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Quodlibet: Quodlibet

A che punto siamo? L'epidemia come politica

di Giorgio Agamben

editore: Quodlibet

pagine: 128

In questa nuova edizione, che contiene un numero di testi quasi raddoppiato rispetto alla precedente, Agamben ha raccolto tutt
12,00

L'inconscio e la dialettica

di Enzo Melandri

editore: Quodlibet

pagine: 97

Freud ha riconosciuto nell'inconscio la sede privilegiata degli oggetti contraddittori: dall'iniziale affermazione dell'assenz
12,00

Il «Trionfo della morte» di Palermo. Un'allegoria della modernità

di Michele Cometa

editore: Quodlibet

pagine: 170

Originariamente collocato nel cortile dell'Ospedale Grande e Nuovo in Palazzo Sclafani, il "Trionfo della morte" - ora custodi
16,00

Fictio legis

di Thomas Yan

editore: Quodlibet

pagine: 120

Tanto la storia del pensiero giuridico che il senso comune hanno costretto la finzione al ruolo di principale antagonista dell
14,00

Manifesto del Terzo paesaggio

di Gilles Clément

editore: Quodlibet

pagine: 112

Gilles Clément, paesaggista, indica tutti i "luoghi abbandonati dall'uomo": i parchi e le riserve naturali, le grandi aree disabitate del pianeta, ma anche spazi più piccoli e diffusi, quasi invisibili: le aree industriali dismesse dove crescono rovi e sterpaglie; le erbacce al centro di un'aiuola spartitraffico. Sono spazi diversi per forma, dimensione e statuto, accomunati solo dall'assenza di ogni attività umana, ma che presi nel loro insieme sono fondamentali per la conservazione della diversità biologica. Questo piccolo libro ne mostra i meccanismi evolutivi, le connessioni reciproche, l'importanza per il futuro del pianeta.
14,00

L'alternativa ambiente

di Gilles Clément

editore: Quodlibet

pagine: 67

Mentre l'ecologia radicale, trincerata dietro i suoi rigorosi precetti, cerca di resistere, mentre il Green business si organi
10,00

Introduzione a «Minima moralia» di Theodor W. Adorno

di Renato Solmi

editore: Quodlibet

pagine: 88

"Leggere le cinquanta pagine introduttive è chiedersi come un giovane da poco uscito d'università abbia potuto scrivere pagine di tanta assoluta intelligenza e lucidità storica; e come simile risultato si sia dato in una situazione politica e intellettuale di chiusura, di dimissione e irrigidimento": così nel 1977 Franco Fortini ebbe a scrivere dell'Introduzione di Renato Solmi a "Minima moralia", il capolavoro di Adorno pubblicato da Einaudi nel 1954 e tradotto dallo stesso Solmi. Operazione originalissima, l'Introduzione è tale alla lettera ma nel senso più ampio e inclusivo: in largo anticipo rispetto ad altre culture, non solo colloca il pensiero adorniano all'interno del dibattito novecentesco, ma ne discute categorie e movenze filosofiche specifiche (nel solco di "Dialettica dell'illuminismo") mettendole alla prova nella concreta cornice storica del tempo: saggio vero e proprio, quindi, che per questa ragione oggi si può leggere cogliendo l'autonomia e lo stile intellettuale con cui l'allievo seppe trattare il maestro, insieme delineando un lessico della "modernizzazione" che continua a proporci domande e rammentarci speranze, illusioni e inadempienze del nostro passato e del nostro presente.
12,00

L'immagine occidentale

di De Vito Emiliano

editore: Quodlibet

pagine: 225

Si può descrivere questo primo, originalissimo libro di Emiliano De Vito, come il tentativo di spingere all'estremo la forma d
18,00

Breve trattato sulla sottile arte del go

editore: Quodlibet

pagine: 168

"Poi per un istante il gioco si illuminerà (e crederemo di aver scoperto tutto, mentre non avremo ancora capito niente): lo scopo, l'immagine, il progetto, l'economia, il principio del gioco, tutto quanto era fino ad allora nebuloso, ci sarà più chiaro. Ma un giorno, con un'intuizione che sarà per noi il più alto grado di coscienza che si può avere del gioco, capiremo che non è mai veramente possibile sapere se si è fatta la mossa che si doveva fare, se si è giocato dove si doveva giocare. Da questa certezza, che unisce in uno stesso istante libertà e vincolo, intuizione ed esperienza, nasce il panico, che è il benessere supremo del Giocatore di go, al quale non sfuggono i più grandi giocatori, né Honinbo Sakata, né Lin Meijin. Quando, in un giorno ancora lontano, gli avremo insegnato a giocare, il computer, credetemi, giocherà tremando."
15,00

I generi letterari e la loro origine

di Enzo Melandri

editore: Quodlibet

pagine: 104

Confrontandosi con l'antico problema dei generi letterari, Enzo Melandri s'interroga innanzitutto sul perché esista qualcosa come i generi letterari, cioè sulla loro origine. Non solo, dunque, una questione, pur importante, di storia della letteratura, ma il problema genuinamente filosofico dei limiti del linguaggio e degli espedienti che esso deve mettere in atto per esprimere l'impossibilità della parola di venire a capo del suo rapporto col mondo. I generi letterari - la tragedia, la commedia, l'epica, l'elegia ecc. appaiono, in questa prospettiva, come la traccia musicale ed emotiva che l'esperienza dei propri limiti segna sul linguaggio. Prefazione Giorgio Agamben.
13,50

Giardini, paesaggio e genio naturale

di Gilles Clément

editore: Quodlibet

pagine: 72

10,00

Breve storia del giardino

di Gilles Clément

editore: Quodlibet

pagine: 129

Il primo giardino è quello dell'uomo che ha scelto di interrompere le proprie peregrinazioni
14,50

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