Filosofia
Lezioni sulla filosofia della storia. Vol. 4: Il mondo germanico.
Il mondo germanico
di Hegel Friedrich
editore: Pgreco
pagine: 232
Un grande sistema filosofico coerente, forse l'ultimo così potente, un'essenza che penetra la storia
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Lezioni sulla filosofia della storia. Vol. 3: Il mondo greco-romano.
Il mondo greco-romano
di Hegel Friedrich
editore: Pgreco
pagine: 266
Un grande sistema filosofico coerente, forse l'ultimo così potente, un'essenza che penetra la storia
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Filosofie classiche dell'India
di Alberto Pelissero
editore: Morcelliana
pagine: 784
Che cosa si intende per "filosofia"? Quanto controversa è la sua definizione in Occidente, tanto più sfumano i suoi contorni all'interno della complessa costellazione che va sotto il nome di cultura indiana. Il volume si pone l'ambizioso obiettivo - fondato su una preliminare disamina delle numerose fonti e solo parzialmente tentato sinora dagli studiosi dell'Oriente - di mostrarne i lineamenti essenziali offrendo una sintesi delle principali nozioni e dottrine, scandite per generi letterari e scuole. Una preziosa mappatura che cerca di pervenire al concetto di filosofia a posteriori, piuttosto che a priori, anzitutto traducendo, rendendo comprensibili ai più i termini chiave, per poi stabilire una gerarchia non viziata dai dogmi occidentali. Ad esempio, come si dice filosofia? Il termine chiave è darsana il cui etimo, come quello di theoria, significa vedere, forse con riferimento all'auspicata oggettività dello sguardo filosofico, che tuttavia si scinde nei molteplici punti di vista. Ciò che rende, però, maggiormente distante il pensiero indiano dal concetto occidentale di filosofia è la sua praticità: la filosofia, lungi dall'essere, aristotelicamente, conoscenza fine a se stessa, consiste piuttosto nella ricerca della felicità. Al di là dei parallelismi, utili per avvicinarsi a un mondo così lontano, il manuale sottolinea la necessità di attenersi alle fonti con rigore filologico, perché più che nelle somiglianze è nelle differenze che si coglie la peculiarità del pensiero...
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Saggi
di Michel De Montaigne
editore: Bompiani
pagine: 1277
I "Saggi" di Montaigne non sono un breviario di saggezza ben temperata, un prontuario di morale salutifera, ma lo specchio delle paure e delle difese di un essere che si scopre frammentario e diversificato. È infatti Montaigne stesso il soggetto di questo libro: soggetto mutevole, di cui appunto non l'essere si può descrivere, ma solo il passaggio, e un passaggio "di giorno in giorno, di minuto in minuto", adattando la descrizione al momento. Con alcuni secoli di anticipo sulle ricerche della psicologia, Montaigne sperimenta come la personalità sia un aggregato provvisorio, incomprensibile e affascinante, di soggetti istantanei, un mosaico di io che variano secondo le contingenze. Non per nulla i "Saggi" sono un'opera in divenire, in continua trasformazione. I due libri consegnati al tipografo per la prima volta nel 1580 (e ristampati con alcune aggiunte nel 1582), nella successiva edizione del 1588 si trovano accresciuti d'un terzo libro, non solo, ma intarsiati di più di seicento addizioni: via via che l'io muta - senza peraltro rinnegare la sua forma precedente - l'opera, sosia dell'io, dovrà mimarne le metamorfosi. In edizione tascabile la nuova traduzione di Fausta Garavini, condotta sul testo stabilito da André Tournon e con un ricco apparato di commento, che fanno di questo volume un contributoper apprezzare la modernità della scrittura dei "Saggi".
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L'anima del mondo. Un'ipotesi di fisica superiore per la spiegazione dell'organismo universale
di Friedrich W. Schelling
editore: Mimesis
pagine: 240
"A guardare gli esseri viventi, l'uomo fu colto per la prima volta dal presentimento di una originaria unità dell'ideale e del reale, e fin da allora trasferì il concetto di essere animato a tutta la natura; già nei tempi più antichi si concepì l'idea che tutto il mondo fosse pervaso da un principio animatore, detto anima del mondo. Come lo spirito è infinito soltanto nella sua finità, così è anche lo spirito visibile, cioè la natura: un progresso infinito e rettilineo di causa ed effetto non è pensabile nell'universo. Il mondo intero deve essere quindi un'organizzazione: un medesimo principio unisce la natura inorganica alla organica. Non si deve pensare che la natura segua ciecamente date norme, ma nemmeno che agisca liberamente e senza leggi. Vera è l'unione delle due cose: e così Schelling arriva alla visione di un principio originario che organizza non soltanto gli esseri viventi ma il mondo intero, un principio davanti al quale ci fermiamo come davanti all'ultimo ignoto." (Rudolf Haym)
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Lezioni sulla filosofia della storia. Vol. 1: La razionalità della storia.
La razionalità della storia
di Hegel Friedrich
editore: Pgreco
pagine: XV-292
Un grande sistema filosofico coerente, forse l'ultimo così potente, un'essenza che penetra la storia
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Lezioni sulla filosofia della storia. Vol. 2: Il mondo orientale.
Il mondo orientale
di Hegel Friedrich
editore: Pgreco
pagine: 294
Un grande sistema filosofico coerente, forse l'ultimo cosi potente, un'essenza che penetra la storia
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L'arte del conflitto. Politica e potere da Machiavelli a Canetti
di Antonio De Simone
editore: Mimesis
pagine: 634
Una storia della filosofia politica o una storia filosofica della politica da Machiavelli a Canetti e oltre. O l'una o l'altra, anzi l'una e l'altra insieme. Un percorso che attraversa criticamente la tradizione occidentale del pensiero filosofico e politico moderno e contemporaneo che ha interrogato, nella storia, l'ineffabile intreccio che lega, tra vita e politica, il conflitto e il potere nelle sue espressioni più paradigmatiche che incarnano l'inquieto vincolo dell'umano. Ragione e giudizio non bastano per comprendere nella logica e nella metamorfosi del vivente che ruolo giocano il conflitto e il potere. Il conflitto c'è ed è pervasivo antropologicamente della condizione umana, agonica, antagonistica e contingente. Esso abita la dimensione intersoggettiva che caratterizza i fenomeni e i processi biopolitici, economici, culturali e normativi. Storicamente nessuna società ha neutralizzato il conflitto, perché esso è immanente alla struttura sociale. La vita non può che esprimersi in forme che la contraddicono in una struttura dialettica che affonda le proprie radici nella realtà, anche nei momenti tragici della storia in cui si esprime acutamente la massima lacerazione dell'essere. Gli umori e gli interessi permeano l'arte del conflitto e l'agire politico nella passionale ambiguità umana, in cui la contraddizione è limite e sostanza della verità, vissuta solo nel frammento dell'esperienza dove il cerchio infinito dell'inquietudine...
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Le virtù. Quaestiones de virtutibus, I e V. Testo latino a fronte
di Tommaso d'Aquino (san)
editore: Bompiani
pagine: 546
Sotto il nome di Quaestiones de virtutibus rientra un gruppo di cinque quaestiones disputatele, nelle quali Tommaso affronta i
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Foucault oltre Foucault. Una politica della filosofia
di Sandro Chignola
editore: DeriveApprodi
pagine: 208
Studiare Michel Foucault nei suoi testi significa ripensare la stessa filosofìa, la consistenza e la pretesa autonomia dei suoi archivi, i limiti entro i quali essa si è perimetrata in quanto sapere universitario, per provare a metterli in crisi. Fare questo non significa però, certo, abbandonare la filosofìa. Ciò che si rende disponibile, al contrario, è un movimento di andata e ritorno tra il suo interno e il suo esterno; un esterno fatto di processi, pratiche, conflitti, sui quali si misurano, qualora la filosofìa sappia raccoglierne la sfida, il suo passo e la sua capacità di tenuta. Foucault, in questa prospettiva, può essere studiato come filosofo e insieme come destabilizzatore radicale dello statuto della filosofia in quanto sapere. Egli ci offre un esempio, uno dei più radicali, di un'autentica politica della filosofia. Una politica della filosofia in grado di spezzare l'inerzia di una tradizione, quella della filosofìa politica in particolare, e la separazione tra prassi e teoria.
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La filosofia della mitologia di F.W.J. Schelling. Dagli inizi all'introduzione storico-critica
di Francesco Moiso
editore: Mimesis
pagine: 468
Nella filosofia di Friedrich Wilhelm Joseph Schelling (1775-1854) la riflessione sulla mitologia è presente fin dai suoi esordi come giovanissimo studente dello Stift di Tubinga del 1792 e costituirà ancora la parte fondamentale delle sue ultime lezioni berlinesi degli anni Quaranta dell'800. In questo corso tenuto nel 1999-2000 all'Università Statale di Milano, Francesco Moiso ripercorre la metamorfosi della filosofia della mitologia schellinghiana, non solo illustrandola alla luce del fervido dibattito coevo, ma soprattutto rivelandone fondamentali implicazioni per la riflessione filosofica attuale: tanto sul piano della gnoseologia e dell'ontologia, quanto su quello della filosofia morale e politica.
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