«Non sono un critico, non sono uno scrittore, non sono uno storico», diceva Cesare Garboli di sé stesso, eppure era questo e molto altro ancora: filologo, biografo, traduttore, editore, ma soprattutto un uomo dall'intelligenza rapida e fulminante - diventato autore di culto per quanto parco di pubblicazioni - e uno dei più influenti personaggi del panorama letterario italiano. Definito dall'autore stesso «il libro involontario di un critico che scrive per capire» - come recitava, sibillina e ossimorica, la fascetta promozionale della prima edizione - La stanza separata raccoglie saggi e articoli composti nell'arco di quindici anni e si confronta con un materiale eterogeneo; ai classici si affiancano gli autori suoi contemporanei, scrittori e opere minori si giustappongono ai giganti della letteratura, del teatro, perfino della musica: Dante e Leopardi, Nabokov e Pasternak (il saggio sul Dottor Zivago è considerato una delle massime espressioni della critica letteraria), Morante e Ginzburg, Penna, Pasolini, Sereni, Arpino, Fellini, Guttuso, Puccini.
La stanza separata
| Titolo | La stanza separata |
| Autore | Cesare Garboli |
| Argomento | Letteratura e Arte Critica letteraria e Linguistica |
| Collana | Minimum classics |
| Editore | Minimum Fax |
| Formato |
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| Pagine | 361 |
| Pubblicazione | 2025 |
| ISBN | 9788833896434 |
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