Tom è morto

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passato un decennio dalla morte di Tom, quattro anni e mezzo, ed è la prima volta che sua madre trascorre qualche ora senza pensare a lui. Dunque per fermare l'oblio, o forse per assecondarlo, lei cerca di scrivere la storia della breve vita di Tom, la storia della sua morte. Tom a cui si pensa solo in quanto morto. Come dice la voce narrante, in un'immagine molto suggestiva: "Ho due figli, Vince e Stella. O meglio, quattro: Vince, Tom, Stella e Tom morto..." La sua voce racconta le prime ore e i primi giorni che seguirono il drammatico evento, ma anche le ore e i giorni che ci furono prima, come se fosse indispensabile e fondamentale ricordare tutto. L'io narrante del romanzo, questa donna senza nome in cui si riverbera il dolore senza nome di tutte le madri che hanno attraversato un'esperienza simile, vuole descrivere nel modo più preciso e profondo possibile non tanto le circostanze della morte di Tom, quanto il tempo che l'ha preceduta e quello che l'ha seguita, la sofferenza, il passaggio attraverso la follia e il fantasma del figlio, perché la verità è nascosta nei dettagli...