Tommaso si colloca dal punto di vista della ragione che vuole comprendere la realtà delle cose, riportandole alla loro radice. I suoi testi non sono animati dalla vena lirica di Agostino, non hanno il pathos cristiano e umilissimo di Anselmo. Il suo discorso su Dio non vuole essere edificante, e non mira a scuotere gli animi o a persuadere. Assume, invece, e fa propria fino in fondo la fatica dell'interrogare, questa forma di «pietà del pensiero » nei confronti di se stessi, delle ragioni del proprio esistere, e nei confronti degli altri. Si tratta di un'esigenza che il credente per primo dovrebbe avvertire, se è vero (come è vero per Tommaso) che l'esistenza di Dio non è un articolo di fede ma un preambolo della fede. Diversamente la fede sarebbe condannata a essere un assenso cieco, senza ragioni, fondato sul senso comune o sulla forza spontanea e immediata delle emozioni.
L'esistenza di Dio
| Titolo | L'esistenza di Dio |
| Autore | d'Aquino (san) Tommaso |
| Curatore | G. Zuanazzi |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Filosofia |
| Collana | Classici del pensiero |
| Editore | Scholé |
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| Pagine | 336 |
| Pubblicazione | 2022 |
| ISBN | 9788828404354 |
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