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Quodlibet: Quodlibet

Annali della Fondazione Europea del Disegno (Fondation Adami) (2010). Vol. 6: La questione dello stile.

La questione dello stile

editore: Quodlibet

pagine: 236

Questo volume degli Annali presenta gli scritti di filosofi, scrittori e poeti che si sono incontrati su "La questione dello s
20,00

La condanna a morte di Pietro Paolo Boscoli

di Della Robbia Luca

editore: Quodlibet

pagine: 90

Il resoconto delle ultime ore di vita di Pietro Paolo Boscoli, condannato a morte per aver progettato insieme ad Agostino Capp
12,00

I misteri ebraici ovvero la più antica massoneria religiosa

di Reinhold Karl L.

editore: Quodlibet

pagine: 258

Credo di non offendere minimamente l'alta considerazione che ho della verità, come pure del sacerdozio mosaico, se mi spingo a
18,00

Senza trauma. Scrittura dell'estremo e narrativa del nuovo millennio

di Daniele Giglioli

editore: Quodlibet

pagine: 115

C'è stato un tempo in cui il trauma comportava silenzio, fuga, oblio, dolore e rimozione. Oggi accade il contrario: senza trauma non sappiamo più parlare. Mai la possibilità di subire un trauma nella vita reale è stata tanto messa ai margini come nella nostra epoca. Eppure mai come adesso il trauma viene evocato, desiderato, rivendicato come fattore identitarie Un trauma senza trauma, dunque, o meglio ancora un trauma dell'assenza di trauma: figura di un'impotenza, autodenuncia di una malafede, sintomo di una crisi delle forme e dei linguaggi in cui si riflette e si modella l'esperienza del vivere associato. Qualcosa, in quell'esperienza, fa difetto, e di quel difetto il trauma viene di continuo chiamato a fungere da supplemento, spiegazione, riparazione, motivo non più di vergogna ma di orgoglio. Il saggio di Daniele Giglioli muove dall'ipotesi che molta letteratura del nuovo millennio viva all'insegna di questa situazione: una scrittura dell'estremo che ha nel trauma immaginario la sua prima scaturigine, il suo centro di risonanza più segreto, il suo seme di verità più prezioso. Dei testi convocati a testimoni viene offerta un'analisi puntigliosamente sintomatica, nella convinzione che in una società tutta dedita all'adorazione del feticcio (tra cui quello del trauma senza trauma) e in cui il rapporto con la realtà è interamente requisito dall'immaginario, il sintomo sia già di per sé una critica, un'istanza di verità irriducibile cui bisogna in tutti i modi dare voce.
12,00

Conservazione dell'avvenire. Il progetto oltre gli abusi di identità e memoria

di Zevi Luca

editore: Quodlibet

pagine: 186

In questo pamphlet di Luca Zevi, progettista del Museo nazionale della Shoah di Roma, si indagano itinerari di ricerca alterna
16,00

Icone culturali d'Europa

editore: Quodlibet

pagine: 392

28,00

Creatività

di Garroni Emilio

editore: Quodlibet

pagine: 196

Fare o dire qualcosa di nuovo, di imprevisto, di sorprendente: in che cosa consiste questa capacità tipicamente umana? Come sp
16,50

Forma e figura. Sul problema della rappresentazione in Ernst Cassirer e Paul Klee

di Metta Carmen

editore: Quodlibet

pagine: 148

Forma e figura sono le "parole originarie" di Cassirer e Klee e le parole-specchio per un'inedita comparazione tra la teoria d
18,00

Singapore songlines. Ritratto di una metropoli Potemkin... O trent'anni di tabula rasa

di Koolhaas Rem

editore: Quodlibet

pagine: 109

La trasformazione dell'isola di Singapore da malconcio residuato postcoloniale in sfavillante laboratorio per le più audaci sp
18,00

Titolo variabile

di Morgantin Margherita

editore: Quodlibet

pagine: 180

Questo libro è composto da una serie di disegni fatti tra il 1998 e il 2008
16,00

Darwin

di Luigi Trucillo

editore: Quodlibet

pagine: 160

14,00

Nome e immagine. Saggio su Walter Benjamin

di Gianni Carchia

editore: Quodlibet

pagine: 199

"A questo libro è toccata la sorte singolare di essere insieme l'opera prima e l'ultimo lavoro di Gianni Carchia. Nella primavera del 1999, poco prima dell'aggravarsi della malattia che doveva condurlo alla morte, Carchia riprende in mano e trasforma la tesi di laurea, discussa nel 1971 all'Università di Torino col titolo 'Verità e linguaggio nel giovane Benjamin' dallo studente ventiquattrenne che già mostrava nello stile insieme nervoso e apodittico i tratti sicuri del maestro e, licenziandola col titolo 'Nome e immagine' ne fa in qualche modo il suo testamento. Inizio e fine sembrano qui, infatti, secondo un gesto autenticamente filosofico, davvero congiungersi, come se, con una sorprendente inversione, i motivi dell'ultimo pensiero di Carchia (la concezione della filosofia come evento e testimonianza, la critica del metodo, l'elaborazione messianica della fine) incontrassero per la prima volta la loro eco nella tesi giovanile. La fisionomia di Benjamin, con cui il libro si apre, è, in questo senso, un ritratto dell'autore, che ci appare sempre più come una delle voci più giuste nella filosofia italiana del Novecento." (G. Agamben)
15,00

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