In un'Inghilterra imbevuta del lascito di Machiavelli e Bruno (che a Londra pubblica i suoi capolavori), fiorisce, nei secoli XVI e XVII, una scrittura "libertina" che coinvolge autori fondamentali come Marlowe, Shakespeare, Bacone, Ralegh (il fondatore della Virginia) e Toland (freethinker e protomassone). Sacerdoti, in questo libro, cerca di penetrare la malizia di questi autori, «vecchi diavoli incarnati», mettendo in evidenza come, nella loro diversità, possono essere chiamati "saggi libertini". I motivi sono principalmente due: innanzitutto per il contenuto dei loro lavori, che ruota attorno al contrasto tra Libro della Scrittura e Libro della Natura (quest'ultimo libera gli uomini dalle catene della religione rivelando loro la vera natura delle cose); in secondo luogo per la forma della loro scrittura, in cui audacia, prudenza e pedagogismo si fondono, raggiungendo vertici di virtuosismo.
Saggi libertini
| Titolo | Saggi libertini |
| Autore | Gilberto Sacerdoti |
| Argomento | Letteratura e Arte Critica letteraria e Linguistica |
| Collana | Saggi |
| Editore | Quodlibet |
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| Pagine | 240 |
| Pubblicazione | 2020 |
| ISBN | 9788822904522 |
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