Come storico della lingua italiana, avverto anche l'esigenza di un certo impegno civile: diffondere la padronanza della lingua e della sua storia è un modo per rafforzare il senso di appartenenza a una comunità. La lingua che parliamo dice molto di noi e del modo in cui stiamo nel mondo. È uno strumento di formazione non solo individuale e collettiva, ma anche, in senso ampio, civile. In questa conversazione con Giuseppe Antonelli, Luca Serianni torna su alcuni nuclei centrali della sua attività di grammatico e di storico della lingua: la norma e l'uso, l'insegnamento scolastico e universitario, l'italiano della poesia e del melodramma. È un libro dal tono affabile, ricco di aneddoti, che offre nuovi e originali spunti di riflessione. Davvero quella dei ragazzi di oggi è la "generazione venti parole"? È ancora utile studiare le lingue classiche? Usare il dialetto è un bene o un male? La grammatica si va impoverendo? E quanto conterà, per la lingua del futuro, la rivoluzione digitale? Un dialogo appassionato sull'italiano, la sua storia e il suo presente: la sua importanza per la vita della nostra comunità e delle nostre istituzioni.
Il sentimento della lingua. Conversazione con Giuseppe Antonelli
| Titolo | Il sentimento della lingua. Conversazione con Giuseppe Antonelli |
| Autori | Giuseppe Antonelli, Luca Serianni |
| Argomento | Letteratura e Arte Critica letteraria e Linguistica |
| Collana | Intersezioni, 531 |
| Editore | Il Mulino |
| Formato |
|
| Pagine | 143 |
| Pubblicazione | 2019 |
| ISBN | 9788815285140 |
|
Acquistabile con Carta del docente o Carta Cultura Giovani |


