Mimesis: Eterotopie
Grammatiche della percezione
di Caterina Zaira Laskaris
editore: Mimesis
pagine: 146
L'arte nasce dalla percezione e trova il suo senso nell'essere percepita, costituisce pertanto un buon terreno sul quale misurare la nostra capacità di prestare attenzione all'atto di visione, che compiamo in modo automatizzato, e di comunicarlo. Attraverso l'esempio dell'approccio percettivo alle opere d'arte, si intende mettere a fuoco il tema del rapporto attuale con le immagini e con gli oggetti e soprattutto valorizzare l'esperienza di percezione in termini più generali, come elemento fondante dell'esperienza estetica e creativa.
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La fiction e la vita. Lettura, benessere, salute
di Stefano Calabrese
editore: Mimesis
pagine: 177
Il volume studia gli effetti della fiction (romanzi, film, serial TV) sul corpo in termini di incremento dell'empatia, diversificazione dei trasmettitori neurochimici, consolidamento del Sé, miglioramento delle capacità di mind reading, terapia dell'autismo, ecc. Si tratta di argomenti che la comunità scientifica internazionale sta scoprendo proprio in questi anni e ancora poco noti in Italia, di cui ha parlato un articolo apparso su "Nature" di recente. Il volume documenta il fatto che oggi le fiction "fanno bene" e ne spiega a lungo le ragioni, mentre in passato gli effetti erano considerati negativi, come appare evidente dal case-study dedicato ai lettori normanni di Madame Bovary e al gioco di identificazioni incrociate cui essi hanno dato luogo.
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La resistenza della differenza. Tra liberazione e dominio
di Irene Strazzeri
editore: Mimesis
pagine: 111
Parlare di resistenza oggi significa partire dal rapporto con il suo contrario, con il potere che la definisce. Significa operare in controluce, derivare i suoi contorni man mano che si rendono visibili quelli del suo opposto, procedere evitando la critica neutra al potere in quanto istituzione e riflettere sui suoi contenuti di opposizione. La via intrapresa in questo libro consiste nell'attribuzione di un sesso alla resistenza, in ragione della significazione anti-universalista e incarnata che la differenza femminile ha messo in campo rispetto all'universale maschile. Pratiche di resistenza diventano allora tutte quelle capaci di portare con sé un contenuto particolaristico, liminale, non neutro e non neutralizzante rispetto ai sessi, alle sessualità, alla diversità degli orientamenti. Il campo di individuazione di queste pratiche rientra nello spazio definito dalla dialettica tra due ambiti dell'esperienza sociale contemporanea: le pratiche di liberazione e la logica del dominio. In questo libro il significato di resistenza è l'opposto di quello di potere, mentre le strade per riconoscerne le tracce sono circoscritte a tre: la deduzione del loro contenuto per converso, la sessuazione del loro significato, la riduzione del conflitto allo spazio oppositivo tra libertà femminile e dominio.
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Immaginare il futuro. La società di domani vista dagli intellettuali di oggi
di Carlo Bordoni
editore: Mimesis
pagine: 171
Questo libro vuole essere una "fotografia" del presente, della società agli inizi del terzo millennio, rispetto all'immagine del suo futuro. Una fotografia in prospettiva, un campo lungo, che parte dalle difficoltà, dalle incertezze, dallo stato di crisi del presente per guardare lontano. Per farlo abbiamo rivolto la stessa domanda - "Come immagini la società di domani?" - a un gruppo di intellettuali, filosofi, scienziati, sociologi, critici, storici, etologi, psicologi, politologi. Alcuni hanno accettato con entusiasmo, altri hanno ritenuto opportuno avvalersi della facoltà di non rispondere. La difficoltà a soffermarsi a riflettere sul futuro del mondo in cui viviamo tradisce il timore di guardare avanti, oltre i limiti fisici e mentali del proprio orizzonte. Perfettamente in linea con lo spirito odierno, permeato d'incertezze, che spinge ad aggrapparsi al presente, di cui si conoscono almeno i contorni e le problematiche.
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Guardare la radio. Prima storia della radiovisione italiana
di Simone Di Biasio
editore: Mimesis
pagine: 132
"Che un giorno non tanto lontano noi potremo radiovedere non è in alcun modo dubbio": così scriveva il Radiocorriere nel 1931. Ma quanti oggi guardano la radio, oltre che sentirla? Che cos'è la radiovisione? Secondo Maurizio Costanzo "è una radio che studia da televisione" e questo aiuta già a distinguere: la storia della radiovisione non è la storia della radiotelevisione italiana. O meglio, è una storia della televisione dal punto di vista della radio, il medium sempre dato per spacciato e invece puntualmente rinato. Attualmente la radiovisione è una precisa tecnologia di trasmissione e dunque il termine ha bisogno di essere definito univocamente. Non si tratta di un'espressione moderna: dal 1920 al 1947 è stato il vecchio nome della "grande sorella" tv ai tempi dei primi "esperimenti radiovisivi" dell'EIAR (ma anche di singoli), mentre nel 2000 il network Rtl 102.5 (e con esso altre realtà) ha ridefinito il concetto dando uniformità ai processi di rimediazione. Al centro di queste due epoche sta inoltre il periodo florido della "musica da vedere" negli Anni Settanta e Ottanta, quando le prime radio libere trasmettevano anche in televisione e quest'ultima prendeva in prestito dalla radio linguaggi e fortunati programmi. Questo saggio è una storia di convergenza tecnologica e l'affermazione dell'ecologia comunicativa secondo cui ogni nuovo medium non espunge il precedente, bensì lo integra nel proprio ecosistema mediale.
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Antropologia dei clown. Percorsi rizomatici tra liminalità e anti-struttura
di Enrico Nivolo
editore: Mimesis
pagine: 246
"Antropologia dei clown" è un testo che esplora i territori all'interno dei quali è possibile incontrare i re della risata: tali territori vengono raggiunti attraverso un approfondito percorso espositivo che incomincia dall'analisi del processo antropo-poietico egemone nella società contemporanea occidentale. Stando alle analisi di Francesco Remotti, l'antropo-poiesi processo di costruzione degli esseri umani - può essere messa in atto in molteplici modi e varia a seconda dello spazio che viene lasciato al dubbio durante questo lungo cammino. Se, da un lato, il capitalismo ha pochi dubbi su come l'essere umano debba essere forgiato, al suo interno sono presenti forme di antropo-poiesi alternative che concedono poco terreno alle certezze. Tra esse la clown-poiesi - prassi necessaria a divenire clown - è totalmente incentrata sul fallimento: il clown è colui che fa fiasco, colui che fallisce ciò che prova a fare nella convinzione di saperlo fare meglio di tutti. Il clown, inoltre, grazie alla sua posizione liminale, è in grado di trascinare l'audience all'interno del mondo soggiuntivo da lui creato, concedendogli la possibilità di riflettere sull'intera società. Il fallimento del clown sul palco, infine, permette al performer che lo interpreta di tracciare linee di fuga ("ligne de fuite") nella propria vita e, pertanto, la clown-poiesi può essere definita come un processo deterritorializzante. Introduzione di Francesco Remotti.
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A Milano con Benjamin. Soglie ipermoderne tra «flânerie» e «time-lapse» (1912-2015)
di Maletta Rosalba
editore: Mimesis
pagine: 153
Milano è acquatica, città di fantasmagoriche apparizioni eco-tecnologiche; è la città dei giardini verticali e sommersi
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Lacan zen. L'altra psicoanalisi
di Arena Leonardo V.
editore: Mimesis
pagine: 60
Un Lacan come non si è mai visto, al di là delle ricostruzioni manualistiche o edulcorate, centrato sugli "Altri scritti" e ac
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Tiratura illimitata. Dal crowfunding ai native ads: inchiesta sul giornalismo che cambia
di Signorelli Andrea D.
editore: Mimesis
pagine: 97
Quand'è che l'informazione online si è ridotta a essere una sequela di articoli LOL da colonna destra e di gallery di gattini?
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La parte cattiva dell'Italia. Sud, media e immaginario collettivo
editore: Mimesis
pagine: 402
Cos'è il Sud Italia nella comunicazione di massa? Come viene narrato? Queste domande hanno rappresentato il punto di partenza dell'indagine proposta in questo libro. "La parte cattiva dell'Italia" analizza con gli strumenti della sociologia della comunicazione gli elementi di un racconto meridionale che si sbriciola in una perenne altalena tra stereotipi e occasioni di innovazione. Il quadro che ne scaturisce registra una consistente rimozione dell'antica questione meridionale e un suo slittamento ideologico e semantico verso un apparentemente più tranquillizzante "Fattore M", cioè un viluppo di problematiche e di atteggiamenti interpretativi che si fanno via via più chiari indagando telegiornali e testate nazionali, siti internet e opinioni di protagonisti dell'industria culturale. Oggi che tutti gli indicatori confermano la drammatica condizione del Sud all'interno di una crisi profonda e perdurante, occorre ammettere che la rimozione di un terzo dell'Italia dal dibattito nazionale non aiuta né il Sud né l'Italia.
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Mi metto in vetrina. Selfie, Facebook, Apple, Hello Kitty, Renzi e altre «vetrinizzazioni»
di Vanni Codeluppi
editore: Mimesis
pagine: 118
La possibilità di utilizzare facilmente i media per comunicare con gli altri moltiplica i messaggi che ciascun individuo produce su se stesso. Ne è un esempio l'abitudine di scattarsi selfie per diffonderli in Rete, diventata oggi una dilagante pratica di massa. Questo libro si occupa di tale pratica, ma tratta anche di altri importanti fenomeni sociali (dai social network alla propaganda politica) che mostrano con chiarezza come siano in forte crescita i messaggi che le persone producono per parlare di sé e che sono parte di una potente tendenza operante da tempo nelle società occidentali: la "vetrinizzazione sociale".
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Navigazione a vista. Un porto in disuso e nuovi moli
di Gianfranco La Grassa
editore: Mimesis
Colombo, salpando da Palos, conosceva bene il suo porto di partenza. Quando salpò, scelse una direzione ben precisa e levò le ancore pensando di andare alle Indie. In realtà scoperse qualcosa di inaspettato e sconosciuto, che dovette esplorare. Era però necessario che conoscesse bene la collocazione del porto di partenza. Altrimenti, avrebbe preso il mare navigando senza orientamento e chissà se sarebbe arrivato da qualche parte. Un marxista deve partire da Marx; attestarsi su una determinata rotta con la convinzione di voler arrivare comunque a qualcosa di nuovo, che non può più aspettare dopo un secolo e mezzo di continuo calpestare il solito suolo, di ancoraggio nella solita rada. Restare attestati alla fonda dopo tanto tempo implica che non si è "marinai" se non a chiacchiere. Partire però senza nemmeno sapere dove si stava stazionando durante i preparativi del viaggio, significa votarsi a vagare in alto mare senza cognizione di quale rotta effettiva si sta seguendo. Questo testo ha un impianto molto chiaro e ben definito. Nella prima parte si pone in luce qual è l'effettiva problematica affrontata da Marx. Nella seconda parte se ne pone in luce lo spirito prettamente scientifico contro i tentativi di ridurlo a mero filosofeggiare e per di più con una visione intrisa di utopia.
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