Mimesis: Eterotopie
La dolcezza delle lacrime. Il mito di Orfeo
di Eva Cantarella
editore: Mimesis
pagine: 69
Al suono della sua lira si immobilizzano le Simplegadi, le isole mobili che rischiano di far naufragare la nave Argo. La sua voce impedisce a quella malefica delle Sirene di ammaliare gli Argonauti. Nell'Ade, ascoltando il suo canto, le anime dei defunti piangono, le Erinni conoscono per la prima volta la dolcezza delle lacrime, Tantalo dimentica la fame e la sete eterne che lo tormentano. La sua storia con Euridice è la celebrazione più alta del supremo potere di incantamento della musica. Orfeo è il poeta.
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Così perfetti e utili. Genealogia dello sfruttamento animale
di Benedetta Piazzesi
editore: Mimesis
pagine: 184
Questo saggio inaugura un lavoro genealogico sul potere zootecnico: una sorta di scavo archeologico tra gli archivi scientifici e tecnici, volto a ricostruire il verbale del potere di usare gli animali. Dal mondo agricolo preindustriale al moderno allevamento biologico, i processi storici hanno modificato i metodi e le finalità di sfruttamento animale, che sono qui osservati secondo linee di continuità e momenti di svolta. Secondo una prospettiva sensibile ai concetti di fondo della politica moderna è messa in luce la circolazione di queste categorie tra dentro e fuori il luogo apparentemente non politico dell'allevamento. Ciò permette di sondare la parentela tra l'istituzione zootecnica e gli altri istituti di sapere-potere che si vanno formulando in quella medesima età dell'oro delle scienze che si situa tra rivoluzione scientifica e rivoluzione industriale. Sotto questa lente le tecniche di governo sui non umani ci appaiono a tratti inedite, a tratti spiranti una certa "aria di famiglia" comune ad altri luoghi di potere, dove i viventi sono resi perfetti in quanto utili e in cui è portata a compimento l'utilità della perfezione. Un'interrogazione delle orme lasciate dagli animali nel passato, utile per il presente nella proposta di una messa in mora di letture destoricizzanti e metafisiche che investono sia i soggetti animali che il potere che ci coinvolge. In cambio di uno spazio lasciato alla liberazione.
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La democrazia senza qualità. Le «promesse non mantenute» della teoria democratica
di Palano Damiano
editore: Mimesis
pagine: 209
La convinzione che alimenta i saggi raccolti in questo volume è che la teoria "realistica" della democrazia, costruita a parti
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Breviario per (i) Don Chisciotte. Taccuino di pedagogia della rivoluzione
di Antonia C. Scardicchio
editore: Mimesis
pagine: 82
In ragione della sua brevità può esser definito un instant book, sebbene non correlato ad un fatto di cronaca. Eppure alla "cronaca" di ogni quotidianità risulta legato se lo si intende come laico breviario anti-lamentazione in un tempo di straripante cinismo, mentre profeti "dissennatori" sentenziano che non ci resta che piangere e che l'impegno, l'etica, il decentramento sono imprese... donchisciottesche. E dunque: risemantizzare il senso dell'impresa e della visione di don Chisciotte - come da intuizione di Erri De Luca - è l'obiettivo principale del volume che è il Manifesto della "Hope School" (la prima Scuola di Speranza italiana) fondata dall'autrice. Verso un realismo che non coincide con la perdita dell'immaginazione, una follia che non coincide con la rinuncia alla ragione, una crisi che non coincide con la sconfitta.
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Farsi tramite. Tracce e intrighi delle relazioni educative
di Emanuela Mancino
editore: Mimesis
pagine: 312
È possibile conciliare la costruzione e l'educazione di sé con le ragioni o le regioni dell'altro? Come e dove si incontrano i desideri di progetto, di costruzione, di messa al mondo del proprio esserci e del proprio mondo con un'alterità che si impone come precedenza o contesto, come condizione o confine, come inconquistabile imprendibilità o territorio da cui fuggire? Lo spazio dell'altro suggerisce esilio o inclusione, separazione o convivenza, contatto, conflitto, scambievolezza e meraviglia. Ma anche e ancora silenzio, negazione, solitudine, reciprocità e confronto. L'alterità è spesso quell'entroterra che non conosciamo finché non lo vediamo trasformarsi nella nostra voce, nelle nostre parole. È così che si entra nei labirinti del senso. Entroterra a loro volta del nostro essere non solo perduti, ma del nostro esserci inoltrati, del nostro esserci confusi. "Farsi tramite" è un testo che si inoltra nello spazio del nesso tra educazione, relazione e narrazione. La relazione si intende sia come un legame sociale, sia come un rapporto tra concetti, sia un resoconto o un racconto di un evento. In una prospettiva educativa, le relazioni vengono in queste pagine messe-in-relazione, ovvero rivissute, narrate, esperite e ricercate a partire da alcune dimensioni filosofiche ed esistenziali centrali, come la libertà, il limite, il desiderio, il tradimento, il dialogo, l'ascolto, lo sguardo. .
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Uscire dall'economia. Un dialogo fra decrescita e critica del valore: letture della crisi e percorsi di liberazione
editore: Mimesis
pagine: 122
La crisi innescata dai mutui subprime nel 2008 non dà alcun segno di rallentamento
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In nome dell'etnia. Costruzioni identitarie e genocidio in Burundi
di Marta Mosca
editore: Mimesis
pagine: 134
Quando l'identità etnica diventa strumento di ordine, potere e rivendicazione, tutto ciò che esce dai suoi serrati confini diventa alterità da eliminare. Irrigidire le identità all'interno di categorie immobili, dai contorni sigillati e impermeabili significa del resto negare qualsiasi tipo di relazione fra di esse, fino ad arrivare alla soluzione finale: la negazione dell'Altro. Il caso del Burundi e del Rwanda è emblematico a riguardo. La creazione delle etnie, che prende pienamente forma in epoca coloniale, e la conseguente imposizione di una logica identitaria innescano un processo di trasformazione di Hutu e Tutsi da categorie relative a categorie assolute. Ogni individuo acquisisce così un'identità immutabile fissata nero su bianco dai documenti di riconoscimento, introdotti dai colonizzatori belgi negli anni '30, su cui viene "scolpita" una volta per tutte l'etnia di appartenenza. Il totalitarismo etnico che si impone provocherà tragiche conseguenze sociali, culturali e politiche che in questo lavoro vengono analizzate e interpretate sia come elemento di de-strutturazione dei precedenti sistemi di riferimento, che come causa di impoverimento culturale. La ricerca sul campo svolta in Burundi tra 2009 e 2010 costituisce il cuore di questo libro che, inserendosi nel quadro teorico formato da antropologia culturale e postcolonial studies, affronta con particolare attenzione le problematiche legate alle dinamiche identitarie e alle costruzioni coloniali. Intorduzione di Francesco Remotti.
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Lo spettatore ironico. La solidarietà nell'epoca del post-umanitarismo
di Lilie Chouliaraki
editore: Mimesis
pagine: 292
Quali emozioni proviamo nel partecipare a un quiz online, scoprire le confessioni personali della nostra star preferita, assistere dal vivo a un concerto rock o condividere il tweet di un giornalista? Muovendo dalla relazione tra "ciò che si prova" e "ciò che si può fare" in un'epoca di clicktivism e branding umanitario, il libro analizza i modi in cui la comunicazione della solidarietà verso gli altri distanti e vulnerabili è mutata nel corso degli ultimi quattro decenni. Attraverso le campagne di Oxfam e Amnesty International, l'advocacy di Audrey Hepburn e Angelina Jolie, i concerti di Live Aid e Live 8, le informazioni giornalistiche e il live blogging di catastrofi riportate dalla BBC, l'autrice ci invita a comprendere con maggiore chiarezza come lo spettacolo della sofferenza stia impercettibilmente ma inesorabilmente trasformando l'occidente in un tipo specifico di attore pubblico: lo spettatore ironico delle vulnerabili vite altrui.
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Storia della paura. Gli inconfessabili retropensieri collettivi dell'Occidente
di Pellizzetti Pierfranco
editore: Mimesis
pagine: 206
Seguendo una via mediana tra ermeneutica del sospetto e archeologia del pensiero politico, l'indagine sulle paure "oscurate" d
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L'anima e la danza
di Paul Valéry
editore: Mimesis
pagine: 53
La vita è una donna che danza. Così afferma Socrate, in questo dialogo del poeta che, dall'alleanza indefinibile di suono e senso, crea la musica per un corpo in continua trasformazione vitale. Paul Valéry arriva alla danza dalle parole. Quando danza si fa l'unico nome possibile per la "poiesi", il gesto creatore diviene ritmo e materia inedita della carne. Danza è il suo continuo rinnovamento che accoglie il battito del cuore, del tempo e delle cose sempre ancora da amare.
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La saggezza del danzatore
di Dominique Dupuy
editore: Mimesis
pagine: 87
"La Sagesse du Danseur" è stato pubblicato in Francia nel 2011 dall'editore Jean-Claude Béhar all'interno della Collana "Saggezza di un mestiere": e se la pratica di un mestiere fosse anche un percorso iniziatico, un cammino verso la conoscenza di sé e del mondo? La saggezza del danzatore è un libro di danza scritto da un danzatore che, di pagina in pagina, si apre a un pubblico trasversale, non solo di addetti ai lavori, ma di tutti coloro capaci di entrare nelle pieghe delle parole. Leggerlo è un'esperienza corporea prima che mentale. Scritto nel "fiore" della vecchiaia, commuove per la capacità di trattare con candore e profondità ogni argomento affrontato. I ricordi del bambino e le riflessioni dell'adulto si succedono uno dopo l'altro, senza sosta, con un soffio lungo e ritmato, con silenzi e accelerazioni, con veemenza e con delicatezza. Un'occasione non solo per conoscere umanamente Dominique Dupuy, il suo essere danzatore, ma anche per accogliere una visione più ampia della danza, la sua trasmissibilità e pedagogia. È possibile, attraverso queste pagine, immaginare Dupuy all'opera. Perché, come egli dice, "si danza per essere guardati".
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