Poeta al servizio del Comune di Firenze ed esponente di una pubblicistica «arguta, schietta e fantasiosa», Antonio Pucci (1309 circa-1390?) è tra i primi autori noti di cantari. Dai vari impieghi pubblici, che lo pongono in contatto con ogni ceto cittadino e in specie «con la popolazione di rango meno elevato», sembrano discendere alcuni tratti peculiari della sua produzione, tra i quali una forte urgenza di semplificazione e di espressività. Di qui la messa a punto di un interessante linguaggio «di consumo» non ancora illustrato con sistematicità. Il volume tenta di colmare tale lacuna offrendo nuovi materiali e riflessioni sulla lingua dell'autore; undici i testi e tre i livelli d'analisi selezionati: lessico, sintassi e testualità. Allo scandaglio linguistico così orientato segue un indice delle voci commentate, ricco di neologismi e voci settoriali. Ne risulta confermata la vivacità lessicale pucciana, che prepara la strada ai grandi poeti epici più contigui alla tradizione canterina.
La lingua di Antonio Pucci. Indagini su lessico, sintassi e testualità
| Titolo | La lingua di Antonio Pucci. Indagini su lessico, sintassi e testualità |
| Autore | Francesca Cupelloni |
| Argomento | Letteratura e Arte Critica letteraria e Linguistica |
| Editore | Cesati |
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| Pagine | 336 |
| Pubblicazione | 2022 |
| ISBN | 9791254960035 |
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