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Ponte alle Grazie: Saggi

I filosofi in cucina. Critica della ragion dietetica

di Michel Onfray

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 158

Quando i filosofi pensano, per lo più dimenticano di pensare al loro corpo e soprattutto al modo in cui il corpo si costruisce e si modifica: attraverso il cibo. Dunque, si potrebbe dire, tra il pensiero e la pancia esiste una rete complessa di affinità e relazioni che sarebbe un grave errore trascurare. Diogene sarebbe stato il critico dei costumi che fu senza la sua passione per il polpo crudo? Il Rousseau del contratto sociale avrebbe fatto l'apologia della frugalità se la sua dieta non fosse stata composta quasi solo di latticini? Sartre, i cui incubi sono pieni di granchi, non ha pagato, nella sua vita teorica, l'avversione per i crostacei? In questo saggio, decisamente nietzscheano e feuerbachiano, Michel Onfray restituisce dignità filosofica a merluzzi e minestre, all'orzo e al vino, ai salumi e al caffè aromatizzato, che - da Fourier a Marinetti, da Kant agli esistenzialisti - segnano i cammini imprevedibili della gaia scienza. Una critica della ragione dietetica, come recita il sottotitolo? Un abbozzo di "dietetica"? Innanzitutto, un tentativo di sorprendere l'istante, e la pietanza, a partire dai quali il corpo cattura lo spirito e gli detta le sue leggi.
13,00

La confraternita dei giardinieri

di Andrea Wulf

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 426

Cosa accomuna un manipolo di mercanti e giardinieri inglesi, un intraprendente agricoltore americano e il botanico svedese più
22,80

Estetica del Polo Nord

di Michel Onfray

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 154

A dieci anni, il piccolo Michel chiese al padre, umile contadino che non si era mai mosso dal suo villaggio normanno, dove sognasse di fare un viaggio. La risposta fu: "Al Polo Nord". Trent'anni dopo, Onfray realizza il desiderio del padre e scrive il resoconto di un'esperienza destinata a rivelare profondità inattese: si tratta del libro che avete in mano, al contempo un diario di viaggio, una meditazione sulle civiltà che svaniscono, sui misfatti dell'industrializzazione e sulla saggezza dei popoli tradizionali. È anche una testimonianza toccante e lucidissima sulla lealtà e la pietà filiale. Completato da foto di Alain Szczuczynski, dall'elogio funebre che Onfray ha pronunciato per il padre nel dicembre del 2009, "Estetica del Polo Nord" è uno dei libri meglio scritti e, com'è stato detto, più "caldi" di Onfray: la costante e commossa vicinanza col padre, si direbbe, ha acuito la sua sensibilità e l'ha aiutato a tracciare imprevedibili ponti fra la fascinazione del gelido Nord e la nostalgia epicurea del nostro Sud.
14,00

La vita segreta degli edifici

di Edward Hollis

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 367

Da sempre l'architettura è sinonimo di stabilità, perfezione, immutabilità. Le piramidi di Giza, il Partenone di Atene, la cattedrale di Notre-Dame a Parigi sono tutti simboli di un passato che non vorrebbe lasciarsi scalfire dal trascorrere del tempo. In realtà non è affatto così: ogni edificio ha alle spalle un passato estremamente vitale e spesso tormentato, fatto di distruzioni, rifacimenti, sovrapposizioni che si sono accumulate nel corso dei secoli. I capolavori dell'architettura non rispecchiano quasi mai le intenzioni del progettista che li ha creati in origine, ma le esigenze, i sogni e le contraddizioni di chi li ha abitati, vedendovi di volta in volta un segno inequivocabile della propria devozione, del proprio potere, o semplicemente un luogo dove abitare: sovrani, ecclesiastici, amministratori, gente comune. Edward Hollis ripercorre qui la "vita segreta" di tredici simboli dell'architettura di tutti i tempi, dal Partenone, le cui rovine oggi rischiano di dissolversi per sempre, a Venezia e la basilica di San Marco, a loro volta riprodotte sul Sunset Strip di Las Vegas, vero e proprio miraggio in mezzo al deserto; dai giardini incantati dell'Alhambra alle rovine surreali di Sans Souci a Potsdam, fino al Muro di Berlino, la cui caduta avrebbe segnato la fine della Storia.
22,00

I colori dei nostri ricordi. Diario cromatico lungo più di mezzo secolo

di Michel Pastoureau

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 236

Qual è il primo colore che ricordiamo? C'è un'immagine della nostra infanzia che ci è rimasta impressa per quella particolare sfumatura? Comincia rispondendo in prima persona a questa domanda il libro più personale e intimo di Michel Pastoureau, il maggiore esperto al mondo di storia dei colori. E continua ripercorrendo le tappe cromatiche fondamentali della sua vita - la prima bicicletta, un'odiata giacca di un brutto blu, la divisa della squadra di calcio del liceo, gli "scandalosi" pantaloni rossi di due compagne di scuola. La sua narrazione, come sempre erudita e arguta, ricca di curiosità e di aneddoti supportati da anni di scrupolose e documentarissime ricerche storiche, si apre gradualmente dalla dimensione individuale a quella collettiva, trasformandosi nel diario cromatico dei nostri ultimi cinquantanni, tra moda e sport, arte e costume, linguaggio e letteratura, filosofia e scienza. E la scoperta più bella tra tutte quelle a cui ci guida questo studioso, è che i colori sono l'ennesima conferma di quanto la nostra vita sia fatta sì di realtà concrete, misurabili, oggettive, evidenti, per così dire "o bianche o nere", ma ciò che la rende davvero memorabile sono le sfumature personali: quelle inafferrabili, indescrivibili e forse mai esistite che tingono i ricordi, le emozioni, i sogni.
16,80

Senza offesa, fai schifo. La critica che fa bene agli altri e fa star meglio te

di Ludovica Scarpa

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 202

"Criticare diceva il filosofo Michel Foucault è una delle cose più facili che gli esseri umani sanno fare"
14,00

Crepuscolo di un idolo

Smantellare le favole freudiane

di Onfray Michel

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 482

Michel Onfray, coerente con sé stesso, prende di mira in questo libro una religione che, ancor più dei monoteismi del suo "Tra
22,00

Vivere alla fine dei tempi

di Zizek Slavoj

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 619

Non c'è più alcun dubbio: il capitalismo si sta avvicinando ai suoi ultimi giorni
26,50

Matematica. Tutto quello che avreste voluto sapere. 101 domande e risposte

di Albrecht Beutelspacher

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 197

Albrecht Beutelspacher è noto ormai anche in Italia per la sua straordinaria capacità di rendere divertente una materia apparentemente ostica e noiosa come la matematica. In tanti anni di attività ha registrato un entusiasmo e un interesse tali da decidere di raccogliere in un libro le domande più frequenti e originali che gli sono state rivolte da grandi e piccini. Frutto di un'accurata selezione dei quesiti ricevuti, il testo è suddiviso per argomenti e offre un'ampia panoramica della materia, lasciando al lettore la scelta del percorso da seguire. E così, sia che decidiate di sbirciare nella storia della matematica, sfatare una volta per tutte alcuni luoghi comuni oppure rispolverare i fondamenti appresi a scuola, sfogliando "Matematica. Tutto quello che avreste voluto sapere" potete essere certi di trovare una spiegazione concisa e puntuale, che soddisferà la vostra curiosità e la voglia di imparare.
14,80

Illuminismo estremo. Controstoria della filosofia

di Michel Onfray

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 302

In questo nuovo volume della sua Controstoria, Onfray demolisce il mito di un Illuminismo razionalista e materialista, denunciando il carattere assai moderato o persino retrivo di alcuni fra i suoi più celebrati esponenti, e tracciando inedite demarcazioni fra i "buoni" materialisti e edonisti e i "cattivi" idealisti del secolo dei Lumi. Anche se messi all'Indice dal Sant'Uffizio, Voltaire e in fondo anche Diderot rimangono infatti deisti e antiatei, vincolati in maniera ambigua ai ricatti della trascendenza. Kant? Misogino e per di più razzista, come Diderot e Buffon. Sade? Un protofascista, che predica la sopraffazione, lo sfruttamento e il disgusto del corpo. Rousseau poi, oltre che criptoidealista, è un reazionario luddista, contrario alla scienza e favorevole alla cieca obbedienza e all'ignoranza del popolo. Chi è da salvare sono invece gli esponenti di una corrente minore e storicamente perdente dell'Illuminismo "estremista": pensatori come Meslier, La Mettrie, Maupertuis, Helvétius, d'Holbach, di cui Onfray scrive: "L'immanenza, la terra, l'aldiquà: l'ateismo; la materia, la scienza, il mondo sensibile, l'universo visibile: il materialismo; la felicità, la voluttà, il piacere, il corpo, la carne: l'edonismo; il bene pubblico, il comunitarismo, il comunismo, il socialismo: la rivoluzione. Ecco i mattoni con cui gli ultra dei Lumi costruiscono il loro edificio".
20,00

La sinfonia del cervello

di Elkhonon Goldberg

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 419

Questo libro parla del cervello, l'organo misterioso che è parte di noi, che fa di noi ciò che siamo, che ci dona le nostre pr
20,00

Pornosofia. Filosofia del pop porno

di Simone Regazzoni

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 164

Che ci fanno Emmanuel Lévinas e Slavoj Zizek, maestri del pensiero contemporaneo, accanto a Rocco Siffredi e Moana Pozzi, protagonisti di ben altre imprese? Che cosa rende il pop porno, e quindi l'osceno, lo scandaloso, degno oggetto di riflessione filosofica? Cos'è, in una parola, la pornosofìa? Libero da qualunque pruderie teoretica e dopo aver sgombrato il campo dalla critica politicamente ed eticamente corretta della pornografia, l'autore indaga il nesso fra corpo, amore, perversione, democrazia e, infine, ricerca filosofica. Mentre nella sua pars destruens intende "farla finita con la donna-oggetto", la pornosofìa ha come oggetto il concetto più ampio di fiction, chiave di lettura della cultura di massa, di cui la pornografia è l'emblema più estremo e coerente. Regazzoni punta il dito contro l'idea di fruizione come esposizione passiva e del tutto acritica al messaggio della fiction, e quindi anche della carnalità più esplicita e fantasiosa: il pop porno, in cui gli attori "fingono di fare ciò che in realtà fanno", abbatte con prepotenza la fragile barriera che divide realtà e finzione. Ma l'interesse dell'autore va ben oltre un banale voyeurismo intellettuale, e respinge qualunque insinuazione di malcelata morbosità o provocazione, ricollegando l'"amore filosofico" a una "genuina perversione": "guardare film hard può essere un ottimo pretesto per fare cose perverse come scrivere un libro di filosofia".
14,00

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