Sono numerosissimi i lettori che hanno seguito e si sono appassionati alle indagini del giudice Petri, magistrato ormai in pensione che però non riesce a stare lontano dalla Questura di Brescia e dal suo amico, il commissario Miceli. E si sono affezionati a questa figura di uomo di legge rigoroso, ma capace di ascoltare le persone e le loro ragioni. Ma com'era Carlo Petri agli inizi della sua carriera? A questa domanda, e risalendo anche agli anni degli studi, risponde il racconto con il quale Gianni Simoni ha deciso di fotografare il momento in cui al giovane sostituto viene affidata la prima indagine: un caso apparentemente banale e squallido di violenza domestica, che a poco a poco si trasforma in qualcosa di assai diverso. È una vicenda tristemente semplice eppure decisiva, sia perché segna la formazione di uno stile di indagine, sia perché Petri incontra per la prima volta proprio il commissario Miceli e fa la conoscenza di una giovane professoressa universitaria di letteratura che si chiama Anna... Completa il volume, in un'ideale forma di rispecchiamento, quella che al momento è l'ultima indagine di Petri, a fianco ancora una volta del commissario Grazia Bruni.
La prima indagine del giudice Petri seguito da «Il cadavere nella valigia»
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| Titolo | La prima indagine del giudice Petri seguito da «Il cadavere nella valigia» |
| Autore | Gianni Simoni |
| Argomento | Narrativa Narrativa contemporanea |
| Collana | Narrativa TEA |
| Editore | Tea |
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| Pagine | 144 |
| Pubblicazione | 2022 |
| ISBN | 9788850264902 |
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