Storia
La vita quotidiana alla fine del mondo antico
di Giorgio Ravegnani
editore: Il mulino
pagine: 213
Fra il IV e il VI secolo la società antica subisce grandi cambiamenti, legati all'affermazione del cristianesimo, alla divisione definitiva dell'impero in due parti, con l'emergere della nuova città di Costantinopoli nella metà orientale, e infine alla caduta dell'impero romano d'Occidente, travolto dalle invasioni barbariche. Com'era la vita quotidiana in quella turbolenta epoca di transizione? Il libro ce la restituisce in tutta la sua ricchezza e in rapporto ai diversi strati sociali.
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XIII secolo. L'abbigliamento maschile
di Federico Marangoni
editore: Il Cerchio
pagine: 56
Il '200, in Italia e in Europa, è stato un secolo di grande sviluppo tanto culturale quanto economico, durante il quale visser
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Il mondo islamico. Breve storia dal Cinquecento a oggi
di Donini P. Giovanni
editore: Laterza
pagine: 326
Un'ottica eurocentrica e coloniale continua a viziare il nostro sguardo di occidentali e induce a rapportarci con i popoli isl
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Benedette guerre. Crociate e jihad
di Alessandro Barbero
editore: Laterza
pagine: 93
"Le Crociate: e cioè l'avventura di quei cristiani che hanno accettato l'appello del papa, sentendone il fascino, e si sono me
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Mussolini socialista
editore: Laterza
pagine: VI-256
Voi credete di perdermi, ma io vi dico che vi illudete
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Margini d'Italia. L'esclusione sociale dall'Unità a oggi
di Forgacs David
editore: Laterza
pagine: XXVII-370
I 'margini d'Italia' sono tutto ciò che si è scelto di relegare alla periferia fisica o simbolica della nazione: le popolazion
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Il papa guerriero. Giulio II nello spazio pubblico europeo
di Massimo Rospocher
editore: Il mulino
pagine: 392
La notte tra il 20 e il 21 febbraio 1513 la morte pose fine al decennale pontificato di Giulio Il della Rovere, figura cardine del papato rinascimentale. La popolazione romana gli tributò un omaggio senza precedenti. Come sovrano pontefice, politico spregiudicato e sommo mecenate, Giulio II rimane uno dei personaggi che maggiormente condizionano l'immaginario collettivo del Rinascimento. Ma quale fu l'immagine che ne ebbero i contemporanei - non solo gli uomini di lettere, i prelati e i professionisti della politica, ma anche il popolo urbano del primo Cinquecento? Questo libro risponde a tale domanda ricostruendo l'immagine di Giulio II nella sfera pubblica e nella comunicazione politica in vari contesti italiani ed europei (Bologna, Ferrara, Roma, Venezia, Londra e Parigi). Intrecciando i racconti dei cantastorie con i dispacci dei diplomatici, le voci e le canzoni di piazza con i trattati degli umanisti, Rospocher delinea un ritratto inedito del "papa guerriero", una rappresentazione in perenne oscillazione tra laude e vituperio, tra guerra e beatitudine.
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La guerra è bella ma è scomoda
editore: Il mulino
pagine: 126
Avevano fatto entrambi la Grande Guerra da alpini, lo scrittore Paolo Monelli e il pittore Giuseppe Novello; anni dopo vollero
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1915: l'Italia va in trincea
di Gastone Breccia
editore: Il mulino
pagine: 309
Nel ripercorrere la storia militare dei primi mesi della Grande Guerra sul fronte italo-austriaco, con la mancata irruzione oltre frontiera dell'ultima settimana di maggio e l'agonia delle battaglie di logoramento autunnali, il libro fa rivivere "in presa diretta" episodi noti e meno noti del conflitto. E così illuminata la condotta della guerra nella sua concreta realtà quotidiana: dalla brillante impresa degli alpini sul Monte Nero al sanguinoso fallimento della quarta offensiva sul fronte dell'Isonzo. Una disamina che non tralascia di considerare i mutamenti profondi nel morale e nello spirito di una generazione di soldati che persero le loro illusioni ma si trasformarono in un esercito capace di sopportare altri tre durissimi anni di guerra.
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Il Congresso di Vienna
di Nicolson Harold
editore: Castelvecchi
pagine: 288
Tra l'autunno 1814 e la primavera 1815, Vienna divenne il teatro dell'incontro tra i potenti d'Europa, uniti nel tentativo di
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Il genocidio infinito. 100 anni dopo il Metz Yeghérn
editore: Guerini e associati
pagine: 206
"Il non aver riconosciuto la propria colpa porta il popolo dei carnefici non pentiti a continuare a odiare i discendenti delle vittime, a cercare di cancellarli ancora, perché la loro memoria è ciò che determina il disturbo profondo della sua identità, ne sporca la storia e la memoria", (dalla Presentazione di Ugo Volli) Dopo il genocidio, quindi, il negazionismo: ancora oggi prosegue la volontà di annientare il popolo armeno, la sua storia, la sua cultura, perfino i suoi monumenti e le sue ultime tracce. Ma se alle vittime è negato dalle autorità turche anche solo il riconoscimento della sofferenza patita, spetta a chi non ha subito quello spaventoso crimine, a una parte terza, fare un atto di memoria e ricordare a tutta l'umanità l'urlo senza fine che arriva dal Metz Yeghérn, il Grande Male. Questo libro è un momento di tale testimonianza, presentato da un gruppo di intellettuali, che vogliono ricordare cosa accadde agli armeni e perché, negando così ai carnefici la vittoria del silenzio.
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Giacomo Matteotti. Un riformista rivoluzionario
editore: Donzelli
pagine: IX-181
Nel pantheon dell'Italia democratica e repubblicana, Giacomo Matteotti è una figura tanto celebrata quanto sostanzialmente sco
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