Mimesis: Eterotopie
Le conseguenze della guerra. Riflessioni sullo «Jus post bellum»
di Michael Walzer
editore: Mimesis
pagine: 73
Il filosofo Michael Walzer e la sua "teoria delle guerre giuste e delle guerre ingiuste" acquisiscono in questo momento storic
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Andy Warhol's tv. Dall'arte alla televisione
di Anna Luigia De Simone
editore: Mimesis
pagine: 201
Eccentrico, famoso, influente, geniale, forse l'ultima celebrity dell'arte contemporanea
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Il giuramento di Annibale. Le Brigate rosse: un vertice di osservazione psicoanalitico
di Adriano Voltolin
editore: Mimesis
pagine: 196
Il volume prende in esame, a partire da memorie e testimonianze, il tragitto formativo del gruppo fondatore delle Brigate Ross
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L'ornamento. Percorsi teorici tra letteratura e arti applicate
di Laura Gilli
editore: Mimesis
pagine: 116
Il volume intende illustrare la nozione di ornamento nel dialogo tra letteratura e arti applicate tra metà Ottocento e inizi N
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Marx a rovescio
di Bruno Pinchard
editore: Mimesis
pagine: 187
La promessa marxista di cambiare il mondo non è stata mantenuta
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Altre stelle. Un viaggio nei centri antiviolenza
di Luca Martini
editore: Mimesis
pagine: 114
"Sono tanti gli strumenti che dovrebbero essere messi in campo per contrastare la violenza endemica di cui sono oggetto le don
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Ora e sempre No Tav. Pratiche e identità del movimento valsusino contro l'alta velocità
di Roberta Chiroli
editore: Mimesis
pagine: 187
Condannata in primo grado a due mesi di carcere per "concorso morale in violenza aggravata e occupazione di terreni" a causa d
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Grammatiche della percezione
di Caterina Zaira Laskaris
editore: Mimesis
pagine: 146
L'arte nasce dalla percezione e trova il suo senso nell'essere percepita, costituisce pertanto un buon terreno sul quale misurare la nostra capacità di prestare attenzione all'atto di visione, che compiamo in modo automatizzato, e di comunicarlo. Attraverso l'esempio dell'approccio percettivo alle opere d'arte, si intende mettere a fuoco il tema del rapporto attuale con le immagini e con gli oggetti e soprattutto valorizzare l'esperienza di percezione in termini più generali, come elemento fondante dell'esperienza estetica e creativa.
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La resistenza della differenza. Tra liberazione e dominio
di Irene Strazzeri
editore: Mimesis
pagine: 111
Parlare di resistenza oggi significa partire dal rapporto con il suo contrario, con il potere che la definisce. Significa operare in controluce, derivare i suoi contorni man mano che si rendono visibili quelli del suo opposto, procedere evitando la critica neutra al potere in quanto istituzione e riflettere sui suoi contenuti di opposizione. La via intrapresa in questo libro consiste nell'attribuzione di un sesso alla resistenza, in ragione della significazione anti-universalista e incarnata che la differenza femminile ha messo in campo rispetto all'universale maschile. Pratiche di resistenza diventano allora tutte quelle capaci di portare con sé un contenuto particolaristico, liminale, non neutro e non neutralizzante rispetto ai sessi, alle sessualità, alla diversità degli orientamenti. Il campo di individuazione di queste pratiche rientra nello spazio definito dalla dialettica tra due ambiti dell'esperienza sociale contemporanea: le pratiche di liberazione e la logica del dominio. In questo libro il significato di resistenza è l'opposto di quello di potere, mentre le strade per riconoscerne le tracce sono circoscritte a tre: la deduzione del loro contenuto per converso, la sessuazione del loro significato, la riduzione del conflitto allo spazio oppositivo tra libertà femminile e dominio.
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Immaginare il futuro. La società di domani vista dagli intellettuali di oggi
di Carlo Bordoni
editore: Mimesis
pagine: 171
Questo libro vuole essere una "fotografia" del presente, della società agli inizi del terzo millennio, rispetto all'immagine del suo futuro. Una fotografia in prospettiva, un campo lungo, che parte dalle difficoltà, dalle incertezze, dallo stato di crisi del presente per guardare lontano. Per farlo abbiamo rivolto la stessa domanda - "Come immagini la società di domani?" - a un gruppo di intellettuali, filosofi, scienziati, sociologi, critici, storici, etologi, psicologi, politologi. Alcuni hanno accettato con entusiasmo, altri hanno ritenuto opportuno avvalersi della facoltà di non rispondere. La difficoltà a soffermarsi a riflettere sul futuro del mondo in cui viviamo tradisce il timore di guardare avanti, oltre i limiti fisici e mentali del proprio orizzonte. Perfettamente in linea con lo spirito odierno, permeato d'incertezze, che spinge ad aggrapparsi al presente, di cui si conoscono almeno i contorni e le problematiche.
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Media art. Prospettive delle arti nel XXI secolo. Storie, teorie, preservazione
di Valentino Catricalà
editore: Mimesis
pagine: 161
"Tutte le arti sono media, ma l'espressione 'media art' è giunta ad avere un significato speciale. [...] Oggi le media art non solo affrontano i grandi temi del nostro tempo. Esse risiedono negli stessi media di cui parlano. Il contemporaneo è globale, ma solo a causa dei media che rendono possibile la globalizzazione. Tali media non sono evidenti praticamente da nessuna parte nella pratica mainstream dell'arte che vediamo nelle biennali da Venezia a San Paolo. Gli artisti, invece, sempre di più sono cresciuti in un mondo di cambiamento costante, dove la TV è passata da essere un'emittente di stato a centinaia di canali in streaming. E gli spettatori sono passati da comunità radunate in grandi sale ad un coinvolgimento profondamente personale con uno schermo non più grande del palmo della tua mano e auricolari per proteggerti dalla distrazione di altre persone. [...] Catricalà ci conduce verso questi strani incontri, introducendoci alle ricche eredità e al futuro delle più importanti arti degli ultimi cento anni. Ponendo una questione capitale: come possiamo diventare umani nella nuova costellazione in cui ora stiamo arrivando?" (Dalla Prefazione di Sean Cubitt, Goldsmith, University of London)
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Guardare la radio. Prima storia della radiovisione italiana
di Simone Di Biasio
editore: Mimesis
pagine: 132
"Che un giorno non tanto lontano noi potremo radiovedere non è in alcun modo dubbio": così scriveva il Radiocorriere nel 1931. Ma quanti oggi guardano la radio, oltre che sentirla? Che cos'è la radiovisione? Secondo Maurizio Costanzo "è una radio che studia da televisione" e questo aiuta già a distinguere: la storia della radiovisione non è la storia della radiotelevisione italiana. O meglio, è una storia della televisione dal punto di vista della radio, il medium sempre dato per spacciato e invece puntualmente rinato. Attualmente la radiovisione è una precisa tecnologia di trasmissione e dunque il termine ha bisogno di essere definito univocamente. Non si tratta di un'espressione moderna: dal 1920 al 1947 è stato il vecchio nome della "grande sorella" tv ai tempi dei primi "esperimenti radiovisivi" dell'EIAR (ma anche di singoli), mentre nel 2000 il network Rtl 102.5 (e con esso altre realtà) ha ridefinito il concetto dando uniformità ai processi di rimediazione. Al centro di queste due epoche sta inoltre il periodo florido della "musica da vedere" negli Anni Settanta e Ottanta, quando le prime radio libere trasmettevano anche in televisione e quest'ultima prendeva in prestito dalla radio linguaggi e fortunati programmi. Questo saggio è una storia di convergenza tecnologica e l'affermazione dell'ecologia comunicativa secondo cui ogni nuovo medium non espunge il precedente, bensì lo integra nel proprio ecosistema mediale.
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