Dai contributi di diversi classici, in primo luogo Luhmann e Foucault, emerge che la soggettività non è una proprietà innata di ogni essere umano, ma piuttosto una forma di autocostruzione dell'uomo, storicamente affermatasi come prevalente nel solo Occidente ed in tempi relativamente recenti. La soggettività è altresì la tecnologia sociale che ha trasformato l'autoriferimento dell'uomo moderno in una "forza utile", l'egoicità disciplinata e prevedibile del cittadino, rendendo così possibile l'esistenza della società così come noi la conosciamo. Se non che, la soggettività è una tecnologia complessa, fragile, che necessita del mantenimento di determinati presupposti per poter continuare a funzionare e ad essere riprodotta. In un tale scenario, alla sociologia si prospettano tre possibili strade di intervento, una a livello micro, con la socioterapia, che applica le conoscenze sociologiche in un approccio ecologico al disagio, una a livello meso con la ricerca-azione ed una a livello macro, con l'orientamento delle politiche attraverso la ricerca finalizzata e l'intervento di rete, come proposto dalla teoria relazionale.
La soggettività come tecnologia sociale. Un orientamento per le politiche
| Titolo | La soggettività come tecnologia sociale. Un orientamento per le politiche |
| Autore | Stefano Scarcella Prandstraller |
| Argomento | Scienze Umane Sociologia |
| Collana | Sociologia, 604 |
| Editore | Franco Angeli |
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| Pagine | 256 |
| Pubblicazione | 2008 |
| ISBN | 9788846498717 |
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