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Stasis. La guerra civile come paradigma politico. Homo sacer

Stasis. La guerra civile come paradigma politico. Homo sacer
titolo Stasis. La guerra civile come paradigma politico. Homo sacer
autore
argomento Storia, Religione e Filosofia Filosofia
collana Temi
editore Bollati Boringhieri
formato Libro
pagine 114
pubblicazione 2019
ISBN 9788833930688
 

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Stasis è il nome della guerra civile nella Grecia antica. Un concetto così inquietante o impresentabile per la filosofia politica posteriore da non essere fatto oggetto di una dottrina adeguata, neppure da parte dei teorici della rivoluzione. Eppure, sostiene Giorgio Agamben fornendo qui i primi elementi di una necessaria «stasiologia», la guerra civile costituisce la fondamentale soglia di politicizzazione dell'Occidente, un dispositivo che nel corso della storia ha permesso alternativamente di depoliticizzare la cittadinanza e mobilitare l'impolitico, e che vediamo oggi precipitare nella figura del terrore su scala planetaria. Al suo paradigma concorrono insieme due poli antitetici dei quali Agamben mette allo scoperto la segreta solidarietà, quello classico secondo cui la guerra civile è coessenziale alla polis, al punto che chi non vi prende parte è privato dei diritti politici, e quello moderno rappresentato dal Leviathan di Hobbes, che ne decreta l'interdizione, ma introduce una scissione - e con questa la possibilità della guerra civile - all'interno stesso del concetto di popolo. Nel Novecento, è Carl Schmitt a rimettere in onore lo stato di natura così temuto da Hobbes, e a identificare proprio nella pericolosità dell'uomo naturale l'unico contenuto della condizione civile: politica e guerra si presupporrebbero a vicenda. Una visione tragica che esclude ogni altro criterio definitorio del politico, e si contrappone radicalmente a quella «teologia del ludico» che, con Johan Huizinga, ascrive la guerra al dominio del gioco, nell'ipotesi che in origine la funzione agonale, ritualizzata o iniziatica, non mirasse all'annientamento degli avversari, ma fosse addirittura un mezzo per stringere relazioni; insomma, un «gioco serio», poi sequestrato dallo Stato e piegato ad altri fini, mentre il nemico assumeva i tratti dell'inumano da passare per le armi.
 

Biografia dell'autore

Giorgio Agamben

Giorgio Agamben si è dimesso dall'insegnamento di Filosofia teoretica presso lo IUAV di Venezia. Tra i suoi libri più recenti: Homo sacer. Il potere sovrano e la nuda vita (1995), La potenza del pensiero. Saggi e conferenze (2005), Il sacramento del linguaggio (2008) e Altissima povertà. Regole monastiche e forma di vita (2011). Ha curato Angeli. Ebraismo Cristianesimo Islam (con Emanuele Coccia, 2009). Presso Bollati Boringhieri ha pubblicato: Mezzi senza fine. Note sulla politica (1996), Quel che resta di Auschwitz. L'archivio e il testimone (1998), Il tempo che resta. Un commento alla «Lettera ai Romani» (2000), La comunità che viene (2001), L'aperto. L'uomo e l'animale (2002), Stato di eccezione (2003), Ninfe (2007), Signatura rerum. Sul metodo (2008) e Il Regno e la Gloria. Per una genealogia teologica dell'economia e del governo (2009).

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