Se c'è un filo nero che dà coerenza alla feconda pluralità di queste testimonianze, sparse nel tempo e nello spazio, è senz'altro la convinzione che l'anarchia non sia tanto un'idea astratta quanto una pratica concreta che si incarna nel corpo di chi la vive. Pensiero e azione sono dunque un tutt'uno, come appunto affermano questi nove costruttori di utopia, ognuno a suo modo e nondimeno tutti partecipi di un racconto corale. Un racconto che disegna una sua particolare geografia: l'Ischia internazionalista di Mikhail Bakunin e la Londra degli esuli di Pëtr Kropotkin; la Francia ribelle di Sébastien Faure e Louise Michel, e la Mitteleuropa di due raffinati intellettuali come il tedesco Gustav Landauer e l'austriaco Otto Gross, temperati dalla sfrenata irriverenza del Café DAda di Zurigo; e infine la New York degli immigrati, spesso ebrei, la città di Red Emma, ma anche di Paul Goodman e Judith Malina... Una polifonia, ora assonante ora dissonante, le cui voci giungono distintamente fino a noi per raccontarci - in presa diretta - i tanti modi di incarnare e vivere l'anarchia.
Dialoghi immaginari su anarchia e libertà
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| Titolo | Dialoghi immaginari su anarchia e libertà |
| Autore | Filippo Trasatti |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Filosofia |
| Editore | Elèuthera |
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| Pagine | 256 |
| Pubblicazione | 2024 |
| ISBN | 9788833022437 |
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