Giotto rimutò l'arte del dipingere di greco in latino e ridusse al moderno e ebe l'arte più compiute ch'avessi mai più nessuno Cennino Cennini, Il libro dell'arte Ad Assisi, sul finire del Duecento, si compie una rivoluzione che segna la nascita dell'arte moderna. Grazie all'incontro tra il carisma di Francesco e il genio di Giotto, nel fervido cantiere della basilica costruita per onorare le spoglie del Santo, si compie il passaggio epocale dal linguaggio forbito e stilizzato ereditato dalla tradizione bizantina, alla rivoluzione figurativa promossa dal maestro fiorentino, capace di restituire la realtà e i suoi affetti con una coerenza e una credibilità del tutto inedite. A cavallo tra i due secoli, nella "fabbrica" francescana il linguaggio figurativo del giovane Giotto apre così una strada nuova, percorsa da un'intera generazione di artisti che apprende, rielabora e diffonde fino alle località più remote immagini di straordinaria capacità comunicativa che contribuiscono a rendere universale il messaggio di Francesco.
Giotto e san Francesco Una rivoluzione nell'Umbria del Trecento
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| Titolo | Giotto e san Francesco Una rivoluzione nell'Umbria del Trecento |
| Curatori | V. Picchiarelli, E. Zappasodi |
| Argomento | Letteratura e Arte Arte |
| Collana | Arte, 1 |
| Editore | Silvana |
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| Pagine | 496 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788836662920 |
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