Filosofia
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Humanitas
editore: Morcelliana
pagine: 256
Carlo Michelstaedter, a cura di Angela Michelis. A. Michelis, Presentazione; A. Gallarotti, Carlo Michelstaedter. Storia breve di una breve vita immortale; S. Campailla, Le prime interpretazioni di Michelstaedter (1910-1916); A. Cavaglion, Anime ignude, anime morte. Carlo Michelstaedter, Primo Levi e Gorgia 522a-523; P. Pieri, L'incontro di ebraismo e grecità in Carlo Michelstaedter; E. Guagnini, Michelstaedter, la società di massa, i processi di integrazione, la rettorica; F. Muzzioli, Michelstaedter e la decostruzione della scrittura; M. Cerruti, La poesia di Carlo Michelstaedter; Th. Harrison, Persuasive Discord. Michelstaedter in the Light of Schoenberg, Buber, Rilke, and Lukács; M. Perniola, Enigmi del sentire italiano; C. La Rocca, La Persuasione (e l'oratoria); G. Brianese, Michelstaedter e il nichilismo; R. De Monticelli, L'equivoco della prima persona. Lettera a Carlo Michelstaedter; P. Magris, Tempo e dolore in Carlo Michelstaedter; M. Dalla Valle, Elogio del vuoto. Carlo Michelstaedter sulle tracce del pensiero orientale; A. Arbo, "C'è qualche cosa di trascendente, di concreto...". Carlo Michelstaedter e la musica; A. Michelis, Carlo Michelstaedter. Pensare a partire dai frantumi dell'universalità mitteleuropea.
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Il pensiero incarnato in Emmanuel Levinas
di Nodari Francesca
editore: Morcelliana
pagine: 272
Il grande merito del libro consiste nel rendere per la prima volta accessibile l'ermeneutica levinasiana della corporeità, che
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Trascendenza fra i tempi. Dimensioni dell'esperienza religiosa
di Grassi Piergiorgio
editore: Morcelliana
pagine: 192
Indagare le forme della dimensione religiosa nel Novecento è un'impresa che non si riduce al solo interrogativo: che cos'è rel
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Levinas fenomenologo. Umano senza condizioni
di Mario Vergani
editore: Morcelliana
pagine: 304
Se dovessimo esprimere in un concetto l'interesse focale dell'intera indagine di Levinas, questo potrebbe dirsi il senso dell'"umano". Un'idea dell'"umano", scandagliata da ebreo e da filosofo senza però confondere mai le due anime, come "incondizionato": non l'assoluto filosofico - quell'astrazione somma che riconduce a sé tutte le cose - ma ciò che sfugge a ogni sorta di "condizione". L'umano si dà nella coscienza, è ciò che ci fa esseri incarnati che vogliono, pensano, amano, vivono; ma è eccedente perché il suo senso viene dall'altro. L'analisi levinasiana attraversa la fenomenologia di Husserl e Heidegger, come operazione di rischiaramento e comprensione, ma il suo sguardo va al di là dell'ontologia e si fa etica in quanto filosofia prima. In questa prospettiva, il volume inanella uno ad uno i suoi nodi fenomenologici decisivi, ricostruendo la fenomenologia del sonno, della passività, dell'attività, del corpo, dello spazio, del volto, della coscienza morale, della parola, del tempo. Un arcipelago di significati dell'umano "senza condizioni" che, superando il modello cronologico, funge da introduzione alla filosofia di Levinas e alle sue opere maggiori. Pagine che cercano di restituire la sensibilità esistenziale con cui Levinas esplora i luoghi filosofici dell'umano - servendosi di un linguaggio capace di mutare lo stesso vocabolario della filosofia del '900 - e al contempo vanno al cuore delle sue categorie.
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La realtà e il bene
di Josef Pieper
editore: Morcelliana
pagine: 128
Josef Pieper è annoverato fra i pensatori cattolici tedeschi che nella prima metà del Novecento hanno alimentato un pensiero di ispirazione cristiana in grado di dialogare con le sfide della modernità - un'impresa culturale in cui fa la parte del "tomista". A Tommaso D'Aquino però - evidenzia il curatore di questo volume - Pieper deve il metodo più che il contenuto, e forse la sua stessa longevità editoriale: a essere mutuato è lo sguardo filosofico che ha per oggetto la "verità delle cose", nella "spregiudicatezza di fronte alla possibilità della conoscenza della realtà, sia dal punto di vista teologico che filosofico, scientifico o puramente empirico e nella sua disponibilità al dialogo". La sua "attualità" non asseconda i tempi, ma sa dire "no" al tempo riflettendo sulle sue ragioni profonde. Un classico è, in tal senso, il testo di Pieper del 1935, alla base degli studi successivi sulle virtù, qui per la prima volta tradotto in italiano: "La realtà e il bene". Il "bene" va indagato con rigore, perché è un dovere dell'uomo esplorare la sua capacità di formulare giudizi morali oggettivi, pur senza mettere necessariamente capo a un assolutismo etico.
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Dall'esperienza del pensiero (1910-1976)
di Martin Heidegger
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 207
Per anni questi testi brevi di Heidegger dedicati a filosofi, poeti, scrittori, compositori, pittori, sono circolati quasi clandestinamente. La pubblicazione di "Dall'esperienze del pensiero" colma questa lacuna e ci presenta, l'intera raccolta di questi preziosi scritti, che vanno dal 1910 al 1976, in cui, come in un'ideale galleria, si susseguono gli acuti ritratti di Rimbaud, Strawinsky, Raffaello, René Char, Ortega y Gasset, Antigone. Questa singolarissima silloge di scritti occasionali, occupa l'intero itinerario filosofico di Martin Heidegger, di cui costituisce una dimostrazione altamente significativa. Il lettore può così verificare come le più diverse occasioni di scrittura possano generare autentiche esperienze del pensiero destinate a segnare altrettante tappe decisive in un cammino lungo e proficuo come quello del filosofo tedesco.
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La storia della distruzione di Troia
di Darete Frigio
editore: Edizioni dell'Orso
pagine: 140
"La storia della distruzione di Troia" di Darete Frigio si propone come il racconto della guerra narrato da un troiano che dif
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Polis in fabula. Metamorfosi della città contemporanea
di Anna Lazzarini
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 212
"La forma, la cultura, l'immagine della "città" in pochi anni sono radicalmente cambiate
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Atque. La coscienza e il sogno a partire da Paul Valèry
editore: Moretti & vitali
pagine: 246
A partire dall'immagine classica e insieme attuale del medico-filosofo, anche questa Nuova Serie di "Atque" intende stimolare e raccogliere ricerche e studi in quello spazio intermedio che la pratica filosofica e la psicoterapia vengono a determinare e contemporaneamente lasciano da pensare. Per questo, i filosofi, gli psicoterapeuti e tutti coloro che intendano riflettere sui loro saperi formalizzati e sulla tradizione di ricerca cui appartengono, ne sono i potenziali lettori. In particolare, gli appartenenti alle numerose e recenti scuole di psicologia e di psicoterapia oltre che alle scuole di maggiore tradizione in Italia, sono quei lettori con cui "Atque" intende discutere. Dal 1990 "Atque" ha affrontato, attraverso fascicoli monografici, questioni centrali che attraversano la psicoterapia e molti capitoli della filosofia.
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Ostilità. Il mosaico del conflitto
di Bruno Accarino
editore: Mimesis
pagine: 161
L'ostilità è un indicatore di fenomeni e di eventi che non appartengono solo alla condizione estrema della guerra e che con quest'ultima intrattengono anzi un rapporto spesso remoto. Eppure le immagini del nemico, anche quando non sono appariscenti, non cessano di determinare le forme di convivenza sociale e le architetture istituzionali. In quanto tale ( l'ostilità contiene sempre la possibilità dell'eccesso: può concretizzarsi come annientamento, come sterminio, come volontà di cancellazione del nemico. Ma questa minaccia permanente di sconfinamento può essere frenata da controtendenze che sembrano ripristinare una perduta armonia o almeno una tregua non evanescente. Da un lato vanno accantonate le illusioni della "integrazione attraverso il conflitto", cioè le illusioni che riducono il conflitto ad uno stimolo incruento e perfino benefico, quasi ad un esperimento ludico: sarebbe così accreditata l'idea che la coesistenza sia, all'interno dei collettivi umani, un dato scontato e accessibile e non - come di fatto è - assolutamente improbabile. Dall'altro lato è necessario monitorare i punti in cui situazioni di ostilità che non trovano piena espressione in un conflitto aperto e leale rischiano di travolgere ogni equilibrio. Accarino convoca un autore classico (Kant) e alcuni protagonisti del pensiero politico-sociale del Novecento (da Georg Simmel a Niklas Luhmann, da René Girard a Michel Serres).
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Interpretazione dell'Odissea. Con un dialogo sul mito tra Adorno e Karl Kerényi
di Theodor W. Adorno
editore: Manifestolibri
pagine: 126
In questo volume si pubblica per la prima volta in Italia un importante inedito adorniano
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