Storia
L'armadio della vergogna
di Giustolisi Franco
editore: Beat
pagine: 380
Fra il 1943 e il 1945 decine di migliaia di civili furono vittime di 2273 stragi brutali compiute da nazisti e fascisti in tut
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La grande guerra. I segreti della prima guerra mondiale. History channel
editore: Mondadori
pagine: 366
I primi carri armati
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La casa dell'esilio. La vita e il tempo di Heinrich Mann e Nelly Kröger-Mann
di Juers Evelyn
editore: Bompiani
pagine: 519
Nel 1933 lo scrittore e attivista politico Heinrich Mann e la sua compagna, Nelly Kröger, fuggono dalla Germania nazista, trov
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E tu non sei tornato
di Loridan-Ivens Marceline
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 105
1944: Marceline, 14 anni, viene deportata insieme al padre ad Auschwitz-Birkenau
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La nazione napoletana. Controstorie borboniche e identità «suddista»
di Gigi Di Fiore
editore: Utet
pagine: 351
Fino alla firma della resa con l'esercito piemontese il 13 febbraio del 1861, per più di quattro generazioni la dinastia dei Borbone aveva regnato nell'Italia meridionale, Stato autonomo e indipendente che fu per sette secoli la "Nazione napoletana". Un Paese con una propria economia, una propria industria, un proprio esercito, un proprio inno nazionale; un Paese con valori riconoscibili, condivisi dai suoi abitanti, da Gaeta in giù. Per molti di loro, l'unità d'Italia rappresentò la fine del mondo che avevano conosciuto e nel quale si identificavano. In molti reagirono all'occupazione. Eppure, mentre di Cavour, Garibaldi e Vittorio Emanuele II si sa quasi tutto, pochissimi sono i libri che raccontano le storie degli ufficiali e dei soldati che scelsero di rimanere fedeli al Regno delle Due Sicilie e si opposero ai piemontesi. Uomini che dopo la sconfitta dovettero affrontare umiliazioni, processi e prigionie. Non erano tutti aristocratici o assolutisti: in tanti erano liberali, alcuni avevano combattuto nella Prima guerra d'indipendenza nel 1848 e condividevano il sogno di un'Italia federale; ma quasi tutti furono bollati come retrogradi, reazionari, sbandati, e cancellati dalla memoria comune. Le storie qui raccolte dallo studioso meridionalista Gigi Di Fiore restituiscono un Risorgimento "al contrario", visto e vissuto dalla parte degli sconfitti... Con e-book scaricabile fino al 31-12-2015.
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Gli ultimi cavalieri di Roma 265-565 d. C.
di MacDowall Simon
editore: Leg - libreria editrice goriziana
pagine: 96
Il crepuscolo dell'impero romano assistette a una rivoluzione nel modo di condurre la guerra, il fante esperto, punto di forza
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Una guerra al tramonto (1944-1945). Dallo sbarco in Normandia alla vittoria degli alleati in Europa
di Atkinson Rick
editore: Mondadori
pagine: 732
Mentre la pallida luce dell'alba si diffondeva sulla Manica, un corpo d'invasione composto da centotrentamila unità si apprest
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Nella notte ci guidano le stelle. La mia storia partigiana
di Del Boca Angelo
editore: Mondadori
pagine: 193
Io non combatto per la mia patria, combatto per mia madre, per rivedere il suo viso
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I crimini di guerra tedeschi in Italia (1943-1945)
di Carlo Gentile
editore: Einaudi
pagine: 585
Dall'estate del 1943 alla primavera del 1945, mentre la Wehrmacht arretra dal Sud al Nord Italia e il nuovo fronte della resistenza prende corpo, il Terzo Reich scatena la violenza delle sue truppe sulla popolazione civile. Uomini, donne e bambini diventano nemici da annientare, bersagli scelti di corpi speciali. Di quelle stragi Carlo Gentile si è occupato da studioso e da perito nei processi che in alcuni casi - come Sant'Anna di Stazzema - sono ancora storia viva. Frutto di anni di ricerca nei principali archivi internazionali compreso il noto "armadio della vergogna" - il suo lavoro ripercorre la storia delle vittime e ci offre un ritratto inedito dei carnefici, spesso militari molto giovani ma fortemente ideologizzati. Già pubblicato in Germania, dove è stato accolto come un importante contributo al dibattito storiografico, lo studio di Gentile è la cronaca di un biennio che ha ferito l'Italia nel profondo, ma soprattutto è un quadro dettagliato, assai significativo, delle strategie di guerra tedesche nel nostro paese.
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I ragazzi che volevano fare la rivoluzione, 1968-1978: storia di Lotta Continua
di Aldo Cazzullo
editore: Mondadori
pagine: 377
Marzo 1963: Palmiro Togliatti parla alla Normale di Pisa. Un ragazzo lo apostrofa: "Perché non avete provato a fare la rivoluzione?". "Provaci tu, se sei capace" risponde irritato il segretario. "Lo farò, lo farò." Il ragazzo si chiama Adriano Sofri. Sei anni dopo fonda Lotta continua. In questa nuova organizzazione rivoluzionaria ci sono i suoi amici pisani, gli studenti che hanno occupato le università, gli operai della Fiat, immigrati, arrabbiati, ribelli. I ragazzi di Lotta continua distribuiscono volantini alle porte delle fabbriche, si scontrano con la polizia, organizzano concerti, finiscono in carcere. Il 12 dicembre 1969 scoprono in piazza Fontana che in gioco ci sono la vita e la morte. Attraverso giornali, volantini, documenti interni al movimento, rapporti di polizia e testimonianze dirette, Aldo Cazzullo ricostruisce in questo libro, qui presentato in una nuova edizione rivista, la storia del più originale gruppo della nuova sinistra italiana, dalla scintilla del Sessantotto alla condanna del delitto Moro. Il suo è il racconto della formazione di politici e intellettuali, delle illusioni svanite nel terrorismo o nella droga, dell'avventura dell'ultima generazione che ha affidato la vita e la ricerca della felicità alla politica.
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I carnefici
di Biacchessi Daniele
editore: Sperling & kupfer
pagine: VII-190
In una tiepida sera di fine estate, nel cortile di una cascina a Monte Sole, un vecchio mostra al nipote un tesoro fatto di fo
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Tito e i suoi compagni
di Pirjevec Joze
editore: Einaudi
pagine: XIII-620
Despota o ribelle? Nonostante trentacinque anni di dittatura, non si può considerare Tito come un tiranno alla stregua di Stal
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