Ponte alle Grazie: Saggi
Il perdono responsabile. Perché il carcere non serve a nulla
di Gherardo Colombo
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 149
La gran parte dei condannati a pene carcerarie torna a delinquere; la maggior parte di essi non viene riabilitata, come prescr
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Come un ladro in pieno giorno. Il potere all'epoca della postumanità
di Slavoj Žižek
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 296
È vero, negli ultimi anni il nostro mondo è cambiato in modo rapidissimo, e lo sviluppo tecno-scientifico ci ha fatto approdar
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Le dieci leggi del potere. Requiem per il sogno americano
di Noam Chomsky
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 178
Noam Chomsky dedica un libro alla natura e alle conseguenze tragiche della diseguaglianza, svelando i dogmi fondamentali del n
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Storia del camminare
di Rebecca Solnit
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 447
Durante una marcia di protesta, in una località dal paesaggio incantevole o in una metropoli: andare a piedi può assumere sign
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Socrate in giardino. Passeggiate filosofiche tra gli alberi
di Andrée Bella
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 204
La filosofia come cura di sé, come esercizio per vivere meglio, per trasformare noi stessi e i luoghi in cui viviamo, che sono
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La scelta del gatto. Lezioni feline sull'arte di vivere
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 125
I gatti sono creature affascinanti e insieme inquietanti, animali di casa ma pur sempre selvatici, sfuggenti, ambigui e mai sc
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La passeggiata di Kant. Filosofia del camminare in 27 ritratti
di Roger-Pol Droit
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 212
Camminare non significa semplicemente muovere un passo dopo l'altro
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Elogio delle erbacce
di Richard Mabey
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 352
Flagello biblico, responsabili di avvelenamenti di massa o simbolo di rinascita postbellica: fin dagli albori l'umanità ha rin
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L'illusione della memoria
di Julia Shaw
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 285
Che cosa fa di noi ciò che siamo? Indubbiamente il carattere, la personalità, gli obiettivi raggiunti nella vita, ma la nostra
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Speranza (senza ottimismo). Una guida filosofica
di Terry Eagleton
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 170
«Credo di non essere la persona più adatta a scrivere un libro sulla spe¬ranza: per me, il proverbiale bicchiere non solo è mezzo vuoto, ma con buona certezza contiene un liquido disgustoso e potenzialmente letale. La filosofia di alcuni è 'mangia, bevi, sii contento, perché do¬mani si muore', quella di altri, a me senza dubbio più congeniali, è 'domani si muore'». Eppure, sostiene il grande critico inglese Terry Eagleton, può davvero sperare proprio chi non è ottimista. L'autentica speranza non è allegria, non è idealismo: essa nasce da un coraggioso confronto con le difficoltà della vita, con le tragedie della storia. Solo questo confronto può portare la salvezza. E la riflessione cristiana - cui è dedicata una parte importante di questo libro - è fra i capisaldi di questo pensiero. Anche Shakespeare lo è; e Benjamin, e naturalmente Marx. Erudito e colloquiale al contempo, Terry Eagleton offre in questo saggio un esempio fulgido di come si possa coniugare profondità filosofica, vastità d'interessi e capacità di coinvolgere il lettore in un corpo a corpo, duro e fecondo, con sé stesso e con le proprie più radicate convinzioni. Un libro di sterminata intelligenza, capace di informare e commuovere, di piantare il seme di una speranza - sofferta ma vibrante - nelle macerie della modernità.
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Il più grande spettacolo del mondo. Botanica e immaginazione
di Richard Mabey
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 375
Cos'hanno in comune i possenti alberi millenari con i delicati fiori di campo, le conturbanti orchidee con il mais o il cotone che utilizziamo ogni giorno? Giganti dei boschi come il tasso e la quercia sono così densi di significati culturali e religiosi da racchiudere nei loro anelli "una genealogia spirituale" che ha più a che fare con la decifrazione di un simbolo che non con un quesito strettamente botanico. Altri protagonisti del mondo vegetale come cotone e mais intrecciano mito ed economia, mentre felci e ninfee parlano della bizzarria dei gusti e delle mode, fino al caso emblematico dell'orchidea, sintesi di fascino, esotismo e pruderie vittoriana, incarnazione floreale del prepotente colonialismo britannico. Il segreto di Mabey sta nel descrivere la vita delle piante nel suo legame inestricabile con l'habitat umano, e quindi con la cultura, l'economia, l'arte. In molti sensi, le piante non sono mai "semplici vittime, esseri passivi", ma protagoniste di un unico grande spettacolo che la natura mette in scena da millenni proprio sotto i nostri occhi. Perennemente in bilico tra scienza e romanticismo, nel suo viaggio Mabey si fa accompagnare da ricercatori di ogni epoca così come dalle voci incantate di Keats e Wordsworth: sguardi diversi, ma colpiti dal medesimo fascino e mossi da un'unica passione.
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Storie di parole arabe. Il racconto di un mondo mediterraneo
di Alessandro Vanoli
editore: Ponte alle Grazie
pagine: 145
Da sempre il Mediterraneo è stato teatro di commerci, lotte, violenze, scoperte. Sullo sfondo, la vicenda di civiltà e culture millenarie, dall'Egitto dei faraoni al mondo greco-romano, fino alle grandi religioni, ebraismo, cristianesimo e islam. Innumerevoli sono i modi per raccontare una storia tanto complessa e stratificata. Alessandro Vanoli, che si definisce "uno storico che gioca con le parole", sceglie una chiave di lettura trasversale: le parole arabe, protagoniste di vere e proprie storie che restituiscono tutta la vitalità di un mondo fatto di scambi e incontri fra popoli. In fondo, "scambiarsi conoscenze, scambiarsi merce, persino combattersi, tutto passa attraverso la parola". L'attenzione è quindi rivolta non tanto, o non solo, alla ricostruzione etimologica, ma piuttosto al senso sociale e concreto dei termini. Assistiamo così al viaggio nel tempo e nello spazio di parole dalla fragranza tipicamente araba, come calamo, minareto, hammam; mentre altre, come zafferano, pepe o tulipano, parlano di un'antica e vasta rete di traffici e scambi. Ma è proprio il Mediterraneo il protagonista assoluto di una narrazione avvincente, dove la storia dei suoi nomi distilla un universo unitario ma in febbrile e costante trasformazione: "Un po' stupisce per quante vie il destino possa legarci alla storia di una parola".
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