Politica e attualità
Rosso di sera
editore: Jaca Book
pagine: 112
Il ciclo vitale delle socialdemocrazie europee si è esaurito, assieme al compromesso fra capitale e lavoro seguito alla Seconda guerra mondiale. Una fine causata dall'avvento di un capitalismo sempre più globale e finanziarizzato, dal crollo del comunismo, dal trionfo del liberismo e dalle trasformazioni sociali che hanno rotto l'unità delle classi subalterne. Le socialdemocrazie si sono adattate alla nuova realtà trasformandosi in un inedito animale politico: un partito di centro che pesca voti ovunque e si candida a gestire il nuovo ordine liberista. Con la socialdemocrazia tramontano anche le istituzioni della democrazia rappresentativa e l'idea stessa di sinistra, screditata da decenni di compromessi e sconfitte. Nel vuoto politico che viene così a crearsi, crescono movimenti populisti che sostituiscono l'opposizione alto/basso alla lotta di classe. È pensabile che queste nuove esperienze possano rianimare una lotta anticapitalista che dopo la sconfitta del movimento operaio appare, se possibile, ancora più necessaria?
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I boss di Stato. I protagonisti, gli intrecci e gli interessi dietro la trattativa Stato-mafia
di Ruscica Roberta
editore: Sperling & kupfer
pagine: 224
Il 30 gennaio 1992 fu una calda giornata d'inverno, a Palermo
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Un passo fuori notte
di Sollecito Raffaele
editore: Longanesi
pagine: 250
È il 27 marzo 2015 quando, assolvendo definitivamente gli imputati "per non aver commesso il fatto", la Corte di Cassazione ch
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Rimetti a noi i nostri debiti
di Luca Ciarrocca
editore: Guerini e associati
Il tempo sta scadendo. L'economia globale non cresce, la Cina frena bruscamente, l'Europa è scossa da una crisi epocale e da una doppia minaccia parallela: milioni di migranti in arrivo e migliaia di miliardi di debiti sovrani a rischio. Una bolla, quella del debito, giunta a livelli mai visti che ha effetti perversi, erode risorse, alimenta ineguaglianze. La nuova lotta di classe vede i cittadini medi contro l'oligarchia degli ultraricchi, delle banche centrali responsabili della crisi. Questo libro evidenzia con chiarezza il problema di fondo: non possono esservi di nuovo ripresa e sviluppo senza abolire, cancellare, rimettere il debito pubblico, che soffoca la crescita e impoverisce i cittadini. Ciarrocca fa sue e rilancia due proposte di buon senso economico: dare i soldi delle banche centrali direttamente alla gente invece che alle banche commerciali. E lanciare un giubileo del debito che permetta a tutti di ripartire da zero, concedendo respiro all'economia. Attraverso le opinioni di autorevoli economisti e premi Nobel (Krugman, Stiglitz, Friedman, Rogoff, Reinhart, Sachs), raccolte nel libro, appare evidente come la questione del debito pubblico interessi tutti. Un'emergenza da risolvere sul piano politico, con la messa in campo di decisioni forti: è immorale che paesi come la Grecia e l'Italia siano soggiogati dalla minaccia di quest'arma potente, in grado di provocare danni sociali ed economici devastanti.
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Come la democrazia fallisce
di Raffaele Simone
editore: Garzanti Libri
pagine: 215
Da almeno un decennio l'Occidente è scosso da due fenomeni imponenti: il crescente assenteismo elettorale e la nascita di movimenti e partiti che, pur di segno diverso, sono unificati dal violento movente antipolitico e antidemocratico. Nel frattempo regimi evidentemente dispotici diventano attori primari nel contesto planetario: Russia, Cina, i paesi del petrolio. Questi poli disegnano una situazione potenzialmente critica, quale non si era mai vista dalla fine della Seconda Guerra mondiale, che è probabilmente una crisi storica: il modello democratico sta forse arrivando al suo termine? "Come la democrazia fallisce" smonta pezzo a pezzo il glorioso paradigma democratico, mostrando che esso funziona a patto di prendere le sue componenti non come principi veri o promesse reali ma come finzioni, cioè come obiettivi impossibili, che nondimeno riescono a guidare il comportamento. Questi principi sono oggi avviluppati in insanabili contraddizioni. Prendendo per vero l'ideale di uguaglianza, ad esempio, si è finiti in irreparabili eccessi ed errori, come l'erosione di qualunque idea di autorità; assumendo come vera l'idea che la democrazia è una fata generosa, si pretende dalla sfera pubblica una miriade di prestazioni a cui essa non può fare fronte. Nel frattempo, con il supporto della globalizzazione si sono formati nuovi poteri, non derivanti da elezioni di alcun tipo e indifferenti a confini e sovranità statali, che prosperano all'ombra della democrazia mentre ne svuotano il significato...
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Next polis. Idee per la #cittàdidomani
editore: Marsilio
pagine: 108
Per quale alchimia alcune città sono amate, belle e governabili, e altre no? E quali saranno le caratteristiche delle realtà c
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La Palestina nei testi scolastici di Israele. Ideologia e propaganda nell'istruzione
di Peled-Elhanan Nurit
editore: EGA-Edizioni Gruppo Abele
pagine: 288
Nonostante tutte le altre fonti di informazione, i testi scolastici costituiscono potenti mezzi mediante cui lo Stato può conf
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Il metodo Salvini
editore: Sperling & kupfer
pagine: 248
È ovunque. Il politico più presente su ogni campo da gioco, dalla radio alla tv passando per le piazze e i social network. Matteo Salvini, il leader 2.0, ha unito la crossmedialità ai comizi, Internet alla stretta di mano. Dichiarazioni, provocazioni, eccessi verbali. Eppure molti - sempre di più pensano che sia l'unico a dire verità che nessuno ha il coraggio di pronunciare. Ha portato una ventata di entusiasmo e unità nel popolo leghista dopo un periodo di delusioni e appannamento morale. E sta conquistando consensi catalizzando voti. Ma quali sono le sue intenzioni? Correrà da solo? Dove lo porterà il "metodo Salvini"? Un libro che indaga, svela e racconta la mentalità, gli obiettivi, le strategie del segretario della Lega, anche grazie a un'intervista esclusiva sulle questioni più controverse e scottanti. Prefazione di Vittorio Feltri.
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Toglimi le mani di dosso. Una storia vera di violenze e ricatti sul lavoro
di Ricci Olga
editore: Chiarelettere
pagine: 131
Poche denunce, troppa vergogna
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Terra inquieta. Per un'antropologia dell'erranza meridionale
di Vito Teti
editore: Rubbettino
pagine: 486
Vito Teti ha sempre un viaggio qua intorno da raccontare, un volto nascosto da nominare tra le righe di un saggio, un ritaglio di vita minuta da incorniciare con tutte le sue scoloriture. "Terra inquieta" è un libro che è tanti libri insieme, e tutti servono a qualcosa: uno racconta di Calabrie mobili che crollano e franano; l'altro di uomini che sperano futuro cercando l'America, ma cercandola incontrano la storia; l'altro ancora di donne che ascoltano in sogno i consigli di san Giorgio per vincere ogni drago, di uomini che i santi li portano a spalla per sacralizzare la polvere e il mare che siamo, di giovani laureati che partono perché l'ultimo lavoro non pagato è un'umiliazione ormai intollerabile. Ma in "Terra inquieta" c'è pure gente che resta tentando di salvare rovine e pilastri di cemento che si alzano al cielo, per farne qualcosa che vive. In questo vagare per spazi vasti e insieme profondi lo scrittore di "Maledetto sud" raccoglie ogni mollica, mentre l'antropologo de "Il senso dei luoghi" prova una teoria capace di dare forma al sussulto imprendibile della Calabria. Così nasce "Terra inquieta", una storia di linee che ricostruisce la necessità e l'ossessione per la mobilità di una regione contadina eternata dal tempo circolare dei greci, spezzata dalle catastrofi, che però sempre ritenta nuove circolarità per non mutare sguardo su di sé, infine la Calabria moderna, quella che naviga in linea retta verso un tempo migliore...
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Catania bene. Storia di un modello mafioso che è diventato dominante
di Sebastiano Ardita
editore: Mondadori
pagine: 192
Si potrebbe chiamare "Cosa nostra 2.0". Come un fuoco che cova sotto la cenere, sta divorando la legalità nel Paese. Agisce sottotraccia, s'insinua e si mimetizza nell'economia e nella politica, vuole far dimenticare gli anni delle stragi, anzi la sua stessa esistenza. Adotta la strategia dell'"inabissamento" e delle collusioni. Un metodo sperimentato con successo in un contesto forse poco familiare alla memoria collettiva: la Catania dei lontani anni Ottanta. Sebastiano Ardita, magistrato in prima linea nel contrasto al fenomeno mafioso, ci conduce nelle viscere di quella città dai volti contrastanti, con il benessere dei quartieri alti che si contrappone al disagio sociale delle periferie, dove i ragazzi abbandonati al loro destino sono facile preda del reclutamento malavitoso. Una città abitata da gente operosa e intraprendente, ma costretta a subire e indotta a ignorare per troppo tempo la presenza della criminalità organizzata. È in questa realtà che Nitto Santapaola, vincitore della guerra interna alla mafia catanese combattuta tra il 1978 e il 1982, elabora la sua linea operativa nei confronti delle istituzioni, diametralmente opposta a quella di Riina e Provenzano: "Mentre a Palermo i Corleonesi attaccavano lo Stato e ne stimolavano gli anticorpi, a Catania si costruivano relazioni occulte".
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Le radici dell'odio. La mia verità sull'Islam
di Fallaci Oriana
editore: Rizzoli
pagine: 476
Abbiamo paura di non essere sufficientemente allineati, obbedienti, servili, e venire scomunicati attraverso l'esilio morale c
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