Un misterioso libretto del 1864 è la fonte di tutta la migliore poesia francese di fine Ottocento, Mallarmé, Verlaine, Rimbaud, Lautréamont, che risultano quindi aver copiato dalla stessa fonte. Oppure il libretto è un incredibile plagio per anticipazione? Ma il libretto è sparito e chi l'ha visto e l'ha potuto leggere una sera d'inverno del 1939, non lo ritroverà più. In questo breve, fulminante racconto alcuni dei temi ricorrenti in Perec: la vertigine dell'inventario, l'opera che nasce e scompare come gli acquerelli di Bartlebooth nel suo indimenticabile La vita istruzioni per l'uso, l'ossessione della ricerca e la duplicazione apocrifa. La ricerca del misterioso libretto continua nel racconto di Roubaud, che ne è il seguito, ambientato quarant'anni dopo, e atto d'omaggio al suo caro amico scomparso. Il titolo originale gioca sulla caduta di una lettera, Le voyage d'hiver/Le voyage d'hier, gioco lipogrammatico del refuso, come se ne facevano nel gruppo letterario dell'Oulipo: il figlio di Borrade, proprietario dello scomparso libretto, incontra nel 1981 in Australia Georges Perec in persona, che giura che la storia è vera.
Il viaggio d'inverno. Il viaggio d'inferno
| Titolo | Il viaggio d'inverno. Il viaggio d'inferno |
| Autori | Georges Perec, Jacques Roubaud |
| Traduttori | E. Cavazzoni, G. Celati |
| Argomento | Narrativa Narrativa contemporanea |
| Collana | Compagnia Extra |
| Editore | Quodlibet |
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| Pagine | 80 |
| Pubblicazione | 2025 |
| ISBN | 9788822924032 |
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