Scritto sotto l'impulso «delle profonde tensioni allora esistenti fra scienze della natura e filosofia», "I gradi dell'organico e l'uomo" (1928) si avventura in una grandiosa impresa di pensiero: «afferrare da un unico punto di vista la graduazione del mondo organico», ossia identificare la «logica della forma vivente» - vegetale, animale e umana - rispetto all'inanimato. La formulazione-chiave a cui perviene Helmuth Plessner è la sostanziale eccentricità dell'uomo all'interno del vivente. Unico tra gli esseri a distanziarsi dall'ambiente e dagli istinti, per compensare questo squilibrio costitutivo e garantirsi una specifica forma di esistenza deve ricorrere all'«aiuto delle cose extranaturali, che scaturiscono dal suo creare». Insomma, l'uomo «è per natura artificiale». Un'idea che risuonerà a lungo nell'antropologia filosofica del Novecento.
I gradi dell'organico e l'uomo. Introduzione all'antropologia filosofica
| Titolo | I gradi dell'organico e l'uomo. Introduzione all'antropologia filosofica |
| Autore | Helmuth Plessner |
| Curatore | V. Rasini |
| Traduttori | U. Fadini, E. Lombardi Vallauri |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Filosofia |
| Collana | Universale Bollati Boringhieri-S. scient., 600 |
| Editore | Bollati Boringhieri |
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| Pagine | 465 |
| Pubblicazione | 2019 |
| ISBN | 9788833932033 |
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