Politica e attualità
Il Mulino
editore: Il mulino
pagine: 176
Nata nell'aprile del 1951, la rivista ha sede a Bologna negli uffici dell'omonima Associazione di cultura e di politica che ne controlla la proprietà. È un bimestrale e i numeri sono rivolti in primo luogo a quelle componenti della società che paiono più interessate a un discorso civile orientato verso una prospettiva di modernizzazione.
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Il mio cuore è più stanco della mia voce
di Oriana Fallaci
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 205
Negli anni Settanta Oriana Fallaci è un mito. Prima il Vietnam, poi Città del Messico e infine la storia d'amore con Alekos Panagulis, eroe della Resistenza greca, simbolo dell'opposizione a qualunque regime liberticida. Dopo la morte di lui e la pubblicazione di "Un uomo", Oriana riesce a creare un incantamento globale: vorrebbero essere come lei i tanti giovani e meno giovani attratti dalla personalità dei suoi reportage di guerra e dal suo coraggio. E vorrebbero essere come lei molte donne, per le quali la scrittrice rappresenta la realizzazione di un sogno. In quegli anni la Fallaci accetta i sempre più frequenti inviti a incontrare i suoi lettori stranieri, nelle città e nelle università del mondo. Questo libro raccoglie alcune delle sue conferenze di maggior rilievo, pagine rimaste finora inedite che rivelano il suo rapporto con la scrittura, la sua passione per la politica e per l'impegno civile, la sua "ossessione per la libertà". È il suo autoritratto più autentico, una sorta di manifesto in cui Oriana rivendica e difende con vigore il diritto a "stare dalla parte dell'umanità, suggerire i cambiamenti, innamorarci dei buoni cambiamenti, influenzare un futuro che sia un futuro migliore del presente".
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La guerra è finita. L'Italia e l'uscita dal terrorismo 1980-1987
di Monica Galfré
editore: Laterza
pagine: 269
Attraverso una documentazione in gran parte inedita, Monica Galfré ricostruisce il lungo percorso con il quale l'Italia si è lasciata alle spalle la terribile stagione di sangue del terrorismo, restituendo il fenomeno armato alla storia del paese, come parte integrante e non separata. Nelle parole dei protagonisti di quegli anni troveremo il racconto del pentitismo e della realtà scottante del carcere speciale, i movimenti e la legge sulla dissociazione, il potere acquisito dalla magistratura nei confronti della politica, il ruolo svolto dalla Chiesa e dal mondo cattolico nella riconciliazione, il processo di autocritica con cui gli ex terroristi hanno delegittimato l'omicidio e la violenza. Una normalizzazione complessa e tormentata, dopo eventi che hanno trasformato nel profondo le coscienze dei singoli e della società, facendo dell'Italia un caso unico in Europa.
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Il comunismo spiegato ai bambini capitalisti. (E a tutti quelli che lo vogliono conoscere)
di Gérard Thomas
editore: Edizioni Clichy
pagine: 224
Un libro che racconta una delle più grandi avventure della storia dell'uomo e ci fa capire più di tanta retorica perché quello
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Da Moro a Berlinguer. Il Pdup dal 1978 al 1984
editore: Ediesse
pagine: 444
Il sequestro del presidente della Dc Aldo Moro durò cinquantacinque giorni; il 9 maggio 1978 fu ucciso dalle Brigate rosse, lasciando il principale partito italiano senza l'unico dirigente che aveva una strategia nella fase dell'unità nazionale. L'agonia di Enrico Berlinguer avvenne durante la campagna per le elezioni europee, durò quattro giorni, dal 7 all'11 giugno 1984, privando il principale partito comunista dell'Occidente del segretario che lo stava portando alla percentuale più alta mai raggiunta, con la nuova strategia dell'alternativa democratica. In quegli anni fu parte della vita politica italiana ed europea un piccolo partito della sinistra, il Partito di unità proletaria per il comunismo che, fondato nel 1974, confluì poi nel Pci alla fine del 1984. Ne era segretario Lucio Magri. La prima parte del volume ripercorre le origini del partito negli anni sessanta e settanta, il Sessantotto e il gruppo del Manifesto, la strategia della tensione e il terrorismo rosso. La seconda parte prende in esame la vita politica e il contributo del Pdup dal 1978 al 1983, il pacifismo, gli albori dell'ecologismo contro il nucleare, l'affermazione dei diritti civili, la vertenza Fiat e il terremoto dell'Irpinia, lo scontro sull'aborto e la lotta contro i missili. La terza parte si concentra sul 1984, su quanto avvenne trent'anni fa a partire dallo scontro sulla scala mobile e dall'improvvisa scomparsa di Berlinguer, fino alla confluenza. Prefazione di Luciana Castellina.
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Politica in Italia. I fatti dell'anno e le interpretazioni (2014)
editore: Il mulino
pagine: 354
Il 2013 è stato un anno di transizioni incomplete, in cui il sistema politico e istituzionale italiano ha raggiunto uno stallo
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Cultura senza capitale. Storia e tradimento di un'idea italiana
di Simone Verde
editore: Marsilio
Mentre la cultura evoca altrove una generosa apertura intellettuale e il futuro, in Italia lo scontro frontale tra due partiti
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Il Mulino
editore: Il mulino
pagine: 174
Nata nell'aprile del 1951, la rivista ha sede a Bologna negli uffici dell'omonima Associazione di cultura e di politica che ne controlla la proprietà. È un bimestrale e i numeri sono rivolti in primo luogo a quelle componenti della società che paiono più interessate a un discorso civile orientato verso una prospettiva di modernizzazione.
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#Arrivo arrivo. La corsa di @matteorenzi da Twitter a Palazzo Chigi
editore: Fazi
pagine: 335
"Arrivo, arrivo!", twittava Matteo Renzi dall'interno dello studio alla Vetrata del Quirinale, mentre il suo colloquio con Napolitano per presentare la lista dei ministri andava prolungandosi oltre le aspettative e i giornalisti, fuori, si chiedevano cosa stesse accadendo. Un "cinguettio" che rompeva ogni tabù istituzionale ma che è anche un po' la summa di tutta la comunicazione social del premier più giovane della storia repubblicana. Conciso, immediato, spontaneo, ironico, leggero, interattivo e a volte anche sfrontato: Matteo Renzi ha inaugurato un nuovo modo di porsi nell'arena politica, rivoluzionando sia il vecchio e noioso politichese della prima Repubblica che lo stile da televendita dell'era berlusconiana. E Twitter non poteva che esserne lo strumento privilegiato. "#Arrivo Arrivo" è dunque l'analisi della comunicazione di Matteo Renzi, vista esclusivamente attraverso i suoi tweet. In fondo oggi Renzi e Twitter sono un binomio praticamente indissolubile. L'ex sindaco è oggi il capo di governo europeo con più follower e analizzarne le dinamiche e il linguaggio attraverso la popolare piattaforma di microblogging ci aiuta a capire il ruolo strategico di Twitter nella moderna comunicazione politica. Ma "#Arrivo Arrivo" è anche la storia di un amministratore di provincia che vuole cambiare l'Italia e della sua lunga corsa da Palazzo Vecchio a Palazzo Chigi.
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L'Anello della Repubblica. La scoperta di un nuovo servizio segreto. Dal Fascismo alle Brigate Rosse
di Stefania Limiti
editore: Chiarelettere
pagine: 355
Una scoperta per caso. Un servizio segreto di cui nessuno ha mai saputo nulla, venuto fuori dagli archivi del Viminale. Una storia tutta italiana, quasi incredibile. Il "noto servizio" o "Anello" è una struttura occulta che ha avuto un ruolo decisivo nella storia della Repubblica. Compito principale: ostacolare le sinistre e condizionare il sistema politico con mezzi illegali, senza sovvertirlo. Testimoni e preziosi riscontri sui documenti confermano quella che fino a ieri era solo un'ipotesi: la "sicurezza" della nostra Repubblica nasce in continuità con il fascismo, è controllata dagli americani, e affidata a personaggi senza scrupoli e spesso coinvolti con la criminalità. Con una nuova premessa dell'autrice. Prefazione di Giuseppe De Lutiis. Postfazione di Paolo Cucchiarelli.
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Corruzione a norma di legge. La lobby delle grandi opere che affonda l'Italia
editore: Rizzoli
pagine: 235
A Venezia, già nel XIV secolo, la figura dell'Avogador aveva una funzione precisa: controllare che non venissero effettuate ru
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Il presidente impossibile. Pepe Mujica, da guerrigliero a capo di stato
editore: Nova delphi libri
pagine: 224
A chi non è capitato di sentir parlare di Pepe Mujica, il capo di stato più povero del mondo, che dona il 90% del suo stipendi
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