Filosofia
Filosofia-schermi. Dal cinema alla rivoluzione digitale
di Mauro Carbone
editore: Cortina raffaello
pagine: 164
La filosofia può aiutarci a capire come la rivoluzione digitale ci sta cambiando la vita. Ma riflettere su come quella rivoluzione ci sta cambiando la vita può aiutarci a capire che filosofia fare oggi. Nulla evidenzia tali cambiamenti meglio delle nostre mutate relazioni con gli schermi. Perciò il testo ripercorre dapprima i tentativi con cui, in Francia, dove il cinema è nato, la filosofia del XX secolo, con Bergson, Sartre, Merleau-Ponty, Lyotard e Deleuze, ha cercato di misurarsi con le novità introdotte appunto dal cinema. Emerge così il problema del nesso che lega il cambiamento del dispositivo ottico assunto a modello della visione in una determinata epoca, il mutare del nostro modo di vedere il mondo e le sfide di rinnovamento che tali trasformazioni lanciano alla filosofia. L'autore descrive poi come questo problema si è modificato alla luce delle attuali esperienze degli schermi, che non smettono di trasformarsi e di moltiplicarsi, ridisegnando le nostre relazioni con il mondo, con gli altri e anche con noi stessi. Interrogare tali esperienze, dialogando con le teorie delle immagini, del cinema e dei media, diventa inevitabile per la filosofia che oggi serve elaborare, per fare cioè una "filosofia-schermi".
Ordinabile
Figure della violenza. Ira, terrore, vendetta
di Marcel Hénaff
editore: Castelvecchi
pagine: 57
Vendetta significa rispondere a un'offesa, voler ripristinare un onore ferito, un'umiliazione subita. In che modo i giovani del Bataclan o dei bistrot di Parigi hanno offeso coloro che li hanno uccisi? Un saggio illuminante sul terrorismo contemporaneo: la punizione e la giustizia, l'ambivalenza dell'ira, il terrore e la logica della vendetta, l'esigenza di riparazione delle vittime e il riconoscimento, la giustizia vendicatoria e la necessità di un'istanza terza, arbitrale, la mitologia antica e la novità sovversiva del perdono cristiano, Maometto e il diritto occidentale. Nell'immane confronto fra Occidente e Islam il filosofo Marcel Hénaff scandaglia il "terrorismo punitivo" che permea i nostri anni.
Ordinabile
Le passeggiate del sognatore solitario
di Jean Jacques Rousseau
editore: Feltrinelli
pagine: 147
È il primo testo letterario, non di finzione, in cui l'autore esiliato dal mondo, è davvero convinto di rivolgersi soltanto a
Ordinabile
La sfida laica. Per una nuova storia della filosofia medievale
editore: Carocci
pagine: 254
Sebbene i dibattiti medievali tra i difensori del potere laico e il Papato siano stati studiati dagli storici del pensiero politico, resta ancora da esaminare la questione del rapporto tra laicità e filosofia in quel periodo. Quale istruzione i chierici hanno trasmesso ai laici? In che modo questi ultimi si sono appropriati della filosofia? Quali sono le politiche e la produzione culturali dei chierici destinate ai laici? E in che modo sono state recepite da coloro che rivendicavano un proprio sapere filosofico? Partendo da un'indagine di carattere storico, il volume giunge a definire la filosofia come disciplina specifica, che varia contenuti, fini e forme a seconda degli autori, dei destinatari e dei lettori reali.
Ordinabile
Vico
di Manuela Sanna
editore: Carocci
pagine: 167
Questa introduzione al pensiero di Giambattista Vico è costruita sulla distanza dall'eccesso di filologismo, che pure ha assorbito al suo interno, e con la consapevolezza dell'assenza di quel "deserto" culturale nel quale l'autore era stato inserito. I capitoli che scandiscono questo percorso seguono tre movimenti interni del tessuto vichiano: immaginare ciò che non è presente (la conoscenza), immaginare quel che è nel tempo e nello spazio lontano (la storia), immaginare quel che è diverso (l'altro metaforico).
Ordinabile
Psychonet
di De Conciliis Eleonora
editore: Cronopio
pagine: 147
Scritto all'ombra di due pensatori inclassificabili e solo apparentemente incompatibili come Michel Foucault e Jean Baudrillar
Ordinabile
Emil Lask. Il soggetto e la forma
di Roberto Redaelli
editore: Quodlibet
pagine: 176
Celebrato dai suoi contemporanei per il contributo offerto alla ride-finizione dello statuto della filosofia di inizio Novecento, Emil Lask (1875-1915), dopo la prematura morte in guerra, cadde presto in un ingiustificato oblio, che ne oscurò l'intero percorso intellettuale. A un secolo dalla sua scomparsa, tale oblio inizia a lasciar spazio a una vera e propria riscoperta del suo pensiero: la traduzione in Francia, in Inghilterra e in Italia della sua Logik, la ripubblicazione delle opere complete in Germania, la fioritura di una serie di monografie a lui dedicate sono gli elementi più visibili di tale Renaissance, che coinvolge l'Europa ormai da un quindicennio. Nella scia di tale rinnovato interesse si colloca il presente studio che intende restituire al lettore la complessa e articolata opera di risemantizzazione cui il filosofo sottopose il concetto di soggettività nell'arco del suo itinerario di pensiero; un'opera il cui esito è tanto più fecondo quanto più maturato in seno alla tradizione neokantiana: il definitivo abbandono di qualsivoglia modello trascendentale del soggetto attraverso un radicale ripensamento del concetto di forma logica.
Ordinabile
Il bambino e l'operaio. Wittgenstein filosofo dell'uso
di Marco Mazzeo
editore: Quodlibet
pagine: 192
Il tema dell'uso è al centro di un dibattito di grande rilievo filosofico ed etico-politico. Individuarne la ragione non è difficile. La crisi odierna delle forme di vita spinge a comprendere come si possa fare nuovo impiego della propria esistenza. Come usare il tempo residuo tra una corvée non retribuita e una fila al Bancomat? È possibile usare le contraddizioni dell'economia di mercato contro le sue fondamenta e non come sua ennesima conferma? A tal proposito il libro lancia una sfida: per tracciare il profilo di una risposta occorre finalmente sciogliere le ambivalenze di un personaggio controverso, Ludwig Wittgenstein. Da un lato, si tratta del filosofo che nel Novecento ha riflettuto di più sull'uso di parole e regole. Dall'altro, è inutile nascondere che il pensiero di Wittgenstein ha avuto spesso un effetto di tipo conservatore. Negli ultimi cinquant'anni la sua apologia del linguaggio quotidiano ha offerto il destro a una filosofia che fa della parola ordinaria l'altare per un culto chic della vita semplice. Eppure, scavando tra le pagine di un pensatore rigorosamente anti-accademico, è possibile trovare materie prime per una antropologia che miri alla trasformazione radicale del mondo presente. Il bambino e l'operaio sono figure iniziali di un album sovversivo che Wittgenstein si limita a inaugurare: entrambe mostrano il volto conflittuale dell'uso.
Ordinabile
L'eternità del mondo. Hobbes e la filosofia aristotelica
di Anna Minerbi Belgrado
editore: Carocci
pagine: 240
Una ricerca sulla filosofia naturale di Hobbes, incentrata sulla sua formazione e sull'ambiente prossimo. L'elaborazione della propria concezione della materia e del movimento, da parte di Hobbes, è analizzata come un confronto ravvicinato con i testi di Aristotele, talora anche inaspettatamente simpatetico, e comunque sorprendente in un autore che si qualificherà per il suo anti-aristotelismo. D'altronde, suggerisce già qualcosa la convergenza sul tema dell'eternità del mondo. L'ambiente è ricostruito attorno alle discussioni su materia e movimento ad opera degli aristotelici "radicali" del Cinque e Seicento, mostrando come i loro travagli su tali temi non giungano però a superare l'ilemorfismo, cioè l'assunto della non-autonomia della "materia". Il rovesciamento di questo assunto si avrà solo col meccanicismo, nel XVII secolo, e Hobbes ne fa parte integralmente. Di contro alle tendenze attuali ad attenuare il conflitto fra ilemorfismo e meccanicismo, l'originalità di questo libro è, ancora più che nel ribadire l'alternatività fra i due paradigmi, nel mostrarne la compatibilità, nel caso di Hobbes, con la scelta di Aristotele quale punto privilegiato di riferimento teorico.
Ordinabile
Il bello dell'esperienza. La nuova estetica tedesca
editore: Marinotti
pagine: 230
Dopo la riunificazione delle due Germanie, i filosofi tedeschi hanno preso posizione rispetto ai temi dell'arte e della bellezza, senza ignorare quanto stava accadendo tanto in area analitica, quanto in area continentale, e gettando sull'estetica uno sguardo nuovo e comunque ben memore dell'insegnamento dei Grandi Maestri. Uno sguardo critico, che, prestando costantemente attenzione alle concrete esperienze artistiche, si confronta con la filosofia dell'arte di Danto, rinnovando l'armamentario concettuale dell'estetica negativa di Adorno; riprende Sartre e la fenomenologia, per offrire nuove soluzioni alle questioni lasciate aperte dalla filosofia analitica e dalla semiologia; inette a confronto Derrida e Lyotard con Gadamer e Heidegger, per ritrovare le radici feconde di decostruzione ed ermeneutica nel Romanticismo filosofico; s'interroga sulle funzioni dell'estetica per le democrazie occidentali in crisi e, nell'esplorazione della dimensione affettiva, atmosferica, mediale e performativa dell'esperienza estetica, non rinuncia all'approfondimento della riflessione, privilegiando all'ontologia dell'opera d'arte come 'cosa fra cose' l'ontologia dell'arte come dimensione specifica della prassi, dotata di un particolare valore per l'umanità.
Ordinabile
La filosofia della Rivoluzione francese
di Groethuysen Bernard
editore: Pgreco
pagine: 348
La filosofia della Rivoluzione francese non ha come oggetto scoperte filosofiche di nuovi sistemi, ma esamina l'evoluzione, ne
Ordinabile
Esistenza e storia in Simone Weil
editore: Asterios
pagine: 322
Ho dei progetti personali che non mi lasciano tempo, e ai quali nessuna considerazione potrebbe farmi rinunciare
Ordinabile


