Fieramente avverso al «proustismo di maniera» - cioè a ogni «rievocazione sentimentale e patetica di nonne e bisnonne, e tanti sacrifici tra mangiarini e cuoricini e dispiaceri in casolari e casamenti intimistici» -, Arbasino ha steso sulla sua vita un velo di pudore e di riserbo. Si può dunque immaginare con quanta riluttanza abbia accolto l'idea di raccontarla in occasione delle sue opere in raccolta, e per di più di costringerla nella gabbia di una cronologia. Com'era prevedibile, ha finito per assecondare la sua verve irriverente, trasformando un anodino apparato in un congegno abnorme e fuori scala: più precisamente, in un libro di Arbasino, dove spiccano il suo stile inconfondibile e tutte le novità di un sedizioso percorso di «flâneur di varie arti», saggista e romanziere: la pratica di una «Kulturkritik» perseguita con leggerezza alla faccia di «ogni mini-territorio esclusivo delimitato da tante pipì accademiche»; il nomadismo - sullo sfondo di un'Italia ancora immobile e provinciale -, fruttuoso di «incontri e conversazioni», «mostre e serate teatrali e musicali epocali e memorabili»; la concezione del libro come macchina , come organismo autonomo e sempre provvisorio.
Autocronologia
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| Titolo | Autocronologia |
| Autore | Alberto Arbasino |
| Curatore | R. Manica |
| Argomento | Letteratura e Arte Critica letteraria e Linguistica |
| Collana | Piccola biblioteca Adelphi, 833 |
| Editore | Adelphi |
| Formato |
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| Pagine | 246 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788845940965 |
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