fbevnts Dirigere la macchina da presa. Come girare dialoghi e azione per «dare energia» al film e creare empatia - Gil Bettman - Audino - Libro Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore
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Dirigere la macchina da presa. Come girare dialoghi e azione per «dare energia» al film e creare empatia

Dirigere la macchina da presa. Come girare dialoghi e azione per «dare energia» al film e creare empatia
Titolo Dirigere la macchina da presa. Come girare dialoghi e azione per «dare energia» al film e creare empatia
Autore
Traduttore
Argomento Scienze Umane Comunicazione
Collana Manuali, 192
Editore Audino
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 198
Pubblicazione 2017
ISBN 9788875273705
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"Il libro di Bettman è un manuale per capire come si deve muovere la macchina nel cinema contemporaneo, un libro che si arricchisce di esemplificazioni di rara chiarezza sul cinema che ci è temporalmente più vicino. [...] Nello sviluppare il suo tema, Bettman alterna la praticità del suo lavoro di produttore e regista tra cinema e televisione [...] alla vocazione didattica che è invece parte della sua vita accademica [...]. Man mano che si legge il libro ci si rende così conto che esso assolve perfettamente due funzioni di notevole rilevanza [...]. A chi legge Bettman per imparare a manovrare la camera, il libro spiega il senso profondo di quell'azione: prima di tutto, evidentemente, il senso narrativo, cui il movimento è bene che si tenga stretto per non cadere nel rischio dell'autoreferenzialità [...]. In secondo luogo però si riesce a cogliere anche il senso teorico di quell'azione. A chi invece legge questo libro da posizioni più storico-teoriche che applicative [...] capita di ricordare che l'analisi del film non può prescindere da una conoscenza profonda delle ragioni del suo farsi e del suo "formarsi" e che è sempre bene conoscere nei minimi particolari le premesse tecniche di ciò che vediamo. [...] Dirigere la macchina da presa può dunque costituire una occasione per ribadire l'importanza di una consonanza tra pratica e teoria - soprattutto nel nostro tempo, in cui il miglioramento tecnologico ha reso più vicine le pratiche di ripresa e montaggio - e soprattutto per interfacciarsi serenamente con quella che Bettman chiama "la tigre da 100 milioni di dollari", e cioè il cinema "grande", quello che ogni giovane che mette mano a una videocamera sogna prima o poi di vedere da vicino [...]." (Dalla Prefazione di Michele Guerra)
 

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