Il lusso è il pensiero che consuma sé stesso nella contemplazione delle proprie immagini storiche, dell'inventario delle proprie categorie, nelle invenzioni che rappresentano, per lo più nel lessico della tradizione, aspetti della contemporaneità. È un lusso obbligato, abitudini elevate dell'intelletto, senza alcuna possibilità di essere in modo diverso, una forza d'inerzia lo governa sino al confine con un inconscio spreco. La catastrofe non è una, né una previsione, e nemmeno un destino. È il modo in cui ha preso forma il nostro mondo, dove il rischio è plurale, complesso, e coinvolge ogni luogo del pianeta, e quindi anche la nostra vita quotidiana poiché penetra sino al desiderio, "parte del male tu stesso".
Un male invisibile e tuttavia avvertito confusamente dal nostro sentimento della vita, come un timore oscuro, un vuoto del tempo. Mentre il futuro è rappresentato ogni giorno da un pensiero simile a una coazione a ripetere. Lusso e catastrofe non s’incontrano mai: è il naufragio dei lunghi sogni della modernità.


