Politica e attualità
Neofederalismo, neoregionalismo e intercomunità. Geografia amministrativa dell'Italia e dell'Europa
editore: Il Mulino
pagine: 430
Recenti processi di riterritorializzazione e di ricomposizione riarticolano i confini di stati, regioni ed enti locali in tutta Europa e rappresentano un'importante risposta alle sfide della governance e della competitivita. Ripercorrendo modelli amministrativi, partizioni e percorsi di riforma di alcuni paesi europei, questo volume propone una chiave di lettura unitaria di tali fenomeni. Ne emerge una nuova geografia politica e amministrativa, che vede un passaggio di scala dallo stato-mercato al mercato quasi-continentale basato su un progetto durevole neofederale, una rinnovata emergenza del regionalismo che tende verso una profonda riarticolazione macroregionale; una grande diffusione dell'intercomunalità, tesa a riappropriarsi delle identità locali pre-statali. Ampio spazio viene dedicato al caso italiano che, pur nella sua apparente inintelligibilità e nella sua persistente conflittualità interistituzionale, segue sviluppi spiegabili con il modello interpretativo proposto. I tentativi di riforma spesso contraddittori evidenziano, tuttavia, la mancanza di una "visione" d'insieme e di una progettualità territoriale di rilievo per le sfide che il paese deve affrontare.
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Scritti e discorsi politici
di Alcide De Gasperi
editore: Il Mulino
pagine: 2800
Dopo la legittimazione politica della Democrazia cristiana, ottenuta con la vittoria nelle elezioni politiche del 18 aprile 19
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Finanza pigliatutto. Attendendo la rivincita dell'economia reale
di Ronald P. Dore
editore: Il Mulino
pagine: 117
Ronald Dore da tempo ci aveva messo in guardia, esprimendo i suoi timori per il peso che la finanza globale stava esercitando sull'economia. Nelle economie industriali una quota crescente di reddito si era andato accumulando nelle mani di coloro che operavano nel settore finanziario a causa di un aumento e una maggiore complessità delle attività di intermediazione, che avevano assunto carattere sempre più speculativo. E non solo, la proprietà delle grandi imprese aveva rivendicato i propri diritti proprietari e anche i governi avevano promosso una "cultura azionaria" nella convinzione che ciò avrebbe migliorato la capacità di competere a livello internazionale. E soprattutto negli ultimi trent'anni che questo processo di finanziarizzazione ha subito un'accelerazione con conseguenze sociali sempre più preoccupanti, che portavano con sé il rischio del cataclisma sistemico che stiamo subendo. Frenare, o invertire, questa tendenza e reindirizzare la finanza verso il suo ruolo di supporto all'economia reale non sembra facile.
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La democrazia
di Charles Tilly
editore: Il Mulino
pagine: 308
Studioso lucido e poliedrico, capace di produrre vasti affreschi teorici ma anche raffinate ricerche empiriche, autore di oltre cinquanta libri e circa seicento articoli scientifici, Charles Tilly ha lasciato una traccia profonda nella storiografia e nelle scienze sociali contemporanee, offrendo contributi di rilievo in numerosi settori di indagine: movimenti e conflitti sociali, costruzione degli stati-nazione, rivoluzioni e controrivoluzioni, sviluppo delle città. L'insieme della sua opera è stato paragonato a una grandiosa architettura gotica, elegante negli innumerevoli dettagli, solida nella complessità. Pubblicato a pochi mesi dalla scomparsa dell'autore, questo volume raccoglie il frutto dell'"impegno di una vita", ovvero le ricerche e le riflessioni sul tema che ha tenuto insieme i suoi molteplici interessi: i processi di formazione e trasformazione delle democrazie. Un terreno che non sarà mai sufficientemente esplorato, perché "coloro che hanno a cuore il destino della democrazia non possono e non devono riposare sugli allori".
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L'invenzione della «Realpolitik» e la scoperta della «legge del potere». August Ludwig von Rochau tra radicalismo e nazional-liberalismo
di Federico Trocini
editore: Il Mulino
pagine: 262
Sullo sfondo dei complessi processi di rinnovamento politico, sociale, economico e culturale che si verificarono in Germania nel corso dell'Ottocento e, in particolare, dal 1848 in poi, il volume ripercorre la biografia intellettuale di August Ludwig von Rochau (1810-1873). Rochau ha introdotto nel lessico politico tedesco le nozioni, estremamente fortunate, di Socialismus e di Realpolitik, ma nonostante ciò risulta tuttora, rispetto ad altri pubblicisti politici della stessa generazione, un autore scarsamente noto sia in Italia sia in Germania. Attraverso l'analisi del talora contraddittorio profilo politico e intellettuale di von Rochau - dagli anni giovanili dell'attiva militanza tra le fila delle associazioni studentesche sino agli anni della controversa conversione alla politica bismarckiana del "ferro e del fuoco" - il volume intende quindi ricostruire una porzione rilevante dei dibattiti che accompagnarono il processo di formazione dello Stato nazionale tedesco e al contempo le linee essenziali entro cui prese avvio, all'indomani del 1848, la riconfigurazione del nesso tra politica, morale e diritto alla luce del progressivo affermarsi del paradigma naturalistico della Realpolitik.
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Tra Africa e Occidente. Il cardinal Massaja e la missione cattolica in Etiopia nella coscienza e nella politica europee
di Mauro Forno
editore: Il Mulino
pagine: 431
Guglielmo Massaja, assistente spirituale di Vittorio Emanuele II prima di partire per l'Etiopia, al termine di una lunga e avventurosa esperienza vissuta nelle affascinanti terre del Vicariato apostolico dei "Galla" fu riaccolto in patria come una vera e propria icona missionaria. Dopo la sua morte, con l'accrescersi dell'interesse italiano per l'Africa orientale, la sua figura fu tuttavia oggetto anche di un processo prettamente politico di rielaborazione, che passò in primo luogo per l'enfatizzazione di un suo presunto ruolo di propugnatore dell'espansionismo coloniale nazionale nell'area del mar Rosso. Grazie a una ricostruzione puntuale, fondata su una vastissima documentazione, il volume di Mauro Forno fa finalmente luce sull'azione svolta dal cardinale astigiano durante la sua intensa missione africana, ripercorrendo i principali snodi di una vicenda sino a oggi in gran parte trascurata dalla ricerca storico-scientifica.
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Capitalismo, mercato e democrazia
di Michele Salvati
editore: Il Mulino
pagine: 161
La complessa relazione che il capitalismo intrattiene con la democrazia si caratterizza come legame necessario o come contrasto irriducibile? E se sono veri sia il legame che il contrasto, qual è la via d'uscita? Salvati sviluppa le sue argomentazioni confrontandosi con le tesi di altri studiosi contemporanei: R. Phillips e R. Reich sulle caratteristiche del capitalismo americano; A. Glyn su keynesismo e neoliberismo, i due principali regimi di politica economica del dopoguerra; R. Dahrendorf sulla difficile «quadratura del cerchio» tra libertà, crescita economica e coesione sociale; J. Attali sulle possibili misure di politica economica e sociale condivisibili da destra e sinistra; M. Castells su media e democrazia; J. Dunn sul conflitto tra democrazia come ideale politico e democrazia come forma di governo. Fiducioso, nonostante tutto, che la conciliazione fra capitalismo e democrazia sia possibile, anche se difficile, Salvati privilegia un atteggiamento riformistico, concreto e insieme riflessivo, lontano dal modo ideologico, gridato e approssimativo con cui temi di questa importanza sono affrontati nel dibattito politico e nella stampa quotidiana.
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L'Europa che ci crede
di Guido Milana
editore: Editori Riuniti
pagine: 95
"Lo straordinario progetto europeo è come una nave salpata da un porto nel quale sono stati distrutti gli attracchi, che naviga conquistando ogni giorno un piccolo pezzo di mare. Le vele sempre spiegate dagli europeisti convinti, il vento che a volte soffia a favore e veloce, altre ove la "bonaccia" la fa da padrona e rallenta il cammino. Ma la nave costruita non ha paura delle tempeste e procede sicura, se non altro perché sa che, tornando indietro, non troverebbe alcun approdo. L'Europa che ci crede è quella che non ha archiviato né il progetto di Costituzione Europea né contenuti del trattato di Lisbona. Questo che viviamo è proprio un periodo di "bonaccia", una fase nella quale l'equipaggio mostra segni di insofferenza, e sono questi i momenti durante i quali l'Europa è vista per lo più come una fonte di finanziamenti e non come un luogo privilegiato per l'integrazione delle politiche e delle popolazioni. Sono tempi in cui negli europeisti deve crescere la voglia di fare. Per gli europeisti riformisti "il fare" diviene imperativo, con loro mi piace fare un vero e proprio viaggio in Europa per capirne sino in fondo i problemi, promuovere azioni ed aprire una nuova stagione".
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La democrazia dei partiti e la democrazia nei partiti
editore: Passigli
pagine: 302
L'articolo 49 della Costituzione Italiana attribuisce ai cittadini il diritto di associarsi in partiti per concorrere con meto
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Dalle oligarchie alla democrazia partecipata. La dialettica diritti civili-diritti sociali
di Piero Di Giorgi
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 343
Questo libro discute le tematiche della globalizzazione, della crisi della politica e della democrazia in un ottica sistemica, facendo interagire discipline diverse. L'autore si sofferma sul tema della democrazia partecipativa. La storia è stata finora una storia di élites. Oggi di fronte alla crisi della rappresentanza occorre lavorare per cercare di costruire un'esperienza inedita eli democrazia dal basso. La ideologia liberista sta mostrando, nelle dimensioni attuali della crisi finanziaria, la fragilità della sua mitologia. Per questa e per altre ragioni ci troviamo di fronte al rischio di una catastrofe ambientale e antropologica. Le decisioni sono prese da oligarchie formate da qualche centinaio di persone, le cui scelte agiscono sulla qualità della vita di miliardi di persone. La globalizzazione neoliberista non è soltanto nemica delle classi più deboli, mette addirittura a rischio la stessa vita dell'umanità. Serve un grande sforzo per creare un'economia alternativa che privilegi i beni comuni e garantisca i diritti umani fondamentali; e una teoria sociale, che realizzi una nuova sintesi tra persona e comunità, tra diritti civili e sociali, tra democrazia politica ed economica. La crisi che minaccia la democrazia è soprattutto la sfiducia e l'indifferenza delle persone. Dobbiamo pertanto riscoprire il legame sociale che tiene insieme gli uomini.
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Sognando una scuola normale
di Franco Frabboni
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 175
Questa opera si sostantiva in una critica radicale della Riforma, in realtà controriforma secondo l'autore, della Scuola del Ministro Mariastella Gelmini. La vivace forza polemica delle argomentazioni potrebbe fare pensare a un esplicito intento politicamente suggerito dall'attualità. In realtà, il discorso di Frabboni si richiama, anche se non in modo esplicito, a una tradizione culturale italiana e non solo, definita dall'obiettivo, da sempre perseguito, di una didattica laica in senso integrale, dunque libera da condizionamenti di qualsiasi natura. Il Programma Ministeriale di fatto, secondo Frabboni, vilipende l'istruzione perché la imprigiona in steccati scuolacentrici, famiglia-centrici, disciplinacentrici, contraddicendo la modernità delle conoscenze e il pluralismo delle culture e dei valori propri di una scuola democratica. Il sapere trasmesso dalla scuola voluta dalla Gelmini è sostanzialmente destinato a consumarsi nell'orizzonte della istituzione scolastica. È inidoneo a una "manutenzione" adulta. È fatto da un insieme di conoscenze "usa e getta" che minacciano lo spettro di un analfabetismo di ritorno. In sostanza, la Riforma, imposta dalla Gelmini senza consultare gli interessati, disegna una scuola autoritaria, selettiva, ripetitiva. Non è finalizzata a educare alla libertà, alla tolleranza, alla solidarietà, alla pace. Fatto reso ancora più grave dalla cultura massmediologica che esclude i giovani da una partecipazione reale.
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Contingenza e necessità nella ragione politica moderna
di Carlo Galli
editore: Laterza
pagine: 253
Un viaggio originale e intenso attraverso la ragione politica moderna, colta nei suoi momenti cruciali, tra genesi e crisi (Machiavelli, Gentili, Hobbes, i controrivoluzionari cattolici, i maestri della Scuola di Francoforte, Voegelin). Un libro che aiuta a capire, con radicalità teorica, le trasformazioni e le derive della politica contemporanea. La grande questione del pensiero politico moderno è quella di pensare e tentare di ordinare la contingenza (il disordine storico, ma anche la nuova libertà mondana del soggetto). A partire dal razionalismo di Hobbes, la contingenza è stata ritrascritta dalla ragione politica moderna all'interno dell'orizzonte della necessità e della legalità, facendo dell'analisi realistica e senza agganci alla tradizione dell'individuo e delle sue interazioni una risorsa per legittimare un nuovo ordine artificiale. Tuttavia, questa rimozione della contingenza non riesce a eliminarne del tutto le tracce, che permangono nella necessità come sua interna contraddizione.
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