"Gli oculari di vetro hanno riverberi e riflessi diabolici. Nell'immaginario, travisano e pervertono la realtà: ingrandiscono e rimpiccioliscono; invertono, ribaltano, sdoppiano... L'occhio è il 'portinaio' del diavolo", si legge nel Corpus Thomisticum. Il gesto del guardare è il primo e spontaneo approccio al mondo, per conoscerlo ma anche per insinuarsi laddove non dovrebbe: nell'intimità dei nostri simili. Ed è appunto incentrato sul tema dello sguardo e dei suoi strumenti - gli occhiali, il binocolo e il telescopio - questo piccolo ma densissimo saggio che opera un'incursione tra decine di capolavori letterari, pittorici e architettonici alla ricerca del dettaglio indiscreto. In una serie di dotte spigolature su Comenio, Marcel Duchamp, Alfred Hitchcock, Saul Steinberg, Georges Perec, Leonardo Sciascia e molti altri, Nigro va a caccia di quelle allusioni che a partire dal Seicento, con il romanzo picaresco Il diavolo zoppo di Vélez de Guevara, creano una connessione tra il maligno e la sua natura spiona e rivelatrice. Dove l'inferno, e il suo transfuga, hanno preso stanza nella mostruosità bipede dell'uomo.
Il portinaio del diavolo. Occhiali e altre inquietudini
| Titolo | Il portinaio del diavolo. Occhiali e altre inquietudini |
| Autore | Salvatore Silvano Nigro |
| Argomento | Letteratura e Arte Critica letteraria e Linguistica |
| Collana | Tascabili. Saggi |
| Editore | Bompiani |
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| Pagine | 144 |
| Pubblicazione | 2023 |
| ISBN | 9788830119710 |
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