Mondadori: Lo specchio
Chilometri da casa
di Nicola Vitale
editore: Mondadori
pagine: 104
Nicola Vitale è poeta e pittore e in questo nuovo libro - un vero e proprio poema - convoca, tra le innumerevoli immagini che
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Visioni dell'aldilà prima di Dante
editore: Mondadori
pagine: 278
Questa raccolta di importanti testi due-centeschi può essere una felice scoperta, afferma Marco Santagata nella sua premessa
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Il moto delle cose
di Giancarlo Pontiggia
editore: Mondadori
pagine: 160
È una poesia di pensiero, quella di Giancarlo Pontiggia, alimentata peraltro, sempre, da un'immaginazione fervida eppure contr
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Canti postumi. Testo inglese a fronte
di Ezra Pound
editore: Mondadori
pagine: 298
I «Canti postumi» costituiscono una scelta basata su criteri poetici
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Maniere nere
di Isabella Leardini
editore: Mondadori
pagine: 128
Con questa nuova, organica opera, Isabella Leardini tocca il punto più alto della sua vicenda poetica
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Farfalla di Dinard
di Eugenio Montale
editore: Mondadori
pagine: 448
Con il passare dei decenni, "Farfalla di Dinard" (1956) sempre più consolida la sua natura di classico speciale per l'estro de
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Le cose del mondo
di Paolo Ruffilli
editore: Mondadori
pagine: 198
Nel suo percorso poetico, Paolo Ruffilli ha praticato strade diverse, sempre confermandosi in una coerente, limpida solidità d
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Poesie di guerra e di mare. Testo inglese a fronte
di Herman Melville
editore: Mondadori
pagine: 175
La ben nota grandezza di Herman Melville trova piena e sorprendente conferma nella sua poesia, dove l'autore di "Moby Dick" na
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Prove di libertà
di Stefano Dal Bianco
editore: Mondadori
pagine: 112
A undici anni dal suo libro precedente, "Ritorno a Planaval", che aveva segnato, con l'autorevole avallo di Pier Vincenzo Mengaldo, uno dei punti più originali di una generazione, quella dei nati negli anni Sessanta, oggi giunti alla loro piena maturità, Stefano Dal Bianco conferma l'inquietudine profonda del suo rapporto con l'esistere e la sua ansia di libertà in un mondo di "anime costrette". Scandita in sette parti, come le sette note della scala musicale, questa nuova opera di Dal Bianco esplora le contraddizioni del sentimento e del pensiero, l'antinomia tra spinta alla consapevolezza e lievità di una più naturale adesione alla vita, come è efficacemente espresso, con mano leggera e tenerezza di cuore, nelle poesie dedicate alla contemplazione del figlio bambino nella dolce sospensione del suo sonno. A questa trasognata esistenza che non cerca di identificarsi si contrappone l'ansia del soggetto che al tempo stesso ricerca e respinge il proprio essere un "io" e che si coglie irrilevante nella sua minima realtà in un mondo, in una terra "che non è niente", e dove gli si prospetta il sempre più prossimo "buco della morte", coincidente con il "niente dell'inizio", sempre pronto impassibilmente a risucchiarlo. Il nucleo di dolore, disagio e solitudine, di cui Dal Bianco parla spesso in queste sue liriche, parrebbe allora eludibile in una sorta di immersione sospesa nella muta libertà della natura, nella "somma libertà del tutto", nella forse divina libertà del cosmo.
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Condominio delle soprese
di Nicola Vitale
editore: Mondadori
pagine: 108
Un'umanissima, delicata pazienza attraversa questi nuovi versi di Nicola Vitale, osservatore acuto dell'esserci, poeta capace di cogliere in profondo, eppure al tempo stesso con semplicità, il manifestarsi complesso di un reale tanto veloce e assurdo, nel nostro tempo, tanto apparentemente spettacolare e rumoroso. E in questa strenua attenzione a ciò che si nasconde dietro il fragore della superficie, Vitale riesce a scandire - oltre a un felice succederei di immagini concrete eppure lievissime, di ambienti tra i più diversi, dalle gabbie dei condomini cittadini all'apertura della luce nei paesaggi - soluzioni di pacata saggezza, a volte vere e proprie sintesi definitorie della nostra condizione: "Siamo qui / corpi di una specie incredula / rinnovata all'infinito", oppure: "ogni progetto / non è che desiderio d'altro", "certi oggi di essere / cose tra le cose". I percorsi di questo pensiero sottile e acutissimo sono vari e suggeriti nelle loro fasi da alcune parole chiave, come "corpo" e "casa", "tempo" e "sentimento". Vitale, come già dai suoi esordi, come nel precedente Progresso nelle nostre voci, tende a ridefinire realtà e linguaggio secondo un'esigenza fortissima di ritorno a una limpidezza dello sguardo e del dire che sappia riacquistare un'armonia originaria, una possibilità di rilettura del mondo diretta e incondizionata.
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Simmetrie
di Elio Pecora
editore: Mondadori
pagine: 112
Partendo dal corpo, dalla "stanza del corpo", Elio Pecora conduce il lettore con sobrietà e saggezza in un viaggio che attraversa una fitta molteplicità di esperienze, frutto dell'ansia e del quotidiano affaccendarsi di una ressa di personaggi. Le loro vite appaiono inevitabilmente segnate dalla meraviglia e dalla gioia, dal dolore e dallo sgomento dell'esserci, ma sempre nella consapevolezza che tutto finirà. Dice l'autore, in un suo brevissimo componimento: "II vento nel deserto cancella la pista. / La barca non lascia tracce sull'acqua". La bellezza stessa, dunque, l'amore e l'emozione, il sentimento dell'esistere più intenso, non potranno che sciogliersi in un vuoto che ne cancellerà le tracce. Eppure tutto il percorso di queste "Simmetrie" poetiche tende a recuperarne il maggior numero possibile, come dimostra la decisiva sezione centrale, "L'occhio corto", in cui Pecora passa dai ritmi felicemente serrati, dalla concisione limpida della sua scrittura in versi, a una prosa nella quale sa presentare situazioni di concreta realtà, agite da personaggi immersi nelle loro umanissime vicende. Sono "lacerti di un mondo spiato", microracconti che mettono fulmineamente in scena le inquietudini, ordinarie o eccezionali, di una piccola folla dai caratteri svariati, ma i cui destini non potranno infine differenziarsi in profondo. Varie sono anche le soluzioni stilistiche e formali adottate da Pecora, dal poemetto al frammento, dalla tensione lirica all'orizzontalità della prosa.
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Legame di sangue
di Alberto Bevilacqua
editore: Mondadori
pagine: 179
Come un pittore capace di far coesistere in un affresco una straordinaria varietà di corpi, volti, situazioni, così Alberto Bevilacqua, in questo suo libro di versi, riesce a tessere gli innumerevoli spunti dell'immaginazione e di un'intelligenza delle cose quanto mai penetrante, in un insieme organico. Le figure parentali trovano qui un risalto ineludibile, costituiscono al tempo stesso la cornice e il filo conduttore della vicenda esistenziale e lirica. Ma l'originalità e la compattezza di "Legame di sangue" si realizzano in una sorta di presente assoluto al quale Bevilacqua sa ricondurre suggestioni e vicende appartenenti ai tempi remoti dell'infanzia o di ben più fresca memoria, specchiandosi nelle radici o ritrovandosi nell'oggi.
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