Dall'antichità classica alla modernità positivista, il volto è stato considerato una superficie rivelatrice dell'anima, del carattere e persino della colpevolezza. Massimo Centini ricostruisce la lunga genealogia di tale convinzione, seguendo il filo che unisce pratiche divinatorie, teorie pseudoscientifiche, antropologia criminale, fotografia segnaletica, arte e letteratura. Attraverso figure chiave come Aristotele (e lo Pseudo-Aristotele), Cesare Lombroso, Charles Darwin, fino alle derive della fotografia giudiziaria e della classificazione biometrica, l'autore mostra come l'idea di "faccia da galera" non sia una verità naturale, ma una costruzione culturale potente e pericolosa. Un'indagine che mette in luce il rapporto tra immagine, potere e controllo sociale, interrogando il confine sottile tra normalità e devianza, bellezza e mostruosità, identità e alterità.
Il volto dell'assassino. Fisiognomica fra scienza e mito: quando l'apparenza diventa una condanna
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| Titolo | Il volto dell'assassino. Fisiognomica fra scienza e mito: quando l'apparenza diventa una condanna |
| Autore | Massimo Centini |
| Argomento | Scienze Umane Antropologia |
| Collana | Saggi |
| Editore | DIARKOS |
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| Pagine | 336 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788836165896 |
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