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Otto/Novecento: Adularia minima

Spagna

di Edmondo De Amicis

editore: Otto/Novecento

pagine: 378

Il libro è la rielaborazione delle corrispondenze inviate da De Amicis a «La Nazione» di Firenze in occasione di un suo viaggi
20,00

Lagrime in morte di un gatto

di Domenico Balestrieri

editore: Otto/Novecento

pagine: 380

Questa rara antologia raccoglie poemi di Domenico Balestrieri - fecondo autore di versi italiani e dialettali - e altri 80 aut
20,00

Gozzano ospite di Puccini (e viceversa)

di Andrea Rocca

editore: Otto/Novecento

pagine: 150

Debitore nei confronti di una circostanza tanto "localizzata" quanto felicemente "ibrida" (un incontro, promosso a Lucca nel d
12,00

Poesie sparse

di Guido Gozzano

editore: Otto/Novecento

pagine: 160

Guido Gozzano è considerato uno dei più importanti poeti del primo Novecento
12,00

Jcosameron

di Casanova Giacomo

editore: Otto/Novecento

pagine: 255

L'Jcosameron, romanzo in venti giornate di Giacomo Casanova di cui si è provveduto a dare una scelta il più possibile signific
16,00

I neoplatonici

di Luigi Settembrini

editore: Otto/Novecento

pagine: 95

I Neoplatonici" è un breve racconto dello scrittore e patriota Luigi Settembrini ritrovato, sotto forma di manoscritto, presso
12,00

L'offensiva scritta col lapis (22 ottobre-4 novembre 1918). Trascrizione e riproduzione del manoscritto

di Arrigo Cajumi

editore: Otto/Novecento

pagine: 76

In questo breve testo (si tratta di alcuni fogli di protocollo, fittamente manoscritti, ritrovati tra le carte di Cajumi conservate presso la Biblioteca comunale di Milano) un giovanissimo sottotenente del regio esercito fissa la sua esperienza personale degli ultimi giorni della Prima guerra mondiale. Queste pagine di diario, purtroppo breve e incompiuto, anticipano la manifestazione di uno spirito attento e battagliero, da intellettuale ispirato dal gusto e dal divertimento di andare contro corrente e sostenuto dall'interesse per la letteratura intesa come osservazione e raffigurazione incisiva delle umane passioni.
9,00

In Toscana. Appunti

di Gabriele D'Annunzio

editore: Otto/Novecento

pagine: 128

Pubblichiamo un inedito di Gabriele D'Annunzio custodito nella Biblioteca cantonale di Coira. Una raccolta di proverbi e modi di dire toscani, ordinati da D'Annunzio all'età di 16 anni, quand'era studente. Quando il Poeta scrisse questi appunti, egli era convittore nel Liceo Cicognini di Prato, che frequentò dal 1876 al 1881. La prima pagina è infatti intitolata "In Toscana". Sulla copertina ha scritto semplicemente "Appunti". Fu mandato a Prato o ci andò per suo espresso desiderio? Quanto ha fissato su quelle paginette di quaderno ci fa propendere per la seconda ipotesi: come altri scrittori e poeti di tutto spicco, anch' egli, seppure giovinetto, sentì probabilmente il bisogno di "risciacquare i panni in Arno". Il quadernetto passò poi nelle mani di Amerigo Antoniuzzi, suo compagno di camerata che, a sua volta, lo regalò a Luigi Staffetti. Questi ne fece dono, nell'ottobre del 1908, al Dott. Domenico Mosca, amico fraterno del Pascoli. Il 9 aprile 1919 il dott. Mosca lo donò alla Biblioteca Cantonale di Coira. E lì è rimasto, sepolto fra tanti libri, finché nel 1961 l'amico scrittore e poeta Paolo Gir lo scovò e ne diede notizia sui "Quaderni". Le materie trattate sono più di venti e fra queste: Rumore, Voce, Fatica e studio, Modi avverbiali, Modi proverbiali, Amore e odio, Tempo, Caldo e freddo...
16,00

Circe. Il romanzo di Maria Tarnowska

di Annie Vivanti

editore: Otto/Novecento

pagine: 204

"Circe. Il romanzo di Maria Tarnowska" è un'opera non più editata da tempo. Appartiene all'età matura della Vivanti. L'inevitabilità di un destino prescritto e il mito della teatralità femminile dominano la scena. Ci troviamo a Kiev, nel parco della sfarzosa villa del conte Paolo Stahl. Maria Nicolaieva Tarnowska si sta esercitando al tiro con la carabina e quando il tenente degli ulani Stefano Bosewsky le dichiarò il suo amore, lei rispose: "Allora datemene la prova: mettete la mano davanti alla canna del fucile!". E lui lo fece. La bella e giovane donna tirò il grilletto. Il tenente si ritrovò una mano bucata. A questo punto il conte Vassili Tarnowsky, marito della suddetta Tarnowska, sospettando una tresca, sfidò a duello il sanguinante tenente Bosewsky. La carriera di donna ammaliatrice, però, finì male per Maria che terminò la vita in prigione, perché non tutti gli spasimanti furono fortunati come il tenente Bosewsky. "Circe. Il Romanzo di Maria Tarnowska" è un romanzo-confessione della contessa da cui si deduce che la sua vita e quella di Annie Vivanti terminarono in maniera diversa solo per l'intervento del caso.
15,00

Checchina Vetromile

di Giuseppe Mezzanotte

editore: Otto/Novecento

pagine: 182

"Checchina Vetromile", del 1884, è un romanzo totalmente napoletano (una Napoli indagata con occhi giovani e innamorati, ma con ben poche concessioni al facile colore locale): napoletana l'ambientazione, napoletani i tipi, napoletana, anche, la "cadenza" dell'italiano basso, spicciolo, con appena qualche pennellata saporosamente dialettale adottata dall'autore; napoletano, persino, il nome della protagonista, lo stesso che compare nel titolo di una celebre, bellissima novella di Matilde Serao, La virtù di Checchina. In "Checchina Vetromile", però, c'è anche parecchio altro. C'è, per esempio, il gusto agro di Giuseppe Mezzanotte, verrebbe da dire precocemente espressionista (anche se non ancora del tutto padroneggiato), capace di illuminare i personaggi con lampi di inquietante luce livida e che allontana dal libro ogni possibile sospetto di quello sterile, manierato, fastidioso bozzettismo provinciale di tanti scrittori dalla fiacca personalità e dalla dubbia capacità poetica. Il Mezzanotte non raggiungerà più tale misura di asciutto realismo, né si addentrerà con altrettanto ardimento nella rappresentazione dei lati più torbidi e segreti della psiche. Introduzione di Riccardo Reim.
14,00

Lettere ad Angelo De Gubernatis

di Contessa Lara

editore: Otto/Novecento

pagine: 122

Angelo De Gubernatis e la Contessa Lara rappresentano, nell'ultimo Ottocento, un raro caso di sincera amicizia senza alcun secondo fine. È un fatto insolito, considerando il temperamento delle due personalità. Certo non troppo giovane lui per lei, un po' troppo avanti con gli anni lei per lui, ma circonfusa da un mito di eterna e indissolubile bellezza; tuttavia per quasi dieci anni i due ebbero una fìtta frequentazione lavorativa che mai diventò passione. Entrando appena un po' di più nell'intimità dei due personaggi viene da chiedersi come mai un celebre tombeur de femmes qual era De Gubernatis e una donna bellissima, dalla fama macchiata indelebilmente per i molti amori, non sia esploso quell'ardore divorante che ci si sarebbe potuti aspettare. Grazie alla corrispondenza fra il direttore di "Natura ed Arte" e l'editore, il milanese Vallardi e al diario privato di Angelo De Gubernatis, Carlo Caporossi cerca di rispondere al nostro quesito e presenta al lettore le lettere tra i due con intento e rigore filologico.
12,00

Fantasia

di Matilde Serao

editore: Otto/Novecento

pagine: 281

"Quando muore uno scrittore, vorrei che chi gli vuol bene lo commemorasse in silenzio rileggendo di lui il libro più caro, non solo per ravvivare la gratitudine e il rimpianto, ma anche per riconoscere alla prova questo primato dei poeti e degli artisti, anche di quelli più affannati e derelitti, sul resto degli uomini: che il meglio di loro rimane sempre vivo e respira. Per affetto a Matilde Serao, io mi rileggo sotto questa abetina "Fantasia", che ha quarantaquattr'anni. Davanti al frontespizio è una litografia col ritratto della scrittrice quando ancora ella aveva un mento solo e un collo fuor dalle spalle rotonde. [...] Se oggi uscisse un romanzo con questa rapida presentazione di dieci, di venti ragazze, chiuse in collegio, allineate sui banchi della classe o della cappella, definite al primo tocco, Caterina, Artemisia, Ginevra, Carolina, e Giovanna che senza leggere, gli occhi socchiusi, mordicchia una rosa, e la pallida Lucia dai lenti capelli, dalle labbra troppo rosse, che si regge la fronte con la mano e guarda il professore attraverso le dita, sarebbero gridi di meraviglia: sia detto senza offesa pei viventi." (dall'introduzione di Riccardo Reim)
18,00

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