Se al posto di accettare la narrazione ufficiale si chiede direttamente alle popolazioni di confine cos'è per loro il contrabbando, a mutare radicalmente è la stessa concezione di lecito e illecito. Come appunto dimostrano queste ricerche sul campo condotte in vari paesi del mondo non-occidentale: dall'Etiopia al Guatemala, dall'Afghanistan allo Zimbabwe, dal Kurdistan al Bangladesh. D'altronde, sono proprio le comunità di confine l'humus socioeconomico e culturale da cui emerge la figura del contrabbandiere. Ma lungi dall'essere percepito come un «bandito», o come lo spietato «trafficante» evocato da Stati-nazione e organismi internazionali, il contrabbandiere è considerato un membro pienamente integrato nella sua comunità che svolge un lavoro moralmente lecito. Da qui a farne un eroe romantico il passo è lungo, come sanno bene gli autori di questi saggi. Ma di certo il loro sguardo dal basso consente una contro-narrazione che rimette al centro le persone reali, e non le loro rappresentazioni giuridiche, insieme alle pratiche informali con cui affrontano le disuguaglianze globali e le restrizioni alla libera circolazione.
Storie di contrabbando e contrabbandieri
in uscita
| Titolo | Storie di contrabbando e contrabbandieri |
| Autori | Shahram Khosravi, Mahmoud Keshavarz |
| Traduttore | E. Cantoni |
| Argomento | Scienze Umane Antropologia |
| Editore | Elèuthera |
| Formato |
|
| Pagine | 224 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788833023137 |
|
Acquistabile con Carta del docente o Carta Cultura Giovani |
Prossima pubblicazione


