Come era avvenuto in Provenza, così pure nell'antica poesia italiana si legge, accanto alle rarefatte prove stilnovistiche, una lirica dal diverso accento: fiorita nella seconda metà del Duecento, originariamente toscana, nel corso del XIV secolo giungerà a Perugia, a Roma, a Treviso. Etichettata in molti modi, questa poesia di volta in volta comica, burlesca o giocosa è assolutamente omogenea nelle sue caratteristiche: i temi realistici, i colori e le sonorità della lingua dialettale, la scelta del sonetto come genere esclusivo. Prediletti non solo da "specialisti" come Cecco Angiolieri, Folgore da San Gimignano o Cenne da la Chitarra, ma anche dai maestri della poesia alta come Rustico, Guinizelli, gli stessi Dante e Cavalcanti, questi versi irriverenti e spregiudicati si rivelano come una delle migliori e più sorprendenti sperimentazioni del linguaggio espressionista medievale.
Poesia comica del Medioevo italiano
| Titolo | Poesia comica del Medioevo italiano |
| Curatore | M. Berisso |
| Argomento | Letteratura e Arte Critica letteraria e Linguistica |
| Collana | Classici |
| Editore | BUR Biblioteca Univ. Rizzoli |
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| Pagine | 376 |
| Pubblicazione | 2011 |
| ISBN | 9788817038508 |
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