Kniga. I libri che importa subiscono trasformazioni: cambiano lingua, veste, forma, si adattano al nuovo contesto. Una molteplicità di figure interviene in questo processo: traduttori, redattori, direttori di collana, perfino correttori di bozze. Allo stesso periodo risalgono i primi tentativi di esportare la cultura italiana all'estero, come quello condotto in Inghilterra per far tradurre le "Lettere dal carcere" di Antonio Gramsci. Piero Sraffa, professore a Cambridge, svolge un ruolo cruciale in queste trattative. Così come è cruciale, in altre mediazioni, quello svolto dai consulenti Einaudi che i percorsi della vita hanno condotto all'estero: Giaime Pintor, ufficiale di stanza a Vichy durante la guerra; Franco Venturi, addetto culturale all'ambasciata italiana a Mosca nel 1947-50...
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