Narrativa
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Opere
Romanzi, teatro, racconti
di Tondelli P. Vittorio
editore: Bompiani
pagine: 1289
La presente edizione riunisce l'opera completa di Pier Vittorio Tondelli
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Per Giulia
di Maraini Dacia
editore: Perrone
pagine: 64
Per Giulia è un dialogo teatrale annidato in una storia spezzata, fatta di parole, di sogni, di ricordi
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Signorina Cuorinfranti
di Nathanael West
editore: Minimum fax
pagine: 116
Ingiustamente sottovalutato in vita, il talento narrativo di Nathanael West ha ottenuto il meritato riconoscimento solo dopo la sua morte, avvenuta nel 1940 per un incidente d'auto, a trentasette anni. Oggi West è annoverato tra i grandi classici del Novecento americano. La "Signorina Cuorinfranti" del titolo è la firma di una seguitissima rubrica di consigli ai lettori di un quotidiano newyorkese, dietro la quale si nasconde in realtà un uomo. Quello che era nato come il semplice scherzo di una redazione troppo cinica genera però una vicenda umana di grande sofferenza: intimamente coinvolto dai problemi dei suoi lettori, e frustrato nella propria incapacità di offrir loro un aiuto reale, il protagonista precipita in una spirale di autodistruzione, ricercando sollievo di volta in volta nel sesso, nell'alcol, nella religione. Ambientato nella New York della Grande Depressione, questa originalissima novella a episodi offre uno spaccato grottesco ma profondamente empatico di una società in lotta con le proprie disillusioni.
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I mostri all'angolo della strada
di Lovecraft Howard P.
editore: Il Saggiatore Tascabili
pagine: 423
Nel 1966 si presentava ai lettori italiani "I mostri all'angolo della strada", la prima raccolta ragionata delle opere di H
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Altri casi per il commissario Montalbano: Il giro di boa-La pazienza del ragno-La luna di carta
di Andrea Camilleri
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 593
"Il giro di boa" venne scritto sotto l'impulso di due avvenimenti distanti tra loro, ma che mi colpirono e m'indignarono in mo
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Lady Anna
di Anthony Trollope
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 559
Instancabile narratore, sia per il numero di romanzi scritti (quarantasette), sia per la loro mole, sia per la preferenza riservata ai cicli di famiglie e di città in cui intrecciare avventure complicate, Anthony Trollope è, assieme a Thackeray e a Dickens, un classico dell'età vittoriana e le sue opere offrono lo spaccato di forse più meticolosa precisione descrittiva della realtà sociale dell'epoca. A differenza di gran parte della sua opera, Lady Anna non si colloca entro un ciclo (i cosiddetti "ciclo del Barsetshire" e "ciclo di Palliser", i più popolari). Lui lo considerava "il migliore romanzo che io abbia mai scritto! ", eppure non ebbe il successo degli altri tra il pubblico dei contemporanei, per la ragione che lo rende a noi più interessante. Racconta di un intricato processo per il riconoscimento di un lascito ereditario e di un titolo nobiliare a una giovine, intorno al quale si accumulano vicende e peripezie di ogni tipo, e dietro il quale si cela e si muove in realtà una contesa ideologica: quella tra i diritti della nobiltà di nascita e le pretese del merito borghese. Un tema scabroso che gli ambienti vittoriani non amavano dover dibattere. E questo aggiunge forza di verità alla trollopiana gigantografia delle classi dirigenti di quel tempo. Con una nota di Remo Ceserani.
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L'uccello beffardo
di Gerald Durrell
editore: Neri Pozza
pagine: 285
Nominato funzionario dell'impero britannico sull'isola di Zenkali, Peter Foxglove non vede l'ora di raggiungere quello che tut
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Trilogia del BarLume: La briscola in cinque-Il gioco delle tre carte-Il re dei giochi
di Marco Malvaldi
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 419
"Quando hai ottant'anni, l'unica cosa che puoi fare in un giorno di pieno agosto è andare al bar". E che fare al bar? Le carte, i fatti altrui, discussioni continue, e dopo: investigare. Come fanno i vecchietti del BarLume: Nonno Ampelio, l'oste Aldo, il Rimediotti pensionato di destra, il Del Tacca-del-Comune. Se c'è un delitto nei dintorni di Pineta, il loro onnisciente pettegolezzo diventa una formidabile macchina da indagine. Da dove Massimo il barrista estrae la chiave dell'enigma, come una Miss Marple in puro toscano. "La briscola in cinque": da un cassonetto dell'immondizia sporge il cadavere di una ragazzina. Sembra un fatto di sesso e droga, di balordi del giro, anche per la condotta della vittima, figlia di una delle migliori casate di Pineta. Dalle beffarde maldicenze, durante la partita a carte dei vecchietti del BarLume, spunta un intrigo più contorto e scabroso. "Il gioco delle tre carte": congresso a Pineta. Viene ucciso un anziano professore giapponese. Non c'è altra traccia da seguire se non un computer, ma aprendolo non si trova un indizio. Il commissario Fusco è smarrito. I vecchietti, al BarLume, fanno confusione. Nel gioco delle tre carte, la carta che vince si nasconde ostentandola. Come la verità in questo enigma investigativo. "Il re dei giochi": il re dei giochi è il biliardo nuovo dove si accampano in permanenza i vecchietti del BarLume. Più che giocare, sezionano Pineta. Sulla statale c'è stato un terribile incidente. È morto un ragazzo ed è in coma...
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Tredici racconti
di John Cheever
editore: Fandango Libri
pagine: 189
Quest'opera raccoglie per la prima volta la feconda officina creativa di uno dei più apprezzati narratori della letteratura moderna e contemporanea. Tredici racconti pubblicati tra il 1931 e il 1949 su riviste di varia tiratura e pregio, da Left, un magazine anticapitalistico, fino ai patinati Collier's e Cosmopolitan. È un mondo desolante quello che emerge da queste pagine, un mondo ancora imprigionato nello stordimento della Grande Depressione. I personaggi sembrano essersi appena ripresi da una lunga agonia. Sono piccole ma paradigmatiche storie di famiglie sconquassate, fallimenti emotivi e lavorativi, periodi di passaggio non necessariamente anticamera di qualcosa di migliore, spettacoli burlesque e spogliarelliste sulla via del tramonto, mogli troppo giovani e opportunità che è meglio lasciar correre. E poi ben tre racconti sul mondo delle corse dei cavalli con i suoi giocatori d'azzardo sull'orlo di una crisi di nervi e intere cittadine infestate dall'olezzo del letame e del denaro. È un canto triste e dignitoso, il distillato, spesso autobiografico, di una classe media che si sforza di mantenere la propria integrità in un periodo che appare senza futuro. La narrazione, procede singhiozzante ma lucida, con uno stile telegrafato, qui debitore della lezione di Hemingway e di Fitzgerald.
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I Persiani
di Timoteo
editore: La vita felice
pagine: 144
Della vasta produzione di Timoteo, che toccava i principali generi lirici, erano celebri soprattutto i ditirambi e i nòmoi citarodici, pezzi solistici eseguiti con l’accompagnamento
della cetra...
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La sposa irlandese
di Maeve Brennan
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 153
Sette racconti, una sola protagonista: l'Irlanda, evocata senza sosta da Maeve Brennan e dalle sue anti-eroine fragili e tiran
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