Geniale e cialtrone, lirico e volgare, Dylan Thomas scriveva in fretta, spesso per soldi, ma era sinceramente ossessionato dalla sua vocazione di poeta. A Pamela, Caitlin, Edith, Liz e le altre scrive lettere d'amore appassionate, inscenando un teatro in cui mescola farsa e melodramma, nel tentativo di nascondere il peggio di sé e assicurarsi un posto nel loro cuore. Come un illusionista, riesce a distillare dalle sue debolezze e dai suoi catastrofici difetti lo slancio lirico a testimonianza di un sentimento eterno e perfetto - poi sempre immancabilmente smentito dalla sostanza dei fatti. La leggenda lo vuole malato, ladro, alcolizzato, la sigaretta sempre penzoloni tra le labbra: lo immaginiamo così mentre scrive, corregge, riscrive, in un continuo esercizio di stile, restituendoci il suo mondo di poeta eccessivo e ubriaco di vita. Postfazione di Massimo Scotti.
Se anche gli amanti si perdono. Lettere d'amore
| Titolo | Se anche gli amanti si perdono. Lettere d'amore |
| Autore | Dylan Thomas |
| Traduttori | C. Mutti, B. Bellocchio |
| Argomento | Letteratura e Arte Critica letteraria e Linguistica |
| Editore | Nuova Editrice Berti |
| Formato |
|
| Pagine | 140 |
| Pubblicazione | 2024 |
| ISBN | 9788873648482 |
|
Acquistabile con Carta del docente o Carta Cultura Giovani |


