Come è cambiato il modo di rappresentare la guerra? Quale è il collegamento fra quello che guardiamo in televisione, leggiamo sui giornali e quello che accade sui campi di battaglia? Esiste una strategia comune che unisce centri di comando, emittenti televisive e testate giornalistiche? Una descrizione del legame che esiste tra azioni militari e il loro racconto mediatico, della sceneggiatura che accompagna la pianificazione militare alla sua successiva narrazione: notizie, scoop, storie di uomini e immagini di sangue fanno tutte parte di un disegno predisposto a influenzare l'opinione pubblica. Desert Storm, Kossovo, Enduring Freedom... Le operazioni militari condotte sotto la guida degli Stati Uniti hanno un'organizzazione quasi cinematografica: la costruzione dell'attesa prima dell'evento, che orienta il pubblico rispetto ai ruoli dei "buoni e dei cattivi"; lo scatenarsi del conflitto nel prime time televisivo americano; la durata breve delle operazioni e la loro conclusione certa (perchè lo spettatore fa presto a stancarsi); la spettacolarità dei bombardamenti che trasforma la guerra in una sorta di videogame o action movie hollywoodiano.
Fuori fuoco
| Titolo | Fuori fuoco |
| Sottotitolo | L'arte della guerra e il suo racconto |
| Autore | Oliva Maddalena |
| Argomento | Diritto, Economia e Politica Politica e attualità |
| Collana | ODOYA STORIA |
| Editore | Odoya |
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| Pagine | 188 |
| Pubblicazione | 2008 |
| ISBN | 9788862880039 |
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