Nelle foreste della Kirghisia, tra le montagne e un lago gigantesco, c'è un avamposto della forestale, un pugno di case affacciate sul torrente. Vi abitano tre famiglie e un bambino di sette anni - testa tonda, orecchie a sventola - affidato alle cure del nonno Momun. La sua fantasia eleva tutto ciò che ha attorno - acqua, sassi, paesaggio - a qualcosa di epico, quasi assoluto. Carezza le pietre del torrente - per ciascuna ha un nome - immagina di trasformarsi in pesce, nuotare fino al lago e incontrare finalmente il padre, marinaio sul battello bianco. Nonno Momun alimenta la sua immaginazione raccontando leggende: antiche battaglie lungo il fiume Enesaj, una grande cerva bianca che raccoglie due bambini smarriti e li porta lontano, per fondare una nuova stirpe. Un giorno, nel bosco appaiono tre cervi. Per nonno e nipote, una nuova scintilla di meraviglia; per gli altri, un semplice oggetto di contesa e di preda... Ajtmatov mette in scena una tragedia universale, lo scontro tra limpido e slancio vitale e bieca meschinità.
Il battello bianco
| Titolo | Il battello bianco |
| Autore | Cinghiz Ajtmatov |
| Traduttore | G. Venturi |
| Argomento | Narrativa Narrativa contemporanea |
| Collana | Gli alianti |
| Editore | Marcos y Marcos |
| Formato |
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| Pagine | 200 |
| Pubblicazione | 2025 |
| ISBN | 9788892942202 |
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