Come la "Madonna dei filosofi" anche il secondo libro di Gadda (1934) raduna "pecore randage": scritture sparse, oscillanti tra le prose di diario, tratte dai ricordi della prima guerra mondiale, e le divagazioni su polemiche letterarie di quegli anni. Nella sua unicità, "Il castello di Udine" recalcitra a qualsiasi etichetta, anche a quella di "prosa d'arte". Ma lascia intravedere tutti i caratteri distintivi, per non dire proverbiali, del Gadda maggiore: l'ossessione dell'ordine e il ribellismo anarcoide, l'odio-amore verso Milano e la sua classe dirigente, la straordinaria perizia retorica e i limiti costruttivi dell'intreccio, il calligrafismo (ma sui generis) e l'oltranza espressionistica del grande "pasticheur".
Il castello di Udine
| Titolo | Il castello di Udine |
| Autore | Carlo Emilio Gadda |
| Argomento | Narrativa Classici |
| Collana | Gli elefanti. Narrativa |
| Editore | Garzanti Libri |
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| Pagine | 197 |
| Pubblicazione | 1999 |
| ISBN | 9788811669609 |
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