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Rizzoli: Scala italiani

Il mio inverno a Zerolandia

di Paola Predicatori

editore: Rizzoli

pagine: 239

Alessandra ha diciassette anni quando la sua mamma muore dopo una lunga malattia. Rimasta sola con la nonna, torna a scuola decisa a respingere le attenzioni dei compagni che sente estranei, impegnata com'è nella manutenzione del suo dolore. Per questo cambia banco e prende posto vicino a Gabriele detto Zero, la nullità della classe: desidera solo essere ignorata dagli altri, come succede a lui. Ma Zero è più interessante di quanto sembra. Ha una gran passione e un vero talento per il disegno; nella sua apparente noncuranza è attento e sensibile; è lui a soccorrere Ale sbucando inaspettato al suo fianco quando lei ha bisogno di aiuto. Piano piano un sentimento indefinibile prende forma tra le pareti della classe e la spiaggia d'inverno, grigi fondali di una storia semplice e complicata insieme: perché Alessandra è tanto lucida nel rivisitare il ricordo della madre quanto confusa nel prendere le misure di se stessa e di ciò che prova. E Gabriele è abilissimo a sparire proprio quando lei scopre di volerlo vicino. E la voce di Ale, ruvida nel dare conto del presente, dolcissima nell'evocare il passato, a raccontarci la storia di una perdita, una storia di scuola, una goffa, incerta storia d'amore. "Il mio inverno a Zerolandia" è tutto questo. E dimostra che la somma di due zeri non è zero, ma molto, molto di più.

Le colline di fronte. Un viaggio intorno alla vita di Tullio Pericoli

di Silvia Ballestra

editore: Rizzoli

pagine: 253

Tullio Pericoli è uno dei maggiori artisti italiani. La sua storia è densa e variegata, il suo tratto essenziale ed elegante. L'arrivo a Milano, nel 1961 in tasca ha un'affettuosa lettera di Zavattini - inaugura una stagione fortunata. I disegni per "Il Giorno", poi per "Linus", "la Repubblica", "L'Espresso", il lungo e fecondo sodalizio con Emanuele Pirella, rivelano anno dopo anno un talento particolare, sempre sorretto da un'ironia fresca, che si afferma con forza anche all'estero. La pittura, il vero amore di una vita, si dispiega poi sulle tele, e protagonisti diventano i paesaggi conosciuti all'inizio e poi amati per sempre, ammirati e trasformati nei colori, densi di sinuosità e stupori. Con divertita complicità, Silvia Ballestra ce ne racconta la vita, la complessità di artista, la condizione di intellettuale, fra incontri importanti, suggestioni letterarie, rievocazioni, confessioni, analisi, scegliendo - con sensibilità di scrittrice a lui vicina per origine e inclinazione - di ripercorrerne i molteplici passaggi e snodi con, sullo sfondo, la Milano dell'industria culturale dal boom sino a oggi. Un viaggio che la scrittrice, con la sua inconfondibile voce, compie dentro e fuori lo studio di Tullio Pericoli, fra i tavoli magici e i ritratti di scrittori celebri in tutto il mondo, spaziando dalle pagine di giornale alle gallerie d'arte, ai colli ascolani, accompagnata dai ricordi del protagonista.

Carofiglio (conf. 15 Cp.)

Autori vari

editore: Rizzoli

Lo sbaglio

di Piccinni Flavia

editore: Rizzoli

pagine: 308

Caterina gioca a scacchi e studia farmacia

Eva

di Montefoschi Giorgio

editore: Rizzoli

pagine: 274

Un uomo e una donna si amano: oggi

Se la fortuna è nostra

di Picca Aurelio

editore: Rizzoli

pagine: 234

La vita, la morte, l'eredità, la roba

Auschwitz è di tutti

di Ascoli Marta

editore: Rizzoli

pagine: 116

Trieste, 1944

Le giostre sono per gli scemi

di Di Gregorio Barbara

editore: Rizzoli

pagine: 278

Chicco ha otto anni, è timido, goffo e mangia tutto ciò che trova

Ishtar 2. Cronache dal mio risveglio

di Antonia Arslan

editore: Rizzoli

pagine: 111

Ishtar 2 è un reparto di Rianimazione, dove Antonia Arslan, inghiottita dal coma all'improvviso, è stata ricoverata per 20 giorni, angoscianti per chi le voleva bene e spaventosi per lei, che forse non era così assente. Eppure in quella nuova dimensione la sua vita si è accesa come per incanto, l'ospedale si è fatto ora castello in cui si aggirano dolci presenze capaci di fugare paure e solitudine, ora giardino dove l'erba è un tappeto morbido. Il lento recupero ha avuto il sapore di una rinascita. La gola, come carta vetrata subito dopo il risveglio, ha ritrovato il respiro e restituito la voce a una generosa e affascinante cantastorie. Le sue dita si sono messe a correre sulla pagina trasformando quell'esperienza in racconto. Ne sono nate queste pagine toccanti e allegre perché, persino tra le pareti di quella stanza d'ospedale, Antonia Arslan è rimasta una bambina capace di osservare il mondo con lo sguardo rapito di chi ancora non sa. Quello sguardo che le ha permesso di commuovere i suoi lettori narrando l'eccidio armeno e l'incendio di Smirne. E di dirci oggi ciò che ha visto dalle finestre di quel castello sul mare.

Fernanda e gli elefanti bianchi di Hemingway

di Nigro Raffaele

editore: Rizzoli

pagine: 164

A metà degli anni Cinquanta, Ernest Hemingway è ormai prostrato da un'esistenza trascorsa sull'orlo del baratro

Una strana storia d'amore

di Guarnieri Luigi

editore: Rizzoli

pagine: 214

Dusseldorf, settembre 1853

La marea umana

di Franco Cordelli

editore: Rizzoli

pagine: 166

In questo romanzo c'è un mistero. Diversi misteri, anzi. Il primo è "l'amicizia, come essa si determini, come si sviluppi, come muoia e persino rinasca". L'amico perduto e ritrovato si chiamava Azio, ai tempi remoti della scuola: un nome da antico romano. Ora però che se n'è andato dall'Italia e ha scelto l'Indonesia, il suo nome è Aki. Il narratore lo ritrova per caso prima a Roma poi su un ramo del lago di Como - irretito da un eterno femminino dai mille volti, dai mille nomi. Da quei nomi, da quei volti fissati su vecchie foto, si produce una "resurrezione" del passato, non necessariamente gradita. Ecco, il passato. Che cosa esso davvero sia, e cosa il presente, è il secondo mistero. Conversando con Aki, crediamo di intravedere una diversa concezione del tempo, e dell'esistenza. Ma resta un mistero, quello decisivo: perché Azio è divenuto Aki? Perché ha lasciato l'Italia? È un "esilio" il suo? E, se sì, da cosa? Riaffiorano storie sepolte, guerre lontane: le ombre di due amici - Eugenio Colorni e Guido Piovene - a loro volta divisi e, forse, ritrovati. In questo suo nuovo romanzo, Franco Cordelli si conferma uno dei pochissimi scrittori in grado di oltrepassare i nostri angusti confini. Dolenete e spavaldo, fisico e metafisico, si spinge qui sino al limite del dicibile, del pensabile. "Da raccontare", come sempre, "non vi è nulla". Nulla, se non il tutto: la marea umana che diventeremo - che, anzi, già siamo.

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