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La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme

La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme
titolo La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme
Autore
Traduttore
Argomenti Storia, Religione e Filosofia Filosofia
Adozioni Lettere e Filosofia
Adozioni Scienze della Formazione
Adozioni Interfacoltà Economia - Lettere
Collana Universale economica saggi, 9297
Editore Feltrinelli
Formato Libro
Pagine 348
Pubblicazione 2019
Numero edizione 30
ISBN 9788807892974
 

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Otto Adolf Eichmann, figlio di Karl Adolf e di Maria Schefferling, catturato in un sobborgo di Buenos Aires la sera dell'11 maggio 1960, trasportato in Israele nove giorni dopo e tradotto dinanzi al Tribunale distrettuale di Gerusalemme l'11 aprile 1961, doveva rispondere di 15 imputazioni. Aveva commesso, in concorso con altri, crimini contro il popolo ebraico e numerosi crimini di guerra sotto il regime nazista. L'autrice assiste al dibattimento in aula e negli articoli scritti per il "New Yorker", sviscera i problemi morali, politici e giuridici che stanno dietro il caso Eichmann. Il Male che Eichmann incarna appare nella Arendt "banale", e perciò tanto più terribile, perché i suoi servitori sono grigi burocrati.
 

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