Il 9 giugno del 53 a.C, sulla pianura di Carre nell'Alta Mesopotamia, un esercito di cavalieri venuti dall'Iran e dall'Asia centrale sbaraglia un'armata di oltre cinquantamila uomini, inviati da Roma a conquistare l'impero rivale dei Parti. Oltre metà dei legionari trovano la morte sul campo, molti altri sono presi prigionieri e deportati, e quel che è peggio i nemici si impossessano delle insegne militari, estremo disonore per anni nella coscienza collettiva romana. Il generale, Marco Licinio Crasso, è massacrato poco dopo la battaglia, e il suo cadavere oltraggiato rimane insepolto. Lo scontro segna una battuta d'arresto per Roma: la sua avanzata verso la conquista del mondo, ritenuta fino ad allora inarrestabile, è bloccata da un'armata di cui erano state sottovalutate la perizia militare, la forza d'urto e, soprattutto, la capacità di resistere al temibile dispositivo della legione.
La resa di Roma. 9 giugno 53 a. C., battaglia a Carre
| Titolo | La resa di Roma. 9 giugno 53 a. C., battaglia a Carre |
| Autore | Giusto Traina |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Storia |
| Collana | Economica laterza |
| Editore | Laterza |
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| Pagine | 212 |
| Pubblicazione | 2011 |
| ISBN | 9788842098027 |
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