"Non c'è mito più noto di quello di Pandora, ma forse nemmeno più equivocato. Pandora è la prima donna, la meravigliosa origine del male. Apre una scatola proibita e ne fuoriescono tutti i mali dell'umanità; resta solo la speranza. Scatola diventata proverbiale...". Questa affermazione di Jane Harrison conserva tutta la sua validità. Tuttavia, permangono ancora molte domande relative a Pandora. Come mai, ad esempio, abbia acquisito una simile fama grazie a un attributo emblematico che, in realtà, non era né una scatola, né le apparteneva. E come spiegare che, contrariamente a molte altre figure mitologiche, Pandora non figuri nell'arte medioevale, e che il suo ritorno in auge, di fatto una vera e propria rinascita, si sia verificato in terra francese e non italiana? C'è inoltre da chiedersi come mai - nonostante una quantità incalcolabile di libri e saggi l'abbiano studiata nel contesto di religione, arte e letteratura greche, e, d'altra parte, abbiano cercato di coglierne il significato nell'omonima opera teatrale di Goethe - noi si sia così ignoranti sulle sue vicende nel lungo periodo che separa queste due epoche storiche.
Il vaso di Pandora. I mutamenti di un simbolo
| Titolo | Il vaso di Pandora. I mutamenti di un simbolo |
| Autori | Erwin Panofsky, Dora Panofsky |
| Traduttore | P. Arlorio |
| Argomento | Letteratura e Arte Arte |
| Collana | Aesthetica, 59 |
| Editore | Abscondita |
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| Pagine | 190 |
| Pubblicazione | 2018 |
| ISBN | 9788884166753 |
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