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Medusa Edizioni: Wunderkammer

Colporteurs. I venditori di stampe e libri e il loro pubblico

di Alberto Milano

editore: Medusa Edizioni

pagine: 180

Questo libro racconta la storia di una figura che ebbe tra il XVI e il XX secolo un ruolo rilevante nella creazione e diffusione dell'immaginario collettivo europeo: il Colporteur. Erano venditori di libretti di poco costo sia di soggetto sacro che profano, oppure di lunari, calendari e almanacchi, di ventole o di stampe religiose; in mezzo a loro c'erano anche venditori che mostravano le vedute cittadine all'interno delle scatole ottiche o tramite una lanterna magica. Tutti erano accomunati dalle incertezze di una vita spesa sulle strade, che poteva essere segnata da tragici incontri e dai lunghi spostamenti a piedi per raggiungere il pubblico nelle località più isolate. Il libro traccia per la prima volta in modo esaustivo il ritratto di questo singolare "commerciante" del sapere, componendo anche una esaustiva galleria di stampe che provano come la sua figura fosse presente nell'immaginario degli artisti e della gente comune. Il mestiere del venditore fu molto spesso esercitato con dignità e professionalità tanto da permettere un'ascesa sociale con l'acquisto di un negozio e l'apertura di una propria casa editrice. Non deve quindi essere confuso con i gruppi ambulanti di poveri e ciarlatani che popolavano numerosi le stesse strade e frequentavano gli stessi mercati.
25,00

Tecnica curiosa. Dall'infanzia delle macchine alle macchine inutili

di Portoghesi Paolo

editore: Medusa Edizioni

pagine: 207

Questo libro raccoglie una serie di riflessioni sulle macchine e la loro storia
22,00

I denti di Michelangelo

di Bussagli Marco

editore: Medusa Edizioni

pagine: 175

Il libro affronta un argomento che non solo non è mai stato indagato, ma neppure considerato nella pur sterminata storiografia
19,00

Il genio giapponese

di Focillon Henri

editore: Medusa Edizioni

pagine: 143

L'epoca coloniale, quella tra XIX e XX secolo, oltre le sue ipocrisie civilizzatrici, ha messo in luce, paradossalmente, un'ap
18,50

Caravaggio. Dov'è Matteo? Un caso critico nella Vocazione di San Luigi dei Francesi

editore: Medusa Edizioni

pagine: 105

Per quattro secoli ha goduto il privilegio di essere lui il "vero" Matteo. Da quando Giovan Pietro Bellori, il biografo di Caravaggio, ne aveva accreditato l'identità, nessuno più ne aveva messo in dubbio le credenziali. Poi, a metà degli anni Ottanta del Novecento, alcuni storici manifestarono un dubbio amletico: chi è il "vero" Matteo che Caravaggio ha raffigurato nella Vocazione di San Luigi dei Francesi? Sarà l'uomo dall'aspetto ben curato, la folta barba, sontuosamente vestito, che sembra indicare se stesso rispondendo alla chiamata di Cristo; oppure è il giovane senza barba, la testa fìssa sul tavolo a contare i soldi, che sembra non accorgersi nemmeno dell'entrata di Gesù in scena? Questa seconda ipotesi è stata recentemente riproposta, e nonostante il dibattito svoltosi a metà degli anni Ottanta sia caduto ben presto nel dimenticatoio, l'idea che il "vero" Matteo sia il personaggio a capotavola, rimane suggestiva, ricca di spunti interpretativi e tutt'altro che peregrina. Si tratta di un caso di dissimulazione, non insolito per l'epoca di Caravaggio, oppure di un abbaglio critico? Questo libro raccoglie i testi principali del dibattito svoltosi negli ultimi trent'anni su questo caso, per lo più inediti in Italia. Presentazione di Maurizio Cecchetti.
14,50

Il cadavere della bellezza

La crisi dell'arte

editore: Medusa Edizioni

pagine: 141

Schegge dappertutto, rumori di macchine e motori, scomparsa del paesaggio umano
15,00

Gli automi sono tra noi. Storie di bambole, marionette e meraviglie intelligenti

editore: Medusa Edizioni

pagine: 216

Il libro raccoglie i testi "classici" di Eugenio Battisti, Aldous Huxley, Franco Lucentini, Leonardo Sinisgalli, Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, Edgar Allan Poe, Heinrich von Kleist, René Daumal, Rainer Maria Rilke, Charles Baudelaire incentrati su automi, bambole, marionette. Un'idea forte attraversa e unifica queste pagine: che alla radice del legame ambivalente, diviso tra seduzione e repulsione, che da secoli lega uomini e automi si celino questioni decisive che hanno a che fare con una filosofia della tecnica e con un'antropologia, ossia con i modi di pensare le pratiche e il concetto di essere umano. Le macchine sono dovunque, nelle nostre case, nei nostri corpi e sotto la pelle, strumenti indispensabili, parrebbe, di una vita che vorremmo finalmente liberata dalla fatica e dal dolore. E invece le macchine possono ancora rivelarsi perturbanti: mimesi della vita animale e umana, trionfo di una conoscenza perfetta della meccanica, delle leggi della materia e del moto, l'automa meraviglioso, proprio per questo carattere mimetico, allude a uno sconcertante sovvertimento di gerarchie implicite e indiscusse. Gli automi siamo noi? Di certo, agli occhi di molti, bambole marionette e automi appaiono dotati di una grazia misteriosa, che trasfigura ciò che è meno che umano in qualcosa che sta aldilà dell'umano. E per dissolvere paure e desideri, forse saremmo tutti tentati, come il bambino di Baudelaire, di fare a pezzi bambole e giocattoli per «vederne l'anima». Postfazione di Mario G. Losano.
19,50

Storia del ritratto in cera

di Julius von Schlosser

editore: Medusa Edizioni

pagine: 248

Il retaggio antico del culto dei morti si riflette nelle maschere di cera dell'età moderna, come dinanzi a un'inquietante Medusa; un "mostro" che oggi, dietro i megapixel delle nostre fotocamere, non riusciamo più a scorgere, ma di cui von Schlosser ci aiuta a riconoscere il passaggio, la sopravvivenza di un tratto essenziale, archetipico, della natura umana: quello di "rappresentare per non morire". Questo saggio offre una ricchissima rassegna dei ritratti: passando per il mondo antico, il Medioevo e il Rinascimento, arriva a un'età in cui i volti non vengono più idealizzati e "abbelliti", ma riproducono fino al particolarismo i difetti, le disimmetrie, le "aberrazioni" della vita. Come nei musei delle cere disseminati nel mondo. L'ultimo atto di fedeltà con il quale si chiude l'epoca che precede il cinema.
16,50

Brunelleschi mago

di Giovanni Michelucci

editore: Medusa Edizioni

pagine: 166

Basta leggere questo saggio per capire in quale chiave l'architetto della Chiesa sull'Autostrada si ponga rispetto alla storia e alla funzione dell'architettura nella società. Lo fa in presa diretta, sottraendosi a qualsiasi filtro di segno accademico. Porta alla luce l'anticlassicismo di Brunelleschi, quasi lo fiuta, meglio di tanti critici. Michelucci, intriso di cultura umanistica, sente che col Rinascimento canonizzato, Brunelleschi non c'entra nulla. E dichiara di detestare Palazzo Strozzi, perché rappresenta la negazione delle conquiste liberatrici espresse nelle fabbriche brunelleschiane. Rifiuta le città ideali prefigurate dagli artisti rinascimentali, perché sono asociali, oggetti privati dei ceti dominanti, antitesi del concetto stesso di città. Il rapporto di Michelucci con la storia è, dunque, dinamico, e mira a una libertà senza soggezioni verso il passato. Qual è, infine, il metro con cui valutare l'architettura? È presto detto: "Nonostante l'infinita varietà, gli spazi possibili appartengono sostanzialmente a due categorie: quella dello spazio che vincola e quella dello spazio che libera". A monte c'è una questione etica che va "oltre l'architettura" (per citare Edoardo Persico): quando lo spazio vincola, è contro l'uomo, ma quando è "spazio vivente", libera e si rivela davvero democratico. Prefazione di Paolo Portoghesi. Postfazione di Corrado MArcetti.
16,00

Jolly Roger. Le bandiere dei pirati

di Renato Giovannoli

editore: Medusa Edizioni

pagine: 222

Non tutti sanno che la bandiera pirata con il teschio e le tibie incrociate si chiama Jolly Roger, né che è esistita un'ampia varietà di Jolly Rogers dove un teschio o uno scheletro apparivano insieme a clessidre, spade e cuori trafitti. Il repertorio di bandiere regolarmente riproposto dai libri divulgativi sulla pirateria è però in buona parte un prodotto del Novecento, e nessuno sa chi sia veramente l'allegro Ruggero che ha dato il nome a quelle bandiere. Questo è il primo studio approfondito sull'argomento, che traccia la storia delle bandiere dei pirati, narra la loro leggenda e spiega il loro simbolismo nel contesto culturale in cui nacquero. Dopo avere restituito a ogni capitano pirata la sua vera bandiera sulla base delle fonti d'epoca, facendo piazza pulita di errori, falsi e attribuzioni leggendarie, l'autore accompagna il lettore in un'avventurosa navigazione attraverso l'"underworld" delle organizzazioni corporative e iniziatiche criminali del Medioevo e della prima Età Moderna col fine di decifrare il senso di quegli enigmatici vessilli. Robin Hood e le Danze Macabre, i Tarocchi e Francois Villon, Saturno e un misterioso tatuaggio carcerario, l'iconografia apocalittica della spada fiammeggiante e il simbolismo templare del Parzival sono solo alcune delle tessere di un puzzle che poco a poco si ricompone, restituendo un vivido affresco di quell'Europa maledetta che, riversatasi nelle Americhe, dominò i mari per qualche decennio tra Sei e Settecento.
24,00

Il «Gran teatro montano». Saggi su Gaudenzio Ferrari

di Giovanni Testori

editore: Medusa Edizioni

pagine: 120

Giovanni Testori esalta il capolavoro di uno degli artisti del passato a lui più vicini: Gaudenzio Ferrari. Il «teatro» a cui il titolo fa riferimento è il Sacro Monte di Varallo, straordinario ensemble di cappelle che racconta e mette in scena la vita di Cristo. Fu il Ferrari a portare alla massima espressione quella che fin dai primi pensieri del francescano Bernardino Caimi doveva diventare una «Gerusalemme delle Alpi», concependo un luogo dove architettura, pittura e scultura - immerse nella natura - chiamano pellegrini e visitatori a un coinvolgimento misterioso. Sin dalle prime visite fatta da ragazzo al Sacro Monte lo scrittore di Novate venne folgorato da questo luogo e, divenuto storico dell'arte, vi dedicò numerosi studi, incentrati su Gaudenzio Ferrari, ma proiettati anche sull'opera di Giovanni D'Enrico e del fratello, Tanzio da Varallo, protagonisti del Sacro Monte nel Seicento. Si deve a Testori il riconoscimento del valore assoluto, oggi condiviso da tutti, del monumento varallino. E questo libro ne documenta gli sviluppi secondo una idea «totale» che la storiografia successiva non ha smento, anzi ha suffragato con nuove prove. Un libro fuori dagli schemi, che intreccia critica e «romanzo», e si rivolge anche a un pubblico di non specialisti.
19,50

Il re del fiume d'oro

di John Ruskin

editore: Medusa Edizioni

pagine: 64

Il Re del Fiume d'Oro è un racconto lieve, una favola che John Ruskin dedicò alla futura moglie, Effie Grey, sorprendendola con una scrittura che vive dentro una fragilità incantata. Ma è davvero solo una favola? O è qualcosa di più? I "Fratelli Neri", Schwartz e Hans, sono gli imprenditori di un florido sistema di spoliazione radicale dell'habitat, delle persone e del loro lavoro; alla loro spregiudicatezza sembra arridere la fortuna apparentemente cieca che solo il mercato riserva al coraggio della cattiveria. Un sistema così congegnato non può che produrre ricchezza a esclusivo uso dei due "Fratelli Neri", escludendo tutti gli altri, i contadini per primi. Ci sarà bisogno di Gluck, il terzo dei fratelli, il più vessato e perdente ma in realtà il salvatore, attraverso la sua bontà, di un'etica dell'economia che ridistribuisce la ricchezza prodotta con una misura equa. Questa favola dall'intimo risvolto sociale, dove giustizia e dimensione religiosa convivono in un'etica solidale, spiega il senso della giustizia ai bambini di oggi, spesso distratti dalle infinite attrattive di un mondo che sempre più opera e si comporta come i "Fratelli Neri" della favola.
9,00

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